Scacciapensieri (antologia di poetry therapy)

di Licia Ambu

A immaginare non ci vuole niente.

 

A leggere questo libro mi son venuti i nove anni.

Poi i tre, i quattro, gli undici. Sono usciti da soli, si sono palesati perché erano già lì, tutti nello stesso posto, tutti che mi abitano. Al primo verso di questa antologia, inaugurata con una poesia alla primissima voce di mamma, gli anni sono ritornati subito alla ribalta.

Questa antologia si chiama Scacciapensieri. Poesia che colora i giorni neri. Lo scacciapensieri è uno strumento musicale in parte mobile, in parte fisso. Ed è uno strumento idiofono, cioè produce un suono tramite la vibrazione del suo stesso corpo. Un po’ come dire che ha in sé tutte le risorse per poter diffondere la sua musica a spasso per il mondo. Un suono che sia calmante, terapeutico, portatore di gioia, lenitivo per la tristezza, o un semplice sottofondo. Scacciapensieri è il titolo di questo libro, e questo libro è come una bacchetta magica universale. Il principio è lo stesso: ha una parte fissa di parole stampate saldamente tra le pagine, con un inchiostro convinto e intenzionato a restare nel tempo e una parte mobile che permette di diffonderne il potere a spasso per il mondo tramite il suo impiego, tramite la liberazione delle parole e del loro suono. Anche in termini terapeutici. Come una medicina.

La medicina è quella cosa che serve in caso di guai. Quando si tratta di guai dell’anima, la medicina si chiama poesia. Ma poesia mica nel senso aulico che potrebbe farvi pensare a polvere, versi ostici, montagne di ermetismo, splendido per carità ma non terapeutico allo stesso modo diciamo, assolutamente non quello. Questa poesia è una magia molto particolare. Ha finalità pragmatiche e scaccia i pensieri che non vanno bene. Questo libro è un cilindro magico in cui si crea l’arte di guarire. Roba da infilarci una mano scendendo fino al gomito compreso, e tornare alla luce con il braccio praticamente fatato, pieno di fili di parole terapeutiche su argomenti molto molto importanti, come l’amore, il dialogo, la risata, lo stupore e il tempo. Una magia che serve universalmente e che ogni volta è nuova e diversa. Un incanto che funziona su tutti.

Scacciapensieri è un libro completo di istruzioni per l’uso, dichiarate apertamente e con la seria intenzione di rendere il tutto tascabile e facilmente fruibile. Ricco di espliciti bugiardini tematici e con illustrazioni liquide e itineranti lungo tutte le pagine. Come uno scacciapensieri, appunto, che produce vibrazioni e poi le lascia libere di andarsene a volare per aria, a toccare le teste che passeggiano di grandi, piccoli, animali, fiori e cose. Questa raccolta di versi è un prontuario e come tale va usato, come una caramella che cambia il gusto alla bocca, un’idea che spolvera la testa, una formula che cambia i colori,

In mezzo c’è una strada

Che porta verso il mondo

È che dovunque vada

Non sta lì a girare in tondo

Il provetto portavoce per una missione di questa portata, e cioè la diffusione del verbo, si dice a un certo punto dovrebbe essere un bambino che al posto del primo cittadino declami i versi per il pianeta. Una candidatura indovinatissima perché con questo metodo si finisce per esprimere tutta l’efficacia delle parole ed è proprio possibile che in determinati contesti si riesca a ripescare uno dei bambini che siamo e fargli recitare la poesia. I bambini si riconoscono dall’età e da molte caratteristiche ma qui, più che l’anagrafe, la questione è decidere di considerare l’essere bambini il comune denominatore di tutti, perché tutti lo siamo stati e tutti dovremmo ancora esserlo da qualche parte dentro di noi. Si tratta di allargarsi un momentino la pelle e guardarsi dentro alla ricerca di quel posto, tra un organo e l’altro, da sotto gli occhi alla punta dei piedi, dove stiamo nascosti ancora bambini. Siamo quelli con la pila in mano che ci indichiamo la strada per guardare per bene le cose in modo un po’ puro e semplice, citando: Per fortuna ci sono i bambini e i poeti.

