di Fabio Teti
[da: Il buio che si vede (in progress)]
Penso con qualche gioia
che un giorno, e
F. Fortini
non lo sai dire non dirlo, va trovato altro, adesso, non se ne vendono di rondini, pardon, non se ne vedono, se il trave sta marcito ma nascosto da cartelli, opachi enormi, vessilli di sunglasses – e impalcature, anche, e ancora queste insegne di seni da lappare passo a passo come una canga per gli occhi silenziosa, perché ha già vinto














