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Nuovi canti da Post

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di Francesco Forlani
dedicato al fratello Andrea Inglese

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Post: far sbattere la testa dell’avversario contro uno dei quattro paletti rivestiti di gommapiuma del ring (da dizionario del Wrestling)

Il primo che sarà a cadere un tifo assurdo
risuonerà per volti e bocche aperte
faranno a gara il vivo con il morto

e riderai (lo so) che riderai

Dal Manifesto Comunismo Dandy

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di
Francesco Forlani
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Art.87 del Manifesto,detto anche degli animali domestici

“Ne se mettre à genou que pour cueillir une fleur”
Jacques Brel

Il cane del comunista dandy

Il cane del comunista dandy non dice bau bau, ma warf warf perché la sua matrice è anglosassone. A differenza del pit-bull detto anche o’ cane assassine, il ccd non fa paura anzi, ispira tenerezza e certi suoi sguardi sono di un’umanità che tanto bene farebbe ai nostri politici. Il cane del comunista dandy a differenza degli altri quando si accoppia in strada, e lo fa spesso, non assume pose ridicole e non fa espressioni che vorrebbero essere di indifferenza. La sua proverbiale socialità fa di lui più che un animale di compagnia un compagno dì animalità, quella che condivide con il proprio complice. Essendo ateo e comunista, Ni dieu, ni maître, rifiuterà ogni espressione che comporti il termine padrone,tipo; tale il cane tale il padrone, o peggio ancora il termine padroncino.

Com’è scarna la lingua della gioia

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di Andrea Inglese

Molte e diverse vie portano alla poesia, a questa persistente attività umana, a quest’arte dei suoni e dei significati. A questa poca, fittissima cosa che è il testo poetico. Una delle vie per ancora arrivarci, alla poesia, a quel poco di “poesia” di cui riusciamo, possiamo ragionare, è la fragilità.
La poesia è un’attività fragile, il fine di quest’attività è fragile (il testo poetico), e la fragilità è per certi aspetti la dimensione, la qualità saliente, entro la quale il poeta concepisce l’esistenza umana.

Piero Ciampi, uno squalo tra due margherite

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Franz Krauspenhaar intervista Gisela Scerman

Gisela Scerman è una vera esperta di Piero Ciampi. E per questo l’ho intervistata. Sul grande cantautore livornese nel settembre scorso scrissi per NI, da suo recente ma già fervente ammiratore, una specie di lettera, che potete eventualmente ritrovare qui. Gisela è nata nel 1979, un anno prima della morte di Ciampi; e nonostante la differenza di età – a riprova che la grande musica sopravvive alle mode e soprattutto allo scorrere del tempo con una forza che spesso puo’ addirittura farci pensare al sortilegio, alla magia bianca – ha addirittura scritto un libro su di lui, Piero Ciampi, una vita a precipizio (Coniglio editore), con intervista-prefazione di Fernanda Pivano, grande estimatrice di Ciampi. Un libro che parla di Piero raccontato dai suoi amici e collaboratori, dalle persone che gli vollero bene. Ad aprile, di Gisela Scerman uscirà un romanzo “sull’erotismo, l’ironia e la morte”, per Castelvecchi.

Quei cattivi allievi di Leonardo Sciascia

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di Matteo Di Gesù

Sebbene, a rileggerlo dopo vent’anni, quel comunicato del fu coordinamento antimafia che relegava «ai margini della società civile» Leonardo Sciascia faccia ancora accapponare la pelle, per i suoi toni isterici da inquisizione, fa comunque piacere che colui che lo redasse, allora imberbe studentello, ancora adesso, adducendo oltretutto a sua difesa argomentazioni tutt’altro che peregrine, non si penta di nulla, sebbene non gli mancherebbero gli argomenti per ricredersi (si veda Bolzoni su «La Repubblica» del 7 gennaio scorso). A cominciare dalla gimcana politica nella quale si è distinto negli anni successivi quello che allora era lo specchiato coordinatore del summenzionato coordinamento (per non dire di chi, ciarlando di antimafia, ha fatto una carriera politica perfino più brillante).

L’ULISSE n° 7-8 è in rete

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È on-line il nuovo numero de
L’ULISSE (http://www.lietocolle.com/ulisse/)
– Rivista di poesia, arti e scritture
diretta da Alessandro Broggi, Stefano Salvi e Italo Testa

Numero 7-8 (gennaio 2007):

La lingua della poesia: esperienze dei linguaggi, poesia e traduzione, dialettologia.