La poesia è creazione, è dialogo, è costruzione. I poeti creano, inventano, cantano. Lo sapevate che con la poesia si può domandare a un dolore senza fargli male? E che ci sono poesie che vanno recitate e dette con una precisa coreografia di passi? Che gli anni si possono perdere all’indietro? Che si può persino stupirsi dello stupore, tenersi la natura a portata di mano, portarsi a spasso il vento, invitare il sole, farsi compagnia con gli alberi, imparare a prendere le misure alle cose, le distanze giuste per guardare, è possibile tutto questo, lo sapevate? E quale medicina può essere migliore di quella che si tramanda in un modo così leggero come la voce, in qualsiasi posto, a qualsiasi ora, ad opera di chiunque?

Viene voglia di impararle a memoria, di dirle come un mantra, una ricetta, una canzone, al posto di nome e cognome, codice fiscale, targa della macchina, informazioni sul tempo, appuntamenti noiosi. Qui ci si legge dentro mica ci si archivia fuori. Dice una nota a un certo momento: Non tutti i libri quando bussi ascoltano.

Questo libro quando bussi canta, vi dico.

 

*

 

Scacciapensieri. Poesia che colora i giorni neri.

Antologia di poetry therapy per bambini
dagli 8 ANNI
Edizioni Mille Gru, 2015

<http://poetrytherapy.it/lantologia-scacciapensieri/>

 

Print Friendly, PDF & Email

articoli correlati

Portraits

Portraits: due poesie con bicicletta di Tomaso Pieragnolo

Umiliare e ubbidire

Umiliare per non morire. Le maestre i maestri sono operai e questo spesso è dimenticato. Nelle scuole di città gli ambienti sono spesso miseri: le aule anonime, i muri sporchi, nessuna possibilità di avere luoghi propri in cui sentirsi al sicuro, dove lasciare tracce e costruire tra me e noi percorsi significativi di apprendimento. Chi fa l’anno di prova spesso è sotto ricatto, chi è a scuola da più tempo è più prepotente. Le bambine e i bambini lasciati con le mani inerti e costretti nei banchi urlano e intanto incamerano rapidi il modello che li guasta: zitto e lavora nei margini, rapido, questa è la scuola.

bestia comune

di Nadia Agustoni
creata cagna mucca o animale esotico scodellati i figli verrai santificata denutrita lasciata indigente. ricordati:

Piantare un fiore nella terra bruciata: poete ucraine in Italia

“Piantare un fiore nella terra bruciata” è il titolo della serie di appuntamenti con le tre poete ucraine Natalia Beltchenko, Iya Kiva e Oksana Stomina, che dal 18 al 24 novembre 2022 saranno in Italia per parlare della situazione nel loro paese e meditare su cosa significhi scrivere in tempo di guerra. Più sotto una descrizione dettagliata del tour, qui di seguito quattro poesie di Beltchenko tradotte da Pina Piccolo (non osavo guardare, poesia VI) e Marina Sorina (il sabato dei genitori, l'estate è finita).

Serpentez ! Due estratti da “Ma ralentie” di Odile Cornuz

Serpentez! “Ma ralentie” di Odile Cornuz, è una meditazione al tempo stesso saggistica, narrativa e lirica su un caposaldo della poesia francese del Novecento, La ralentie di Henri Michaux. Fate la serpentina!

Come fossimo il fuoco

- va a finire sempre così - uno si immagina enormi apparati, strutture gigantesche, ordini di enti dalle dimensioni e dai poteri immani - e poi li vede sfaldarsi, li vede come li vedo io adesso, dissolversi in un niente, un momento di indecisione - palazzi enormi, strade infinite, milioni di persone al sevizio, impilarsi e inciampare gli uni sugli altri - da sé - senza che uno abbia fatto chissà cosa - ...
renata morresi
Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: