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L’altro

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di Franz Krauspenhaar

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Francesco salì sul treno della metropolitana alla stazione di Sesto Marelli dopo aver passato due tormentose ore da quel simpatico soggetto del dentista, il Massimo Sanpelli, uomo di mondo e fine dicitore nonché psicologo che gli raccontava le stranezze dei suoi clienti – e soprattutto delle clienti – così che una volta Francesco, finita l’ennesima iniezione alle gengive, gli aveva detto: “Ottimo materiale per un racconto”, e da allora il Sanpelli s’era gonfiato il petto per la soddisfazione di essere diventato uno dei fornitori ufficiali di personaggi coloriti di uno scrittore, uno che dappertutto andava a caccia di stranezze, caratteri, colori, suoni, forme, e una volta trovate quelle forme colorate strane e sonore le replicava sulle pagine dei suoi romanzi, e la cosa era riscontrabile spesso perché Francesco era uno scrittore prolifico, ogni anno sfornava un romanzo nuovo e così entro aprile il Sanpelli avrebbe letto il nuovo libro e riconosciuto un cliente nei panni probabilmente di un assassino seriale o di un poliziotto corrotto o di una puttana.

Luigi Ghirri e l’atelier di Giorgio Morandi

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di Mauro Baldrati

ghirri-04.jpgIl fotografo è un viaggiatore, un nomade: durante i suoi viaggi attraversa territori, li esplora, cerca di scoprirne i segreti. La mostra che è stata allestita nella saletta ottagonale del Museo Morandi di Bologna ospita il viaggio di un grande fotografo in uno spazio estremamente piccolo e chiuso, l’inaccessibile studio del pittore Giorgio Morandi, il suo ‘guscio’.

Gli intellettuali esistono per doversi giustificare e Berardinelli lo fa

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Questo articolo di Alfonso Berardinelli è stato pubblicato da Il Foglio il 2/2/2006 a pag. 2 e può essere letto in originale negli archivi del sito www.ilfoglio.it. Lo riproponiamo qui integralmente.
E’ la risposta alla Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli di Andrea Inglese ed Andrea Raos.

UNA RISPOSTA AL BLOG NAZIONE INDIANA

Gli intellettuali esistono per doversi giustificare e Berardinelli lo fa

Qualche giorno fa è comparsa sul blog La Nazione Indiana una “Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli” di Andrea Inglese e Andrea Raos. E questo in risposta al mio articolo del 29 dicembre scorso nel quale criticavo, dopo aver detto qualcosa di buono su Pasolini, una serie di poeti francesi da loro tradotti e presentati con un apprezzamento secondo me eccessivo. Da questa lettera di Inglese e Raos cito alcuni punti, a cui mi sembra doveroso replicare qualcosa.

Ecco che cosa si scopre passando in rivista le riviste letterarie

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Questo articolo di Alfonso Berardinelli è stato pubblicato da Il Foglio il 29/12/2005 a pag. 2 e può essere letto in originale negli archivi del sito www.ilfoglio.it. Lo riproponiamo qui integralmente.
In risposta all’articolo, su Nazione Indiana è stata pubblicata una Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli di Andrea Inglese ed Andrea Raos.

DIVAGAZIONI CARTACEE DI FINE ANNO
Ecco che cosa si scopre passando in rivista le riviste letterarie

IL VERRI, LO STRANIERO, MICROMEGA E NUOVI ARGOMENTI, TRA UN PASOLINI BIPARTISAN E I DISCUTIBILI POETI FRANCESI

Una nuova collana di poesia

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di Gherardo Bortolotti e Michele Zaffarano

La collana ChapBook è uscita in questi giorni per la Arcipelago di Milano (www.arcipelagoedizioni.com) con quattro titoli:

1.Marte ha bisogno di terroristi / K. Silem Mohammad
2.62 unità di prosa scritte da malato / Rodrigo Toscano
3.Scusi, la strada per Pondicherry? / Jean-Michel Espitallier
4.Davy Crocket o Billy the Kid avranno sempre un po’ di coraggio / Olivier Cadiot

Si tratta di piccoli libretti con testo a fronte, a basso prezzo, che presentano ognuno un testo di un autore straniero inedito in Italia. Mohammad e Toscano sono statunitensi, Espitallier e Cadiot francesi.

Sempre caro

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di Vincent Raynaud

E’ sempre interessante guardare le recensioni dei lettori su www.ibs.it, aka Internet BookShop. Non tanto perché possa costituire un criterio di scelta: niente sorpresa, i libri che vendono bene hanno prevalentemente buone recensioni, quelli che non vendeno non ne hanno. Piuttosto perché permette di capire cosa leggono gli altri e come, che tipo di rapporto hanno con l’oggetto libro.

Compagni di scuola/Compagni (per niente)

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Su Carmilla Valerio Evangelisti pubblica un articolo, Fatevi la vostra guerra (di vignette), estremamente lucido sulla questione e tra le tante cose dette e che sottoscrivo, sull’opportunità o meno di sostenere l’invito a pubblicare i disegni incriminati nei vari blog, lo scrittore muove delle critiche a un determinato modello di intellettuale – in questo caso Adriano Sofri – un modello che è sicuramente rappresentativo di una certa intellighenzia in Italia. Una vera classe di potere, economico, politico, culturale, composta in maggior parte da ex rivoluzionari o ex sessantottini, e che seppure lacerata in se stessa da contraddizioni e cattiva coscienza, governa, in modo trasversale, il nostro Paese, e non solo. Come fratelli più piccoli, assistiamo increduli alla sorprendente alleanza tra ideali rivoluzionari e ultra liberalismo. Jean Claude Michéa dedica alla questione alcune pagine su cui varrebbe la pena, forse, riflettere.

A Gamba Tesa/ Piero Cademartori

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Altan per Rivista SUD

Lavoro, dolore e carne appesa

– hanno di che derubricare il sonno, deliberare il monno, che è il nostro sonno, il nostro monno, di rubricare il sogno, varcare il monno, sturare il giorno, virare il sonno

– hanno di che maliarci l’occhi, maliare carne, maliare il cuore, l’occhi, il sangue, mangiarci l’occhi

– hanno di che ‘mmalare sogni, ‘mmalare carne, l’occhi, sanare sonni, sveltire i gesti, i passi, sgranare d’occhi

Puntare un’arma contro un leghista non è disdicevole

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di giuliomozzi

Leggo in Nazione indiana un articolo di Christian Raimo intitolato: Ha vinto Berlusconi. Non è di questo articolo che intendo parlare. Nei commenti Andrea Barbieri racconta di aver visto un programma televisivo nel corso del quale G. Moncalvo (il conduttore, presumo) “ha maneggiato per alcuni minuti una pistola smontando il caricatore e fingendo di puntarla contro un ospite. Poi ha detto che era un giocattolo”. Aggiunge Barbieri: “Quei minuti sono stati vergognosi nei confronti del telespettatore”. Una mezz’oretta dopo un’altra persona (nomignolo: kristian) scrive: “Ma dai, puntare un’arma contro Borghezio, magari si configura come reato, ma non è mica disdicevole! Piuttosto, è la scelta dell’arma che mi delude: con quelli lì basta lo spruzzino”. [*]

Ricordo di Amelia Rosselli

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su Radio Tre, nello spazio di Suite intorno alle 20, andranno in onda (lunedì 6, mercoledì 8, giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11) cinque puntate di una trasmissione che ricorda Amelia Rosselli nel decennale della morte (l’11 febbraio 1996), realizzate da Andrea Cortellessa con i materiali dell’archivio Rai e interviste registrate per l’occasione con critici e amici di Amelia Rosselli

Poesie

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di Guido Mazzoni

(Per una critica di Elio Paoloni su questo testo vedi qui)

