di Giorgio Vasta

Sei nato negli anni ’80 e hai trascorso la giovinezza guardando la tv. Qualsiasi cosa passasse, dai cartoni animati alle serie, dalle sit-com alle soap, mescolando tutto in una sorta di unico iperplot dolcificato orrorifico exploitation apparentemente illeggibile. Durante l’adolescenza è stato il turno della consolle, dei giochi on line, con il gergo delle gilde e l’elaboratissima strategia delle battaglie combattute contro un “nemico” che sta a migliaia di chilometri di distanza, che conosci soltanto tramite un nickname e che non incontrerai mai. Poi, un po’ più grande, altri giochi di ruolo, ma più complessi, giochi rispetto al quale il primo Dungeons & Dragons è come il telefono senza fili per la generazione dei tuoi genitori. Modernariato ludico, niente di più.

di Gianni Biondillo



