[Marino Magliani ha appena pubblicato uno splendido libro. Questo. Gli ho chiesto, per festeggiarne l’uscita, un racconto, che lui prontamente ci regala. Un inedito che ha sapore e luoghi del suo romanzo. Buona lettura.]
La piazza era senza fumo. Zanellu era stato dappertutto. Il mattino davanti ai bar di chi bottava la scuola, sotto le palme dove i ragazzi temevano di più il passaggio di un genitore o di un professore che quello di una volante. Segno che fumo non ne girava, poi sotto i portici, dove la puzza di hascisc non contaminava l’ aria da tempo, gente curva, seduta sulla spalliera delle panchine, mezza tappata da altri, intenta a fabbricare castelli, visione gratificante che precedeva un arresto, un sequestro, una denuncia, un complimento del questore. Niente. E il questore chiedeva risultati.

In un’intervista recente, parlando a proposito del suo ultimo libro intitolato Finestre di Manhattan, Antonio Muñoz Molina ha detto che “la situazione perfetta per uno scrittore è quella di poter vedere senza essere visto. Io non mi stanco mai di stare alla finestra o di passeggiare”. La frase dell’autore andaluso non è particolarmente arguta o memorabile, e tuttavia ha il pregio di indicare due tra i più diffusi modelli rappresentativi del Realismo nell’arte e nella letteratura contemporanee. Gli incunaboli di questi modelli risalgono più o meno agli stessi anni (1835-40), e sono dei racconti ambientati a Londra opera di scrittori americani. Si tratta de L’uomo della folla di Edgar Allan Poe e di Wakefield di Nataniel Hawthorne.
“In uno stabile di inizio secolo, a Milano, convivono famiglie che arrivano da ogni parte del mondo e che hanno saputo integrare le loro “differenze” creando un microcosmo di grande modernità sociale. 35 artisti internazionali tra i più noti nell’impegno sociale, si confrontano con gli abitanti, creando installazioni Site Specific negli appartamenti, cantine, cortili, solai e sui ballatoi divententando tappe di un percorso di integrazione culturale e sociale specchio della città post-contemporanea, dove il rispetto delle differenze è OPERA e AZIONE della cultura.”