Articolo precedente
Articolo successivo

Poesie da Traviso

di Alberto Cellotto

2.
Segue, la sodaglia dell’inverno
il ghiaccio rotto nelle pozze
e l’aria sa con l’ora dei posti dove
mai sono stato, quegli
unici dove ho
davvero sostato,
eterno.

11.
E poi è così che aspettavamo
ancora l’agguato della pioggia
e il sonno ai semafori: per attraversare
con loro le strade. La stessa
conoscenza delle ruote che girano,
un vento senza pensieri
di ramo.

13.
Solamente la distanza dai civili
usi e terreni, solo il lontano: unico
oggetto che sento. Esperto paesaggio
sporgente, serrato a festa.
Per me o te la strada bagnata e i raggi
vecchi, la vietata vista, i becchi
nei cortili.

17.
A separare i colori
a sentire vasti i suoli
con una voce rimasta ai petti
o ai moli, stanca di cattiveria…
Io sono bianco e torto
come un continente visto
da fuori.

23.
E quando ridiamo, singhiozzo
al vertice di silenzio,
è quando ridiamo che svolta
un cielo arcolaio, solco
di nebbia sulla collina
del sonno, e denti al fondo
del pozzo.

29.
Il viso riscopre il mondo quando
sente di avvicinare i vetri,
davanti le persiane: viene a vedere
questa periferia di zolfo.
Ci fermiamo per prendere
un boccone di aria pesta annusata
abbaiando.

41.
Con quale viso ci staremo davanti
tra il tanto e il poco e mattini
spenti, e quale sorte esce scoperta
nei volti, quanto si prova a ricordare?
Abbiamo inventato la storia perché
è vero mare quello che nasconde
i suoi manti.

71.
Tra viso e viso passa un prato
arido diviso con l’aratro.
I solchi sono la strada,
vedere l’orecchio rovesciare
il taglio, il senso, le terre
rare che attendono allagate
da un lato.

 

__________

Alberto Cellotto, Traviso, Prufrock SPA

5 Commenti

  1. Un libro molto particolare, Traviso, e decisamente soprendente. Compatto nella struttura, teso, eppure aperto a una moltitudine di piccole-grandi visioni. E una bella prova di scrittura di Cellotto, una scrittura differente da quella che avevo già apprezzato eppure riuscita.

    Francesco t.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Trevor Joyce, Storia del pavone (e coda)

Un estratto da The Peacock’s Tale di Trevor Joyce, figura cruciale per la poesia sperimentale irlandese: un testo che smonta e ricombina le lingue e i discorsi della dominazione coloniale, tra virtuosismi formali, rime semantiche e cortocircuiti del senso. Lo presentiamo qui nella traduzione ‘impossibile’ di Lorenzo Mari.

L’usignolo, la macchina

Tra mito, trauma e metamorfosi: Procne Machine di Carmen Gallo
di Gianluca D'Andrea
L’ordigno testuale di Procne Machine (Einaudi, 2026) affonda le radici nel trauma del mito classico, riattivando la vicenda di Procne e Filomela, sorelle unite da un legame viscerale e separate da una violenza indicibile...

La rosa di Gaza – una recensione

di Claudia Piccinno
Curata da Alessandro Cannavale, Luca Crastolla e Lucia Cupertino, La rosa di Gaza (Les Flâneurs, 2026) nasce come un’opera corale di ascolto, traduzione e responsabilità civile. Il lavoro dei curatori costruisce un ponte tra le voci delle autrici palestinesi e il pubblico italiano...

Prati generali #3

Prati generali, terzo incontro di poesia: 

Macerata, Sasso d’Italia, sabato 29 agosto, dalle 16 alle 19:30

Nel terzo, quarto, dodicesimo, settantottesimo, centonovantaseiesimo o anno zero di guerra, genocidio, crisi, riarmo, policrisi, emergenza, transizione, collasso...

Madri morte madri vive / Mrtve matere žive majke / Umbilical Cord

Madri morte madri vive è un lavoro sull’eredità materna: ciò che del corpo, delle ferite e dei silenzi passa da una generazione all’altra. Scritto in due lingue e a quattro mani, da Nina Kodrič per lo sloveno e Snježana Vračar Mihelač per il croato, appare qui per la prima volta nella traduzione di Darja Betocchi. "il collasso del corpo / il collasso del sistema"

L’operaio e la morte

di Vladimir Sabourín
traduzione di Alessandra Bertuccelli Molte sono le cose mostruose Ma più
Mostruoso dell’operaio
Non c’è niente di cui non sia capace
francesca matteoni
francesca matteonihttp://orso-polare.blogspot.com
Sono nata nel 1975. Curo laboratori di tarocchi intuitivi e poesia e racconto fiabe. Fra i miei libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Acquabuia (Aragno 2014). Ho pubblicato un romanzo, Tutti gli altri (Tunué, 2014). Come ricercatrice in storia ho pubblicato questi libri: Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014) e, con il professor Owen Davies, Executing Magic in the Modern Era: Criminal Bodies and the Gallows in Popular Medicine (Palgrave, 2017). I miei ultimi libri sono il saggio Dal Matto al Mondo. Viaggio poetico nei tarocchi (effequ, 2019), il testo di poesia Libro di Hor con immagini di Ginevra Ballati (Vydia, 2019), e un mio saggio nel libro La scommessa psichedelica (Quodlibet 2020) a cura di Federico di Vita. Il mio ripostiglio si trova qui: http://orso-polare.blogspot.com/
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: