Articolo precedente
Articolo successivo

Scarafag(g)itazione

prigov-in-his-studiodi Dmitri Prigov

traduzione dal russo di Giorgia Romagnoli

Preavviso

Ogni epoca presenta i suoi personaggi buoni, cattivi, prodigi, dell’orrore. Infatti, il tema di questo libro è la nuova svolta di un tema di sempiterna presenza tra le nostre ctonie truppe. Nella nostra urbana, blindata vita quotidiana apparvero alla vista, irruenti e fragili scarafaggi.
Il libro non rimanda ad un comune soggetto – intreccio – ma solamente allo spirito della quotidiana presenza di queste truppe nella nostra vita, allo spirito della lotta, della resistenza, dell’eroismo, dell’orrore, della convivenza e dell’amore.

***
(…)
***
Mio fratello è uno scarafaggio e mia sorella una mosca
                                    Parenti, che mi sussurrate all’orecchio
                                    Si, capisco, che a detta vostra sono un vigliacco
                                    Perché vi sto schiacciando, mentre il nostro comune Padre
                                    In cielo porta il binocolo verso gli occhi
                                    Vede tutto e scrive in un libro
                                    Dunque no, non sperate, se avesse scritto
                                    Ciò che ognuno gli chiedeva dalla nascita
                                    La vita sulla terra sarebbe andata in rovina già da molto
                                    Lui scrive nel libro, che cosa occorre per l’impresa 

***
La luce si accende – un terribile assalto
Alla pacifica popolazione
Chi è l’aggressore? e chi è che combatte
Di domenica sera

Attacco e colpisco
Accozzaglia di scarafaggi
Canto a piena voce canzoni vittoriose
Lascio scorrere l’acqua dal rubinetto

Cari, disgraziati, non sono una bestia!
Non sono un americano in Vietnam!
Si, quello che fai è, ahinoi!,
Dentro di noi, fuori di noi e sopra di noi
***
(...) 

***
Queste indoli selvagge
Senz’altro stupiscono
Questi fulmini lampeggiano!
Queste furiose acque!

E chiedo loro: perché?
Rispondono, perché è necessario
Beh, se è necessario significa che serve
Anche noi capiamo


***
Nuovamente non nella distanza ideologica
Ma tra i campi, nella rivolta delle braccia
Si incontrano il razionale contadino sovietico
E la dorifora americana

Faccia contro faccia, la sua faccia curva
Piena di punti neri
E l’intelligente viva faccia
Contadinesca del cavallo che ha molto patito

Chi vincerà? A chi nel mondo
Vivere e amare sulle rive dell’Oka?
Lo ignorano i loro piccoli figli
Osservano la battaglia falciando i ricchi contadini

*

Da Dmitri Prigov, Sov’etsk’ie t’eksti [Testi sovietici], Edizioni Ivan Limbach, 1997.
Qui alcune notizie su Dmitri Prigov.

*

articoli correlati

L’operaio e la morte

di Vladimir Sabourín
traduzione di Alessandra Bertuccelli Molte sono le cose mostruose Ma più
Mostruoso dell’operaio
Non c’è niente di cui non sia capace

Assoluto letterario: Procne machine

di Rinaldo Censi
Leggo con crescente ammirazione Procne machine di Carmen Gallo. Come rendere conto di questo meccanismo che macina figure mitologiche accertando sottilmente la loro instabilità, metamorfosi, trasformazione? È un’arte della modulazione - meglio, della transizione.

Gli uccelli in gabbia cantano di più

di Michelle Steinbeck, traduzione di Francesca Gironi e Luigi Socci

capitalismo, calcolo facile

uno compra una tv enorme
+
uno dorme nel cartone della tv
=
win win

L’artista e la poetessa

di Romano A. Fiocchi
Questa è una storia vera che merita di essere raccontata. Siamo nella seconda metà degli anni Sessanta. Due giovani, un ragazzo e una ragazza, si incontrano per la prima volta in Inghilterra, poi si ritrovano in Olanda. Lui si chiama Filippo Avalle, lei si chiama Helma Maessen.

La mano del mondo

Di Marco Di Pasquale
siamo certi, nessun volto ci somiglierà
ma almeno un movimento della voce
o un semplice disegno del pensiero
dentro un discorso che si era iniziato
e da qualcuno sarà pronunciato

Stefano Bottero: «questo libro è un dalmata bianco»

di Stefano Bottero
L’opera presuppone dal corpo una fuoriuscita. Non solo la spaccatura ma la spaccatura come varco - perdita di un corpo che cola. Emidio Clementi riprende John Cage e scrive «contenitori che perdono acqua noi siamo | nuotiamo, e ogni tanto affoghiamo». «We swim, drowning now and then». Tutto questo consuma.
Andrea Raos
Andrea Raos
andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010), lettere nere (milano, effigie, 2013), le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017) e o!h (pavia, blonk, 2020). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: