Mots-clés__Montessori

Montessori
di Francesco Forlani

Vasco Rossi, Asilo Republic -> qui

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Da L.-F. Céline, La bella rogna, trad. Giovanni  Raboni e Daniele Gorret, Milano, Guanda, 1982

Tutto deve riprendere dalla scuola, nulla si può fare senza scuola, fuori della scuola. Ordinare, vezzeggiare, far sbocciare una scuola felice, gradevole, allegra, fruttuosa all’anima infine, niente affatto cupa e rattrappente, costipante, incrinata, malefica.
[…] Da dove gli viene questo gusto-catastrofe? prima di tutto, soprattutto dalla scuola, dalla prima educazione, dal sabotaggio dell’entusiasmo, delle primitive gioie creatrici, con l’affettazione declamatoria, la tronfiezza moralistica.
La scuola dei riempimenti ripetizioni, delle imbottiture di mucchi secchi ci conduce al peggio, ci scredita per sempre davanti alla natura e alle onde… Mai più imprese di pedanterie! fabbriche per tarpare i cuori! per appiattire l’entusiasmo! per sconcertare la gioventù! per non lasciarne uscire che noccioli, piccoli grumosi rifiuti d’impagliatura, incartapecoriti uso laurea, che non posson più innamorarsi di nulla salvo che di gramole-segatrici-frantumatrici a 80.000 giri al minuto.

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[Mots-clés è una rubrica mensile a cura di Ornella Tajani. Ogni prima domenica del mese, Nazione Indiana pubblicherà un collage di un brano musicale + una fotografia o video (estratto di film, ecc.) + un breve testo in versi o in prosa, accomunati da una parola o da un’espressione chiave.
La rubrica è aperta ai contributi dei lettori di NI; coloro che volessero inviare proposte possono farlo scrivendo a: tajani@nazioneindiana.com. Tutti i materiali devono essere editi; non si accettano materiali inediti né opera dell’autore o dell’autrice proponenti; le immagini devono essere inferiori a 1 MB].

ornella tajani

Ornella Tajani insegna Lingua e traduzione francese all'Università per Stranieri di Siena. Si occupa di studi di traduzione e di letteratura francese del XX e XXI secolo. È autrice del saggio "Tradurre il pastiche" (Mucchi, 2018). Per Marchese editore ha tradotto e curato L'aquila a due teste di Jean Cocteau (premio di traduzione Monselice "Leone Traverso" 2012) e Tiresia di Marcel Jouhandeau (2013). Ha scritto una tesi di dottorato in Letterature comparate sul Kitsch e il romanzo contemporaneo ed è uno dei membri fondatori del collettivo italo-francese di traduttrici meridiem. Suoi articoli e recensioni sono apparsi anche su Alfabeta, L'indice dei libri del mese, Le parole e le cose. Seguendo questo link, la lista completa dei suoi post: https://www.nazioneindiana.com/tag/ornella-tajani/ - Cliccando su "View all posts", una lista parziale 

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  5 comments for “Mots-clés__Montessori

  1. francesco forlani
    2 Febbraio 2020 at 16:44

    Che silenzio in quest’aula! Perfino la domenica.
    effeffe

  2. FEDERICO LA SALA
    2 Febbraio 2020 at 20:19

    MOTS-CLÉS_MONTESSORI …..

    NOTA 1 – IL VIDEO su “Il metodo Montessori presso la Regia Scuola Magistrale Montessori” (https://www.youtube.com/watch?time_continue=97&v=E2pWbYaTc_o&feature=emb_title)
    è DAL === “Giornale Luce B0696 del 19/06/1935 === Descrizione : “sequenze:bambini accompagnati salgono le scale per raggiungere la Casa dei Bambini attigua alla Regia Scuola Magistrale Montessori ; veduta della palazzina della Casa dei Bambini ; alcuni momenti delle lezioni didattiche col metodo Montessori in cui i bambini imparano divertendosi ; bambini servono i compagni apparecchiando la tavola con precisione e decoro ; i bambini imparano il corretto comportamento e rispetto del codice della strada agli ordini di un vigile in miniatura” (Archivio Storico Luce http://www.archivioluce.com).

    NOTA 2 . La Montessori e il fascismo: “[…] Terminati i corsi internazionali svolti a Roma nel 1930 e nel 1931 e le conferenze all’estero, soprattutto quella di Ginevra sulla pace che ebbe risonanza internazionale, si approdò a una rottura definitiva: nel 1934 arrivò l’ordine di chiusura di tutte le scuole Montessori, sia per adulti che per bambini, fatta eccezione per due o tre classi che vivranno nella semiclandestinità. Nello stesso anno anche Hitler ordinò la chiusura delle scuole Montessori in Germania insieme alle Waldorf. Nel 1936 il regime chiuse per ordine del ministro Cesare Maria De Vecchi anche la Regia scuola triennale del Metodo Montessori, che a Roma preparava i maestri fin dal 1928. Nel 1933 uscì La pace e l’educazione, ma Maria Montessori era ormai emarginata dalla cultura fascista.
    Nel 1933 Maria e il figlio, Mario Montessori, decisero di dimettersi dall’Opera Nazionale, che in pratica verrà definitivamente chiusa dal fascismo nel 1936, insieme alla “Scuola di metodo” operante a Roma dal 1928. A causa degli ormai insanabili contrasti con il regime fascista, fu costretta ad abbandonare l’Italia nel 1934″ (https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Montessori#La_Montessori_e_il_fascismo) .

