di Christian Raimo
Tempo di bilanci per i libri del 2006? Va bene, e direi positivi. Niente passatismo per favore, niente invocazione dei tempi che furono in cui la letteratura italiana era sì forte e gagliarda. Eppure pare che la questione critica sia sempre un po’ questa. Che cos’è che manca agli scrittori italiani d’oggi? Non li trovate tutti un po’ gracilini e imbelli? Nell’anno appena passato, l’ha espresso chiaramente Antonio Scurati in un pamphlet per Bompiani, La letteratura dell’inesperienza: manca il contenuto, manca l’esperienza che preme per diventare testimonianza (così era per il neorealismo, no?), manca il Novecento, manca l’attrito con la tradizione.



