da Chiunque cerca chiunque
di
Francesco Forlani
Terzo capitolo
La bonne
Il diciassettesimo porta sfiga. Se ci fosse un comandamento numero diciassette sarebbe: gràttati ogni volta che incontri qualcuno. E’ un quartiere middle class e neutro come una saponetta Mantovani. Neutro che ti lascia addosso un profumo di inconsistenza. Perfino il mercato della Rue de Lèvis sembra abitato da cose così. Courgettes da classe moyenne, ananas in finto pelle, pomodori Aiazzone, e un odore di burro che non ti molla le narici manco se anneghi in una bacina d’olio extravergine del Salento. Il diciassettesimo è così. Tra il sedicesimo figa e il diciottesimo sfigato. Ora volete mettere il fascino di uno sfigato con uno così. Perfino nel Monopoli francese non c’è una cazzo d strada del diciassettesimo. Ieri leggevo Perec che infatti si ricorda, eccome se non si ricorda, l’Avenue de Breteuil, verde, settimo Arrondissement, Avenue Henri-Martin rossa, sedicesimo, Avenue Mozart ancora sedicesimo, arancio. Georges Perec aveva vissuto la maggior parte della sua vita a Belleville, ventesimo arrondissement, colore viola. Ecco perché dovevo assolutamente cambiare quartiere.















