Moscografie

Da Sulla sovradeterminazione delle mosche

di Anna Papa

Un sistema di violenza reiterata la vuole morta a tutti costi perché presaga della loro morte perché dominatrice delle.

L’ossessione che la mosca produce si manifesta a periodi alterni, l’oculista ha scritto il referto:

visione di corpi mobili (mosche volanti)

Durante la visita ha detto loro — specificando — che quello che vedono non corrisponde a oggetti insetti a corpi di mosche reali ma a visioni dovute da età stress o miopia: i dispositivi che usano di certo non prestano aiuto, anzi.

* * *

Mentre alza il braccio per mettere fine alla mosca lei blocca il tempo e visualizza al rallentatore.
Il braccio in realtà è velocissimo fa tutto per farla finire non sa del potere che recepisce veloce le immagini gli impulsi le braccia la volontà di eliminazione.
Le braccia non sanno spiegarsi come la piccolezza di lei possa riuscire a elaborare i segnali pare fino a sei volte rispetto.

È una proporzione decisamente più grande di quello che pensano non se lo aspettano dicono di potercela fare.

Vantano un genocidio di mosche e non sanno cosa potrebbe

è questo il segreto, questa la forza a bloccare.

///

(illustrazioni di Silvia Tebaldi)

///

Da Trittico monologante della mosca parassita

di Silvia Tebaldi

E disse Y: Andate moltiplicatevi
popolate la terra in volo e voci
in cielo in aria in acqua siate uova
e insetti cioè angeli in camuffa
in mundo sublunari – ovvero un mondo
pieno di stronzi, disse Y, non solum metaforici –
siate insette legione enthoma somite
tropi e figure siate
troni e dominazioni –
così almeno capimmo, e Y soggiunse:
La carne il marcio i fossi celebrate
imbuto funnel cluster del dicibile
magnificat duale e non-duale
siate ronzio siate rizoma disse

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‘Parola che non vola’, microappunto su Moscografie di Anna Papa e Silvia Tebaldi (Manufatti poetici, Zacinto 2025)

di Stefania Zampiga

in oscillamenti, fra i ragionamenti. i punti, di posizionamenti. ‘La mosca è imprevedibile bisogna studiarla per bene fa giri che fanno qualcosa in direzioni inspiegabili’. i segni, il corpo, ‘muove le zampe le unisce le sfrega’. spazio, tempo. qui. distrazioni. corpi delle distrazioni. distrazioni dei corpi. ciò che non. ciò che ‘una mano-paletta’ spesso vorrebbe…
qui, più cose si lasciano volare fra tautologie, dubbi, altro. nell’intreccio di spiazzamenti. cosmici e intimi. speculativi, speculari. ‘La mosca ci guarda guarda la mosca che ci sta guardando…’ di microsecondi sposta sul reale, per finta o per vero, mappature accennate. si posa su tanto, inietta contagi, lo scritto. quello che con la lingua. e quello che non. per esempio. la solennità dell’indicativo (di solito una veste per le varie verità scientifiche/filosofiche/religiose et al) e un lessico minimale, l’opposto della specializzazione. citazioni. visive e non. in continui spostamenti non assertivi fra voci e linguaggi, sul punto di ricevere il sempre presente ‘farla finita’. più percezioni dell’instabile, a partire dal suo ‘fastidio’: ’ Succede quindi che in certi momenti … si abiti il nulla in uno stato che è addirittura peggiore del niente…’. molteplici percezioni della violenza, dietro l’instabile. gli usi arbitrari che ben conosciamo, le eliminazioni: ‘Un sistema di violenza reiterata la vuole morta a tutti costi perché presaga della loro morte…’.

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