Generazioni

Il neonato tende le braccia verso una parete che non può vedere. Dall’altra parte degli occhi noi lo guardiamo transitare dal panico alla quiete, fissandolo in volto senza paura o pudore, come si fa con gli animali: il suo sguardo non oppone alcuna resistenza al nostro; la sua debolezza ci aiuta a dissipare i conflitti inesplosi fra di noi, in questo gruppo di persone che parlano di altro, ma che in realtà si stanno confrontando. Di impulso, a metà della cena, i genitori lo hanno estratto dalla camera dove giaceva sedato per ostentarlo, mettendo la culla al centro della tavola, rompendo il campo psicologico che ci conteneva ed aprendone uno nuovo, pieno di sottintesi e di tensione.

Ha vinto Berlusconi

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di Christian Raimo

L’altroieri sera ho visto in tv un programma che definire orrendo è sbagliato perché suona come un’indignazione civile. Ho visto “Alice” con Anna La Rosa, Tremonti e Bertinotti. E’ un programma semplicemente sciattissimo, indegno di una prima ma anche di una terza serata in una rete nazionale, ma tant’è. Anna La Rosa è una donna incapace di fare il mestiere per cui è pagata. Non è un giudizio di merito, è un dato di fatto. Anche io se fossi pagato per fare il programmatore di computer sarei incapace. Ci sono parametri che servono a valutare la professionalità di quello che si fa. Fare il giornalista politico è un mestiere, per cui serve conoscere la storia d’Italia, non balbettare, prepararsi le domande, riuscire a dialogare con il pubblico e non dire per esempio “Questa cosa non l’ho capita”, “Questo mi sembra un discorso difficile per chi ci sente da casa”. Aho, ma mi stai prendendo per il culo?

Personal Pantheon

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Francesco De Grandi 1

[Ho visto la mostra di Francesco De Grandi a Milano. Una prima sala con enormi tele di paesaggi marginali e allucinati. Una seconda con divinità di serie B, dimenticate dagli uomini, costrette alla vita quotidiana. Un angolo, alla fine, di piccole tele di animali fragili, dolci e tristi insieme. Vi allego alcune immagini (da allargare ciccandoci sopra) che mi ha dato Francesco per NI e una sua nota sulla mostra. G.B.]

Fuoco Amico/ Antonio Ghirelli

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Una linea di fuoco attraversa, come un’orrenda ferita, l’Europa ed è un fuoco amico, un fiume rovente di odio, di ottusità, di grottesco antagonismo che scava un solco sempre più profondo tra gli intellettuali, i militanti, gli amici della sinistra democratica occidentale. Sono i più vicini, i più simili, i fratelli di ieri che si detestano e si disprezzano di più, in nome di due moloch astratti, più feroci di ogni dittatore sbirro: l’intransigenza morale, travestita da vessillo rivoluzionario su una sponda; il gretto compromesso spacciato per realismo politico, sull’altra sponda. L’intransigenza acceca, il compromesso snerva. La linea di fuoco inaridisce i cuori, le intelligenze, le speranze – e intanto dilagano i nuovi mostri: il Successo, la Tecnologia, il Grande Fratello, la Multinazionale, il Girotondo, il Best-Seller, la Fiction, il Quiz, l’Analfabetismo di ritorno.

Mauro Magrini: luci in nero

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La Mostra Fotografica di Mauro Magrini è a Milano presso la Galleria OPENMIND in via Dante, 12 www.newoldcamera.it con

inaugurazione: 6 febbraio 2006 dalle ore 18 alle ore 21

orari: lunedì ore 15,30 – 19,30
da martedì a sabato ore 10,00 – 12,30 | 15,30 – 19,30
fino al 3 marzo 2006

A Gamba Tesa/ Esteban Buch

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Immagine di Ernest Pignon Ernest, tratta dal sito http://www.pignon-ernest.com/
che invito a visitare (musiche di Louis Sclavis)