Per ALBERTO GRIFI

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Antonio Rezza e Flavia Mastrella invitano a partecipare numerosi allo spettacolo

PITECUS

Roma, giovedì 11 Gennaio 2007, ore 21:30
all’Alpheus, in via del Commercio 36

[ingresso 10 euro; non è prevista prevendita: i biglietti possono essere acquistati la sera stessa]

Info 06-5747826 / www.alpheus.it / www.rezzamastrella.it

Questa volta, indipendentemente dalla bellezza dello spettacolo, è importante intervenire in modo massiccio. L’intero incasso verrà consegnato ad Alberto Grifi, artista indipendente, che si trova in assai difficili condizioni di salute.

I paesi della bandiera bianca

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di Franco Arminio

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Va di moda assegnare le bandiere ai luoghi. C’è chi assegna la bandiera blu alle migliori località di mare e chi quella arancione ai paesi più belli. La scuola di paesologia potrebbe assegnare la bandiera bianca ai paesi più sperduti e affranti, i paesi della resa, quelli sulla soglia dell’estinzione. Ce ne sono tanti e sono i meno visitati. Non hanno il museo della civiltà contadina, non hanno il negozio che vende i prodotti tipici, non hanno la brochure che illustra le bellezze del posto, non hanno il medico tutti i giorni e la farmacia è aperta solo per qualche ora. Sono i paesi in cui si sente l’assenza di chi se n’è andato e quella di chi non è mai venuto.

Il gigante dei porcospini. Quello “buono”

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269191758_c4faeecc54.jpg (Tema: descrivi il personaggio più simpatico che hai conosciuto durante le vacanze di Natale)

testo e foto di Catia Spagnolo

Il personaggio più simpatico che ho conosciuto durante le vacanze di Natale non mi ha violentato e non mi ha neanche tagliuzzato con un rasoio Gillette. Non mi ha stracciato il vestitino rosso e non mi ha fatto cadere per terra i dolci che dovevo portare alla nonna. Infine non mi ha neppure ucciso e quindi non mi ha abbandonata agonizzante in mezzo a un bosco del cantone di Zurigo.
Infatti io durante le vacanze di Natale non sono stata in Svizzera ma in Sicilia.

Quartowood

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di Gianni Biondillo

a due calci dal paradiso

Ad un certo punto arrivarono i camion e scaricarono tutto, ci passarono l’intero pomeriggio, solo alla sera, al buio, incominciarono a girare. Il cortile di casa mia, via Lopez 6, Milano, Quarto Oggiaro, fu invaso da Cinecittà. Era il 1994. La sera tutti gli abitanti guardavano dai balconi Margherita Buy e Lello Arena che duettavano. Un faro di una potenza inaudita fu piazzato nel soggiorno di casa mia; il mese dopo la bolletta della luce ebbe un’impennata considerevole ma nessuno mi pagò la differenza. Era lo scotto della magia del cinema, in fondo.

Concerto musica rock dura a Milano (con poesia)

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DOMENICA 7 GENNAIO
ore 21.30

FRIDA CAFE’
Via Pollaiuolo 10, Milano (Isola)

GUIGNOL in concerto

(ospite il poeta Andrea Inglese, con alcune letture musicate)

www.guignol.it
www.liliumproduzioni.com

I nostri stessi sottosopra – G. – Prima plurale

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di Vincenzo Ostuni

[Date alcune loro caratteristiche grafiche e di impaginazione, presento queste poesie inedite di Vincenzo Ostuni in formato pdf. Ringrazio l’Autore per la gentile concessione.]

trefaldonipernazioneindiana200701022.pdf

Vincenzo Ostuni (Roma, 1970) lavora come direttore editoriale per la Fazi Editore. Negli anni Novanta è stato animatore del gruppo LARP (Laboratorio aperto di ricerca poetica) e della rivista “Dàrsena”. Ha pubblicato Faldone zero-otto (Oèdipus, Salerno-Milano 2004, nella cinquina del Premio Napoli) e appena terminato Faldone zero-venti, da cui sono tratti i tre “faldoni” qui presentati. Suoi testi sono presenti in varie riviste (“Dàrsena” stessa, e poi soprattutto “il Caffè illustrato”) e antologie.

[E a complemento della lettura riporto l'”Avvertenza” che chiude Faldone zero-venti. a.r.]

Da “Kobarid”

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di Matteo Fantuzzi

Il portiere di riserva non esulta come gli altri
rimane fermo abbarbicato alla speranza
che quell’altro in calzamaglia se lo stracci un legamento
per entrare tra gli applausi, conquistare il proprio posto,
avere donne, case al lago, delle macchine potenti.

Avere gloria finalmente. Il portiere di riserva
se ne gira col cappotto anche di luglio per non prendere un malanno,
perché una volta era il suo turno, ma lui era a letto
con la febbre, ed entrato il ragazzetto degli under 18
strappò un 9 alla Gazzetta, ed oggi gioca in Premier
nel Newcastle, ed ha fatto anche la Champions.

E due réclames per gli shampoo.

Un fiore

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di Marco Rovelli
Alla Rina, che l’anno passato ha smesso di dare notizie di sé

La Rina ha novantasei anni, e un grande orto che zappa da sola, sotto il cimitero. Curva e luminosa, impugna l’attrezzo con le sue mani nodose di chi ha fatto solo la prima elementare. Vive nella sua baracchetta tra madonne e padripii, e un numero imprecisato di gatti. Con la madonna ci parla, o meglio è la madonna che parla traverso lei, la Rina si fa canale con le sue braccia in croce, e gli occhi arrovesciati. Poi riapre gli occhi, e ride, della risata più gioiosa che sia possibile immaginare. E mi dice del suo ‘dialogo senza rumore’ con il suo Dio. Non ha mai letto la Nube della non-conoscenza, né san Giovanni della Croce. Ha fatto soltanto la prima elementare.

Il tradimento

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di Gian Ruggero Manzoni

“E’ il partito che te lo vieta!”
“Non ti azzardare a fuggire con quella cagna nera!”
“Rischi grosso, Marco … tu stai rischiando grosso!”
“Poi non dire che non ti avevamo avvertito!”
“Se un qualche compagno ti sparerà in bocca lo farà perché così ci tradisci.”
“Noi ti stiamo parlando da amici … da fratelli di fede … non fare una cazzata simile … non buttare via il tuo domani … lasciala perdere … lasciala perdere … non ne vale la pena.”

La visione della porta

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di Marino Magliani

Blu Porto Maurizio e Rossi Diano. Pichichi lesse i nomi sulle due porte. Aprì quella dei Rossi e guardò negli angoli. C’era solo il massaggiatore. Si salutarono con un colpo di mento.

Come strappate braccia dall’oggetto/d’amore e a mani tese di dolore

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(3 atti di una fine)

di Gemma Gaetani
 

Ci sono donne che scelgono il marito basandosi sul modello paterno, o che lo hanno collocato al posto del padre. (Adriano Legacci, psicoterapeuta)

Scrivo di sesso e di amore perché sono i luoghi in cui si combatte con meno, o con più, dolore.
(Gemma Gaetani, una che scrive)

1. Lui e lei

«È finita».
«In me è tutto quanto ancora vivo…».
«È finita».
«Non basta che non ci sei per non esserci…».
«È finita».
«Io non ci credo che soltanto in me…».
«È finita».

La pena di morte a Saddam pietra miliare dell’odio

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Di Danilo Zolo

(Tra le cose più lucide e utili che sono state scritte sulla condanna a morte di Saddam Hussein, queste righe tratte da il manifesto del 29 dicembre 2006.)

Il presidente degli Stati uniti ha dichiarato che l’impiccagione di Saddam Hussein sarà una «pietra miliare». Sarà un passo avanti decisivo sulla strada maestra della giustizia, della libertà e della democrazia in Iraq. Si tratta di una impostura, non diversa dalle falsità con le quali George Bush ha motivato la guerra di aggressione all’Iraq nel 2003.

Un tentativo di evitare la balbuzie a proposito di eutanasia / #1

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di Christian Raimo

Da tre mesi e passa – come chiunque credo in Italia – mi sono trovato chiamato a riflettere sull’eutanasia dall’appello che ha fatto Piergiorgio Welby a Napolitano. Per tutto questo tempo, anche se ho seguito la vicenda con interesse, emozioni contrastanti ovvio, anche se – come chiunque nel mondo – ho avuto altre mille ragioni per pensare alla morte, anche se nel frattempo Welby è morto nel modo in cui è morto, non sono riuscito a formulare sulla vicenda di Welby neanche nella mia testa un brano di discorso che non fosse contraddittorio, monco, una balbuzie.

Il mio Beckett

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di Liliane Giraudon

traduzione di Andrea Raos

Beckett nato un venerdì 13 aprile cioè il venerdì santo del mese di aprile 1906. La collezione di francobolli di Beckett (71 il 24 ottobre 1915, 574 il 10 aprile 1917). Beckett e il porcospino. Beckett e i sassolini (il suo amore per i sassolini: se li depone con precauzione in bocca o negli incavi degli alberi del giardino). Beckett e la boxe. Beckett e il cricket. Beckett che gioca a rugby (tre quarti centrale).

Trappola per topi

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di Linnio Accorroni

King: What do you call the play?
Hamlet: “The mouse-trap”. Marry, how ? Tropically.
( Hamlet, Atto III, scena II)

12 luglio 1997, al largo dell’isola croata di Lussino: un sommozzatore belga, durante una immersione, individua in maniera del tutto casuale, poco fuori il porto di Lussino, a 45 metri di profondità, una figura maschile adagiata sul fondo.