Tag: zingari

Appunti nomadici 1

di Giuseppe Cossuto

Con questo articolo, inizio a trattare alcuni argomenti, più o meno noti, legati alla presenza dei “nomadi” (e di coloro considerati tali) in Europa. Inauguro con gli “Zingari Bianchi” (i Jenisch) e le politiche di sterminio dei nazisti riguardo costoro, considerati “primitivi” e portatori del “gene del nomadismo”, capace di “infettare e degenerare” le popolazioni stanziali.… Leggi il resto »

Cultura, Transcultura, Razza: un convegno

Categorie della differenza, dinamiche di differenziazione e razzializzazione transnazionali

10-11 Giugno 2014,

Aula B, P.zzo Ugolini, C.so Cavour 2, Macerata

Martedì 10 Giugno

ORE 14.30
/ LIVIO SANSONE
Centro de Estudos Afro – Orientais
Universidade Federal da Bahia
Paradiso o inferno razziale? … Leggi il resto »

Ciao Fabrizio

un breve ricordo di Gianni Biondillo

Non ho avuto internet per alcuni giorni ed ho scoperto solo ora che domenica scorsa Fabrizio Casavola ci ha lasciati per sempre.

Fabrizio non era un rom, uno zingaro, un camminante, un sinti, un gagé, un italiano.… Leggi il resto »

Su “La meravigliosa vita di Jovica Jovic”

di Francesca Matteoni

La meravigliosa vita di Jovica Jovic è un avventura composita di frammenti biografici, fiabe, interviste narrate prima oralmente da Jovica stesso, musicista rom, a Moni Ovadia e Marco Rovelli e poi da loro scritta in questo libro. Un libro che non vuole esporre le vere vicende dei rom – esistono, per questo testi storici e antropologici, tra cui segnalo La persecuzione nazista degli zingari di Guenter Lewy (Einaudi, 2002), ma piuttosto dar l’occasione ad uno di loro di avere voce, di affabulare i suoi lettori, convincendoci ancora una volta che è tutto vero, non perché è andata così, ma perché così ci viene raccontata.… Leggi il resto »

In fondo al barile del Caro Leader

di Marco Rovelli

(il manifesto, 24/5/2011)

“Milano non può, alla vigilia dell’Expo 2015, diventare una città islamica, una zingaropoli piena di campi rom e assediata dagli stranieri a cui la sinistra dà anche il diritto di voto”. Il Caro Leader – trovandosi d’un tratto di fronte alla catastrofe personale, frantumatosi lo specchio narcisista come per Dorian Gray – invoca gli spiriti, raschiando il barile.… Leggi il resto »

Elogio del risentimento

di Linnio Accorroni

“(…) Evitiamo l’oltraggio della cordialità; voilà! Un improperio e uno sputo per ciascuno, sì, questo è un addio serio, un’onesta partenza.(…)
da “All’ “ambiente” di Vittorio Gassman

Curo e coltivo i miei odi con l’accanimento e la devozione d’un giardiniere tenace ed appassionato.… Leggi il resto »

Rachmaninov non era zingaro

di Giuseppe Catozzella

Paura delle maestre che avevano paura di me. Quella non me la sono mai scollata da dosso. La paura di un grande che ha paura di un piccolo è come la terra che ti trema tremebonda sotto i piedi e ti istiga al peccato o alla morte.… Leggi il resto »

La nonna di Davide (II)

di Giovanni Oliva

Clandestinamente, mi sono già autoinvitato sotto la tavola celeste, imbandita (con ognibendiddio) per gli oppressi, gli sfruttati, i sofferenti, i perseguitati a causa della giustizia, gli emarginati e gli esclusi (con una parola comune: i poveri). Mi accontento delle briciole che cadono a terra.… Leggi il resto »

A Gamba Tesa: se questa è una donna!

di
Francesco Forlani

Tanto lo so che pensi, quello che non vorresti pensare e ti attanaglia la mente, ti fa mio prigioniero. Non sono quella con la maglia a righe, tarchiata, corta e male incavata, e nemmeno quell’altra che sbiascica ingiure e maledizioni come una preghiera da tre milioni – tre- di bestemmie.… Leggi il resto »

Prima vennero a prendere gli zingari

di Gianni Biondillo

Partiamo da un dato incontrovertibile: la Lega, da quattro legislature, amministra, insieme ai suoi alleati, la città di Milano, in una condizione politica davvero unica, con la regione saldamente nelle mani di Formigoni da circa un decennio e con, alle spalle, il governo di centro destra con la più lunga legislatura repubblicana, quello di Berlusconi.… Leggi il resto »

La città dei bambini

di Tiziana Verde

Da nove anni, io lavoro in una scuola di campagna. Insegno i numeri ai figli di immigrati, ai sinti del campo nomadi, chiamati Rocky e Rambo per evitare i nomi del calendario e ai bambini accolti in un istituto che, senza ironia, si intitola ‘Sacra famiglia’.… Leggi il resto »