La luce

dscf36431

di Andrea Inglese

Qui non mi può raggiungere la forma interna della città, la sua anomalia di riflessi, tutti metallici, con l’azzurro del cielo in transito, in continuo sfogo verso il nord e l’oceano, qui la configurazione intima si è allentata, la morsa del tredicesimo, la sua monotonia di acacie e grate metalliche per terra, qui le cancellate del liceo, la scale mobili che non si arrestano neppure di notte, nel tempo morto, qui i giocatori di pallone nel campetto di cemento, qui Max, l’alcolizzato colto, il senza casa, qui non mi possono raggiungere, i fumatori costretti ad appoggiarsi alle vetrine, all’esterno, qui i carrelli di tela cerata da cui sbucano i sedani non arrivano, la mappa mentale, che Parigi ha costruito per strappi continui, per trafitture, per piccole ustioni sentimentali, come un pirografo, qui no, non sopra i bastioni di Castel Sant’Elmo (la fortezza di tufo sopra i resti della chiesa di Sant’Erasmo),

qui mai, con tutta la luce polverizzata sul golfo, luce già africana, che pattina con violenza sullo specchio del mare, e si frantuma nella verticale della città, che dall’alto si abbuia, sprofonda, per scale e discese, rampe petraio, vicoli marci, qui la luce di Napoli, che rimbalza sulle paraboliche, che arroventa il centro direzionale, che rode l’ombra dei corpi sul selciato, qui dove i cani vomitano pezzi di vetro, qui tra gli astanti, che riempiono gli spazi in un raduno costante e senza scopo, nelle voci che si spezzano, tra i ragazzi clonati, con il medesimo occhiale da sole, orda uguale, salendo e scendendo dai motorini, qui la luce a rimbalzo sul tufo fa ostacolo, rompe le orbite dei pensieri, che tendono a girare ancora intorno al rettifilo della rue Tolbiac, a quegli asfalti, a quei corridori con le giacche aperte, e le borse, a quelle africane col passo ondulante, africane senza luce africana, con i chiarori metallici nelle pieghe delle vesti, qui è Napoli, una cosa che combatte con la luce, con troppa luce, dove tutte le miserie salgono, sono in superficie, sui muri, sulle facce, come stucchi barocchi, chiazze d’umido, cicatrici, buchi nei denti, e il destino non trova sfumature, recessi, è una nenia torva, piena di risate inutili, qui vendono anche la scarpe bucate, anche le pistole vere, qui non governa più Parigi, non mi tiene più, mi sono liberato, qui devo scappare, togliermi da questa luce.

[Da Materiali per un libro su Parigi]

Print Friendly, PDF & Email

6 Commenti

  1. Magnifico Andrea Inglese. Avrei amato scrivere un testo sotto questa luce africana.
    Ho ancora negli occhi il suo colore giallo/ occhi di pantera.
    “qui devo scappare, mi sono liberato, togliermi da questa luce.”
    E’ strano perché il mio cuore murmura lo stesso e il contrario:
    “Qui devo gettare l’ancora, mi sono liberata, entrare viva nella luce,
    che il mio corpo sia nel corpo solare, che il mio corpo sia come animale,
    che il mio corpo sia il muro lavico delle crepe.

    Grazie,

    véronique

  2. un cortazar franco-partenopeo? comunque notevole prosa, per un poeta… e senza il rischio dell’odiosa prosa lirica

  3. Rimasto secco – come con tutti gli altri Materiali. E il percorso mi sembra qualcosa, nel suo complesso, assai al di là della semplice “notevole prosa”. Fecondo e germinale, Andrea. Grazie.

    Un saluto,

    F.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Da “Note di servizio per Franco Fortini”

di Luca Lenzini Il nucleo di convinzioni allora acquisite e la nuova prospettiva che si forma a partire da un punto di vista di parte, costituisce la base mai più revocata dell’esistenza e dell’attività intellettuale di Fortini, la bussola cogente e definitiva dell’uomo e dello scrittore.

Da “Spostamenti”

di Carlo Sperduti
Mangi una cosa se ti ostacola. Per questo il cibo è il nemico. Un tuo sillogismo all’indietro. Ora però non vedi la cosa in terrazzo­. Il tuo cotone si è impigliato a mezz’aria.

La sineddoche israeliana e la contestazione studentesca

di Andrea Inglese Il comportamento del governo di Israele, e dei governi che lo sostengono, ci fornisce un’immagine che va ben al di là della specificità del conflitto israelo-palestinese. Questo comportamento è da leggere come sineddoche di una situazione più ampia, sia sul piano politico che culturale.

Scritture subalterne nella letteratura meridionale contemporanea

di Fabio Moliterni Per studiare la letteratura meridionale contemporanea sarebbe necessaria un’indagine a tutto campo: un lavoro critico, collettivo e condiviso, la cui urgenza sociale e politica si misura soprattutto oggi, nella temperie un po’ asfittica della critica letteraria e accademica.

Il cassetto segreto. Conversazione con Costanza Quatriglio

di Daniela Mazzoli 10.000 volumi, 167 periodici, 827 tra fascicoli, cartelle, raccoglitori, buste contenenti articoli, manoscritti, carteggi, fotografie. 12 scatole...

Vigilanza nera, ascolto bianco. Considerazioni critiche sull’antirazzismo europeo

Andrea Inglese
Guardare la storia della tratta atlantica e del colonialismo europeo da vicino non è più facile nel secondo decennio del XXI secolo che nell’ultimo del XX secolo. L’oblio, l’ignoranza, la semplificazione sono innanzitutto dei meccanismi di protezione. C’è una storia di sofferenze e di crudeltà estreme, di disumanizzazioni e disumanità inconcepibili, che vorremmo tagliare fuori dalla nostra identità collettiva di europei bianchi.
andrea inglese
andrea inglese
Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia e storia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ora insegna in scuole d’architettura a Parigi e Versailles. Poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998. Inventari, Zona 2001; finalista Premio Delfini 2001. La distrazione, Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009. Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, Italic Pequod, 2013. La grande anitra, Oèdipus, 2013. Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016, collana Autoriale, Dot.Com Press, 2017. Il rumore è il messaggio, Diaforia, 2023. Prose Prati, in Prosa in prosa, volume collettivo, Le Lettere, 2009; Tic edizioni, 2020. Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001, Camera Verde, 2011. Commiato da Andromeda, Valigie Rosse, 2011 (Premio Ciampi, 2011). I miei pezzi, in Ex.it Materiali fuori contesto, volume collettivo, La Colornese – Tielleci, 2013. Ollivud, Prufrock spa, 2018. Stralunati, Italo Svevo, 2022. Romanzi Parigi è un desiderio, Ponte Alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017. La vita adulta, Ponte Alle Grazie, 2021. Saggistica L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo, Dipartimento di Linguistica e Letterature comparate, Università di Cassino, 2003. La confusione è ancella della menzogna, edizione digitale, Quintadicopertina, 2012. La civiltà idiota. Saggi militanti, Valigie Rosse, 2018. Con Paolo Giovannetti ha curato il volume collettivo Teoria & poesia, Biblion, 2018. Traduzioni Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008, Metauro, 2009. È stato redattore delle riviste “Manocometa”, “Allegoria”, del sito GAMMM, della rivista e del sito “Alfabeta2”. È uno dei membri fondatori del blog Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: