Piantare un fiore nella terra bruciata: poete ucraine in Italia

“Piantare un fiore nella terra bruciata” è il titolo della serie di appuntamenti con le tre poete ucraine Natalia Beltchenko, Iya Kiva e Oksana Stomina, che dal 18 al 24 novembre 2022 saranno in Italia per parlare della situazione nel loro paese e meditare su cosa significhi scrivere in tempo di guerra. Più sotto una descrizione dettagliata del tour, qui di seguito quattro poesie di Beltchenko tradotte da Pina Piccolo (non osavo guardare, poesia VI) e Marina Sorina (il sabato dei genitori, l’estate è finita).

 

non osavo guardare dentro di lei,
mentre lei mi scrutava dentro senza timore.
L’aria si avvicina come polvere oscura,
le catene dell’altalena si stanno sciogliendo –
tocchi il tuo volo discendente
consegnando il tuo corpo ai giardini
della vecchia Kyiv. Sbocciano i lillà,
e il quinto petalo sei tu.

 

poesia VI

E il campo arato storto di sangue
Risponde ondeggiando, s’avvicina.
Ma nessun riflusso fermerà l’inondazione
dall’era Mesozoica si gonfia una tempesta.

L’alba riluce prima sulla faccia dei traduttori
Poi su chi s’annida nel fango del solco
E non vola a sud verso luoghi più caldi
Né mai perde sangue invano

Uccelli, uccellini caldi di nido, ptaki
Oh pterodattili, vedete come dritti
ed eloquenti, i segni l’occhio cattura.
Adamo, Adamo, una mano, bianca è la pagina.

 

il sabato dei genitori

per strada scuotere fuori da sé
i colombi verso l’occidente e l’oriente
il coltellino del padre, preso senza bisogno,
taglia anche il frutto più duro.

riconoscere nel proprio volto
mamma, papà, andare attraverso.
perdonare e sentire il fratello

baciare le orme della nonna.

nell’impotenza assopita militare
ci appoggiamo, schiena contro schiena,
con loro e con i viventi. cari, amati,
tutti spogliati dalla nudità della guerra.

labbra mani, avendo finito di bisbigliare,
di toccare, – sono tornati navigando dal vuoto.
asciugare le lacrime, dare le forze,
per non aver fretta nell’oscurità ritornare.

 

l’estate è finita, e tu sei vivo,
hortus conclusus di Cracovia è tuo.
ci profuma la terra e l’erba fuori dalla finestra
gli uccelli si lavano nel temporale prima di dormire.

l’inafferrabile e l’afferrabile emana la terra.
tutti gli unicorni sembrano dei nostri.
cresce l’albero di sommaco mondiale
l’acqua di Sambation è amara sui capezzoli.

profondo o basso, nel bozzolo o
nella imago – tutto conoscerai, correndo,
prendendo la rincorsa come il petrolio
nella pozzanghera dell’esistenza.
baciato dal silenzio nel battito cardiaco.

*

[dal comunicato stampa]

  • […] Con tappe ad Abano Terme, Bologna, Verona, Milano e Roma, ospitato in spazi culturali di prestigio come pure in semplici sale di attivismo quotidiano dal basso, il tour attraversa il nord e centro Italia e nasce dalla collaborazione di scrittrici, attivisti e operatrici culturali, riviste letterarie, associazioni della società civile ucraina, musei, organizzazioni di donne, spazi culturali, traduttrici, associazioni di solidarietà ai profughi, comuni. Il tour si offre come piattaforma per le voci di tre poete e giornaliste ucraine, i cui scritti hanno ottenuto riconoscimenti internazionali, come pure occasione di scambio con il pubblico. Con un format che abbina lettura di poesia in ucraino e italiano a un’intervista in loco alle scrittrici seguita da domande dal pubblico, gli incontri sono pensati per offrire alle tre poete il massimo spazio per informare sia sulla situazione delle persone che si trovano nel paese che di chi è profugo all’estero, e allo stesso tempo meditare su che cosa significa scrivere in tempi di guerra, discutere su come cambiano le modalità, gli stili e i temi della poesia, specialmente quando tutto accade in diretta, con tempi velocissimi delle nuove tecnologie e dei social media. In una recente intervista a il Manifesto, ad esempio Iya Kiva afferma che scrivere in una situazione di guerra induce a trovare le parole esatte del disorientamento e che in un contesto di rapidi cambiamenti la letteratura restituisce la capacità di fermare il tempo per fissare alcune esperienze umane. Le tre poete toccano nuclei diversi che vanno dal rapporto con la natura mentre è in atto una guerra (Beltchenko), che cosa significa essere in un paese che sta cercando di definire la propria identità e il rapporto con la lingua, specialmente quando il russo era la lingua in cui si scriveva poesia prima dell’invasione (Kiva), il trauma di vedere la propria città, Mariupol, rasa al suolo e la propria identità e cultura annullati (Stomina). Le poesie di tutte e tre, come pure gli scritti di oltre venticinque scrittori ucraini contemporanei sono reperibili nel contenitore digitale di scritture dal mondo La Macchina Sognante, rivista che ha fatto da propulsore al tour. Con un repertorio di oltre 20 articoli pubblicati dal 26 febbraio ad oggi, la maggior parte dei testi pubblicati sono stati tradotti in italiano usando l’inglese come lingua ponte, e alcune poesie sono state tradotte dall’ucraino grazie alla collaborazione con la scrittrice e attivista Marina Sorina. Il tour si apre ad Abano Terme il 18 novembre, in un luogo suggestivo come il teatro del Museo internazionale delle Maschere Amleto e Donato Sartori proseguendo poi a Bologna il 19 nello spazio centrale dell’Auditorium Enzo Biagi della biblioteca Sala Borsa che spesso funge da agora e con la partecipazione di Bologna4Ukraine che tanto ha fatto per mettere al centro dell’attenzione l’Ucraina e la solidarietà con la popolazione. Il tour continua poi a Verona il 20 novembre nella spazio interculturale delle donne Casa di Ramia in un incontro a cura di Malve d’Ucraina che vede protagonista il dialogo fra le tre poete e la comunità ucraina e immigrate di altri paesi condotto dalla scrittrice ed attivista Marina Sorina; la tappa successiva a Milano, il 23 novembre, si svolge nella storica Casa delle donne e con la collaborazione della Casa delle Artiste e mette al centro le questioni di genere nella vicenda bellica e di resistenza. Il tour si conclude il 24 novembre a Roma con un incontro ospitato, non a caso, nel teatro del Museo MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, spazio che si è distinto sin da febbraio per aver offerto i propri locali a mostre e residenze artistiche ad artisti ucraini, che in questo periodo storico sono messi a grande prova dalla guerra anche per quanto riguarda la capacità di produrre arte.

Per maggiori informazioni contattare Pina Piccolo, coordinatrice del tour: piccolop56@gmail.com, 3386268250.

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Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.
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