    NOTA 3 – “LA BELLA ROGNA” DI L.-F. CÉLINE: “Nel 1941 esce negli ambienti filonazisti, in edizione limitata, Les Beaux Draps (“La bella rogna”). Le opere antisemite di Céline non potevano essere vendute a seguito di una condanna per diffamazione del 1939″ ( https://it.wikipedia.org/wiki/Louis-Ferdinand_C%C3%A9line#I_pamphlet).

    NOTA 4. Maria Montessori è morta il 6 maggio 1952 nella città di Noordwijk, in Olanda, dove si era trasferita. Sulla sua tomba si legge, in italiano: “Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo” (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2179).

    Federico La Sala

  3. FEDERICO LA SALA
    2 Febbraio 2020 at 21:31

    P.S. – LA PROPOSTA PEDAGOGICA E DIDATTICA DI MARIA MONTESSORI, DALL’ALTEZZA DELLA MIA IGNORANZA, SI PONE PROPRIO IL PROBLEMA “FOTOGRAFATO” DALL’URLO DI VASCO ROSSI (https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=8332&lang=it) … O NO?!:

    ASILO “REPUBBLIC”

    I bambini dell’asilo
    Stanno facendo casino
    Ci vuole qualcosa per tenerli impegnati
    Ci vuole un dolcino
    Ci vuole uno spino
    Ci vuole un dolcino
    Ci vuole uno spino

    Dice che è stata una disattenzione
    Della maestra
    E subito uno si è buttato giù
    Dalla finestra
    Dalla finestra
    Oddio che cosa si può inventare
    Oddio che cosa possiamo dire
    Quando sua madre arriverà
    S’incazzerà
    S’incazzerà

    Certo che lavorare in un asilo
    Dove c’è sempre casino
    Tranquilli qui non si può stare per niente
    Ci vuole un agente
    Ci vuole un agente
    Allora vedrete la polizia
    La situazione ritornerà
    Come prima
    Più di prima
    T’amerò, yeah
    T’amerò

    Più di prima ci sarà ordine e disciplina
    E chi non vuole restare qui
    Vada in collina
    Vada in collina
    E se qualcuno la vuole menare
    Con quella vecchia storia sull’educazione
    Abbiamo già bruciato tutti i libri
    Bruciamo lui, yeah
    Bruciamo anche lui
    I bambini nell’asilo
    Non fanno più casino
    Sono rimasti molto pochi
    Troppi fuochi
    Nuovi fuochi
    Nuovi fuochi
    I fuochi, i fuochi, fuochi fuochi, fuochi, fuochi
    Fuoco, yeah, yeah

  4. francesco forlani
    3 Febbraio 2020 at 19:04

    Ciao Federico, ottime incursioni le tue. La questione per me aperta è che cosa dello spirito del tempo, anni venti, trenta, viene colto da due personaggi così agli antipodi come Céline e Montessori, nell’immaginare o come nel caso di quest’ultima, fare una vera rivoluzione della scuola. Per non dire della lunga convivenza del metodo montessoriano con il regime fascista. Anche se, come si noterà nel videogiornale Luce, la piccola scrive mussolini, con la minuscola:-)
    effeffe
    ps
    per quanto riguarda Vasco sono d’accordo con te, dico della questione mai come ora così attuale di quello che in Francia viene definito “climat scolaire “

  5. FEDERICO LA SALA
    3 Febbraio 2020 at 23:12

    MONTESSORI E CÉLINE: “cosa dello spirito del tempo, anni venti, trenta, viene colto da due personaggi così agli antipodi”? FRANCESCO, OTTIMA IDEA! Ma, a mio parere, è da trattare con più “leggerezza” e, al contempo, più “profondità”: entrambi, pur se con anni di differenza, non sono affatto agli “antipodi” dell’orizzonte dell’epoca – hanno una base di partenza simile, molto simile!

    Montessori è nata nel 1870 (e muore nel 1952) – nel “1896 sarà la terza donna italiana a laurearsi in medicina, con la specializzazione in neuropsichiatria […] Studiò anche pediatria all’Ospedale dei bambini, le malattie delle donne nei reparti del San Giovanni (Roma), e quelle degli uomini al Santo Spirito (Roma)” (cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Montessori#Scelta_e_percorso_universitario)”!

    Céline nasce nel 1894 (e muore nel 1961) – si laureò in Medicina e Chirurgia nel 1924 presso l’Università di Rennes e dedicò la sua tesi di laurea alla vita di Ignazio Filippo Semmelweis (+1865), uno degli eroi scientifici dell’Ottocento, il debellatore dell’infezione puerperale nel 1847 (cfr.: https://it.wikipedia.org/wiki/Ign%C3%A1c_Semmelweis#La_conferma_della_teoria).

    Nel 1924, per dire ancora della bontà della tua idea!, Gramsci mette a confronto le due figure fondamentali del suo presente storico, Lenin alla fine e Mussolini all’inizio della rispettiva avventura politica, e… ha già capito tutto: c’è capo e “capo” (cfr.: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5154). E noi oggi ancora qui – a non saperci più “raccapezzare”! O no?!

    Federico La Sala

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