1923-2006

133_ligeti_fragment.gif

[immagine tratta da www.uemusic.at]

12 Commenti

  1. Mi sto perforando le orecchie con il “Poeme Symphonique for 100 Metronomes”.
    Addio, Gyorgy.

  2. Dopo aver abbandonato Ligeti, si potrebbe sempre ascoltare qualche “sonata” di Lukacs: alla fin fine, sempre di un Gyorgy si tratta. :-)

  3. Così, en passant:
    L’anima e le forme per temperanza;
    Storia e coscienza di classe per Biondillo;
    La distruzione della ragione per Dear Dust (ma a piccole dosi: non più di un quartetto al giorno).

    Per me un brodino, grazie.

    p.s.

    Per Andrea Raos l’opera omnia di minoreitano a dosi massicce (ma unicamente quando è “solo” in casa: l’innocenza deve essere tutelata!). ;-)

  4. certe volte più del solito si ha la sensazione che stiano morendo tutti
    questa è una di quelle volte
    sundance_oh

  5. Cato, scusa ma in questo momento sono sotto con il doppio live del Leone di Lernia – che tu non hai, e che posso prestarti. Per Minni Reitano facciamo magari dopo l’estate, se ti va…

  6. @ Cato

    Quando lo ha pubblicato aveva venticinque anni, i ragazzi, qui, dovrebbero darsi una mossa. Comunque non son più lukaciana da quel dì.

    Invece mi prudono le dita per non poter postare le norme di Gadda per la redazione di un testo radiofonico. Lo so, qui è tutto scritto, ma quanto adatte, quanto! Basterebbe sostituire a “radiofonico” “commento” e avremmo un oggetto di stupefacente funzionalità e bellezza, exemplum:

    “Il tono accademico o dottrinale è da escludere: solo per eccezione adeguatamente giustificata dall’occorrenza, potrà ammettersi il tono sostenuto della prolusione universitaria, il timbro patetico e solenne del ‘discorso per la morte di Giuseppe Garibaldi’ (Carducci) o la bronzea sintassi de ‘ L’Opera di Dante’ (Carducci). Resosi defunto anche Gabriele D’Annunzio, la ‘orazione” è alquanto decaduta nel gusto del pubblico. La ‘orazione per la morte di Giuseppe Verdi’ recitata da Gabriele al Teatro Dal Verme di Milano non potrebbe essere utilmente rifatta al microfono ‘per la morte di Arnold Schönberg.”

    E neppure per Ligety.

    Per chi volesse:

    “Gadda al microfono. L’ingegnere e la Rai (1950-55)” A cura di Giulio Ungarelli. Nuova Eri edizioni Rai radiotelevisione italiana. 1993

  7. Ach Gyorgy… ti conobbi nel 2001 del 1968… Mi incuriosisti in maniera tale che da allora… Adieu.

    maline

  8. @ Temperanza, Gianni Biondillo e Andrea Raos

    Non si tratta di una excusatio non petita, ma mi sono accorto della “faccenda” (cfr. 1923-2006) solo dopo la mia seconda entrata a “gamba tesa”. E pensare che avevo anche ingrandito l’immagine, perché, conoscendo un po’ di musica, volevo cercare di leggere qualche nota. Mi spiace, ragazzi, ma è stavolta è andata così. Pardon.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Dissonanze ballardiane nella poetica dei This Heat

di Stefano Spataro
Ballard aveva capito che il mondo del dopoguerra era diventato un flusso di eventi impossibile da mettere a fuoco. Horizontal Hold lo traduce in forma sonica

Questa notte mi ha aperto gli occhi: la sceneggiatura

di Roberto Carvelli
Sono passati 40 anni, per la quasi totale maggioranza del tempo per noi del concerto al Tendastrisce e per gli altri fan sono passati senza gli Smiths.

Desire

di Gianluca Veltri
Lo avevamo lasciato “aggrovigliato nel blu”, soltanto pochi mesi prima. Ma Bob Dylan fermo non sa stare. E così torna a New York, dove tutto era cominciato. È lì che realizza e registra, mezzo secolo fa, i brani per l’album “Desire”.

Lo sguardo di Vic. Il mondo prima e dopo il walkman

di Mariasole Ariot
Un libro che si pone allora in forma di domanda, che apre alla criticizzazione non solo dell'adesso, ma anche di un allora in cui tutto il presente stava già al suo stato larvale.

Charming men. La storia degli Smiths

di Martina Panzavolta
Nella narrazione degli Smiths, la cornice storica è fondamentale: non solo mostra alle lettrici e ai lettori la realtà messa in musica nei brani, ma soprattutto ricorda che l’espressione artistica può essere uno strumento di critica che contribuisce a muovere il presente e dare speranze

“Dear Peaches, dear Pie”. La corrispondenza privata tra Carlos e Veronica Kleiber

di Roberto Lana
Ho avuto l’immeritato privilegio di frequentare Veronica, la sorella di Carlos Kleiber. Nel corso di uno dei nostri incontri, Veronica mi ha consegnato l’intera corrispondenza con il fratello, dal 1948 al 2003
Andrea Raos
Andrea Raos
andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010), lettere nere (milano, effigie, 2013), le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017) e o!h (pavia, blonk, 2020). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: