Coloro che sono favorevoli a controlli d’identità, telecamere e database di sorveglianza, data mining e altre misure di sorveglianza generalizzata rispondono spesso a chi sostiene il diritto alla privacy con quest’obiezione: “Se non stai facendo niente di male, che cos’hai da nascondere?”.
Ecco alcune risposte argute:
“Se non sto facendo niente di male, allora non hai motivo di sorvegliarmi”
“Perché è il governo che decide cosa è male, e continua a cambiare la definizione di cosa è male”
“Perché potresti usare in modo sbagliato le mie informazioni”