Variazioni sulla musica e la violenza
di Esteban Buch
trad.di Lidia Verde

Alcune settimane fa siamo andati insieme ad ascoltare la Prima Sinfonia di Mahler. All’inizio del quarto movimento, un bambino, seduto alle nostre spalle con i suoi genitori, s’è messo a piangere sconsolatamente. Avrà avuto sei anni. Suo padre lo ha preso in braccio, lo ha calmato e consolato; la reazione del figlio deve averlo intenerito e, nello stesso tempo, messo a disagio. Superata la crisi di pianto, il bambino ha ascoltato senza fiatare come la sinfonia, imperturbabile e tormentata, ha seguito il suo corso fino alla sua grandiosa dissoluzione.Ma, perché il bambino è scoppiato in lacrime? Perché ha avuto paura, naturalmente.

L’ornamento della natura

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di Stefano Salvi

I

Certe erosioni servono da fumo forte,
ti addentrano in cima
delle flore di poco rovaio,
e calda di ciò che era tolto brevemente;
hai un’infanzia delle dita,
nello scorcio inciso di colpi – racchiusa e detersa
fino al grano vasto nelle masse del tuono.

La conservazione architettonica spiegata ai bambini (2 di 2)

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di Gianni Biondillo


3. LA “FINE” DELLA STORIA

Dunque, con la scuola francese dei “Les annales”, la storia, nel Novecento, perde quella visione lineare dello trascorrere del tempo narrato attraverso il racconto sistematico dei fatti notevoli e memorabili di una nazione.
La presunta neutralità dello storico, che si immedesima nell’epoca studiata “dimenticando” ciò che è successo dopo per poter meglio ricreare l’incanto, viene ironizzata dal Benjamin che scrive: “La natura di questa tristezza si chiarisce se ci si chiede in chi propriamente “si immedesima” lo storico dello storicismo. La risposta suona inevitabilmente: nel vincitore.

La conservazione architettonica spiegata ai bambini (1 di 2)

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di Gianni Biondillo

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
-Ma qual’è la pietra che sostiene il ponte?- chiede Kublai Kan.
-Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, -risponde Marco,- ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: -Perchè mi parli delle pietre? E’ solo dell’arco che m’importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.

(Italo Calvino)

1. UNA PRECISAZIONE

La conservazione non è il restauro; e viceversa.
Non la si creda questa una tautologia capziosa; per quanto il campo di interesse è analogo (ma non identico), le due discipline hanno approcci teorici, rispetto il patrimonio documentario del passato, assolutamente (ed inconciliabilmente) diversi.

Un genio misconosciuto

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di Franz Krauspenhaar

Una decina d’anni fa mi trovavo nel reparto “classica” del famoso negozio di dischi milanese “Buscemi”.
Cercavo alla rinfusa nelle offerte, tra i CD a 10.000 lire. D’un tratto balzò ai miei occhi un CD della RCA Classics: Ives Simphony No.1 , The Unanswered Question, Robert Browning Overture, Orchestral Suite No2. (Chicago Simphony Orchestra diretta da Morton Gould, registrazioni eseguite tra il 1965 e il 1967).

Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli

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di Andrea Inglese e Andrea Raos

Caro Berardinelli,

sul numero di ottobre-dicembre di “Nuovi Argomenti” abbiamo presentato un dossier sulla poesia francese contemporanea, composto di traduzioni di sei poeti e di un saggio introduttivo, dal titolo Le macchine liriche. Sei poeti francesi della contemporaneità.

Qualche giorno dopo, sul “Foglio” del 29 dicembre 2005, è apparso un suo articolo intitolato Ecco cosa si scopre passando in rivista le riviste letterarie. Sottotitolo: Il Verri, Lo Straniero, Micromega e Nuovi Argomenti, tra un Pasolini bipartisan e i discutibili poeti francesi. In questo articolo, lei dedica un po’ più di due colonne a criticare il senso, la pertinenza ed i criterî di scelta del nostro lavoro, adducendo una serie di argomenti ai quali desideriamo ribattere.