di Franz Krauspenhaar
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Francesco salì sul treno della metropolitana alla stazione di Sesto Marelli dopo aver passato due tormentose ore da quel simpatico soggetto del dentista, il Massimo Sanpelli, uomo di mondo e fine dicitore nonché psicologo che gli raccontava le stranezze dei suoi clienti – e soprattutto delle clienti – così che una volta Francesco, finita l’ennesima iniezione alle gengive, gli aveva detto: “Ottimo materiale per un racconto”, e da allora il Sanpelli s’era gonfiato il petto per la soddisfazione di essere diventato uno dei fornitori ufficiali di personaggi coloriti di uno scrittore, uno che dappertutto andava a caccia di stranezze, caratteri, colori, suoni, forme, e una volta trovate quelle forme colorate strane e sonore le replicava sulle pagine dei suoi romanzi, e la cosa era riscontrabile spesso perché Francesco era uno scrittore prolifico, ogni anno sfornava un romanzo nuovo e così entro aprile il Sanpelli avrebbe letto il nuovo libro e riconosciuto un cliente nei panni probabilmente di un assassino seriale o di un poliziotto corrotto o di una puttana.






