Leggere un libro sulla scuola, all’inizio, desta un minimo di scetticismo. Il tema ha un suo valore in termini di puro marketing editoriale, di libri sulla scuola ne vengono sfornati continuamente, più o meno tutti molto simile fra di loro. Un po’ di paternalismo nel raccontare il mondo dei giovani, un po’ di folklore, qualche aneddoto divertente; la ricetta è piuttosto semplice e ben sperimentata. Molto più difficile è invece incentrare un romanzo sulla figura di un adolescente cercando di non renderlo una caricatura o una macchietta o, peggio, l’epigono dei “giovani d’oggi”. Costruire un personaggio che, anche se è un adolescente e fa delle cose da adolescenti – andare male a scuola, innamorarsi, scappare di casa – sia anche qualche cosa di più; un personaggio unico, che ha qualcosa da dire e che racconta la sua storia, non il discorsetto sociologico su come cambiano le generazioni e su quanto fanno tenerezza gli adolescenti.
Il pregio del libro di Simone Consorti, In fuga dalla scuola e verso il mondo (Hacca, 2009), uscito recentemente per le edizioni Hacca è proprio questo; prendere la storia di un ragazzo che va male a scuola, si innamora e scappa di casa e scegliere di costruirci attorno un romanzo in cui il parlare di scuola e di adolescenza non è che l’ambientazione, il pretesto.















