di Chiara Valerio
Ma chi dice conversazione dice scena, è una convenzione del genere. Quindi la conversazione si svolge in un parco, sulle rive di uno stagno grigio, nel frastuono delle automobili e dei tram che passano proprio accanto, tra due file di alberi alcuni dei quali castagni, riconoscibili dalle foglie a forma di melanzana e soprattutto dalle castagne sparse al suolo. Quando rileggo Jonathan Littell, o lo leggo ex...
di Simonetta Bitasi
Voi volete essere diversi. Vi crogiolate nel vostro stato di miserevoli stranieri! Vi ostinate ad aggrapparvi al vostro passato, a un tempo e un paese che non esistono più al di fuori della vostra fantasia. Che senso ha prendere lezioni d’italiano? Spaccarvi la testa per imparare la coniugazione dei verbi? Sforzarvi di leggere I promessi sposi e andare al cinema a vedere Il postino? Se rifiutate le...
di Chiara Valerio
Questa è la tua vita. Guardala bene, per una volta ne sei fuori. Te la descrivo con la massima oggettività. Sto cercando di non pensare che vorrei esserci in mezzo, metterci le mani, annusarla. Odore e consistenza. Ma è la tua e io non c’entro niente. Per questo, posso essere fredda e descrittiva, e posso, senza aggettivi. Sono il documentarista che hai chiesto alle tue divinità laiche...
di Chiara Valerio
Avevo una missione, e sorridevo talmente forte che la sera avevo i denti piantati nelle gengive. Sono io che me ne vado (Mondadori, 2009) di Violetta Bellocchio è un romanzo di lucciole e lanterne. Balugina curioso e, in certe parti, impone di indossare gli occhiali da sole. Capita che le lanterne accechino. Allora, lei chi è? «Mi chiamo Layla Nistri» dico. Non so perché sto usando il...
di Darien Levani
La storia, come mi è stata spiegata da Ardit, si è svolta grosso modo così: lui lavora in un impianto sportivo, si occupa prevalentemente delle pulizie ma non solo. Fa un po’ tutto quello che c’è da fare. Lui è un albanese di quarant’anni con un contratto inutile come una banconota da trenta euro.
Non gode della stima del titolare per via della sua razza, il quale –...
di Gianluca Monti
L’aggettivo normale è spesso utilizzato in rifermento al nostro paese, quasi sempre (e purtroppo) in proposizioni interrogative. I giornali, i blog, le discussioni nei bar sempre più spesso si chiedono se l’Italia sia un paese normale. Pur in assenza di una risposta definitiva, si invoca, a scanso di equivoci, il ritorno alla normalità. Concetto fumoso quello della normalità.
E il dizionario non aiuta. Con il suo laconico riferibile...
di Chiara Valerio
Non so se ho molto da raccontare a proposito di questo viaggio, perché è stata soprattutto una storia di paesaggio, e di paesaggio attraversato in macchina. Mi sono fermato spesso per fare fotografie, erano come degli appunti visivi, quella pampa, quella estancia, quel colore della terra, quelle montagne sullo sfondo. Orizzonte mobile di Daniele Del Giudice è un libro di sguardi. È un diario nel quale le...
di Chiara Valerio
Uscita dalle regole della famiglia. Che significa semplicemente non riconoscerla più, peccare di libertà quel tanto da toglierti dall’orizzonte delle colazioni e dei pranzi, delle telefonate e delle loro domande, sempre le stesse, che aspettano medesime risposte e non portano mai da nessuna parte, ma servono a riconoscersi nelle espressioni, come un Dna verbale, mattoni della nostra unità. Specie di rosario di famiglia che si sgrana negli...
di Chiara Valerio
Adesso è avviato, non si ferma più. La storia d’Italia attraverso le canzoni, il Festival è l’ultimo romanzo popolare, la gara è il racconto collettivo di una società affaticata ma non arresa. La grande metafora, la sfida dei linguaggi, tradizione e contaminazione. Infinita notte di Alessandro Zaccuri è un romanzo composito, montato, colto. Quindi contemporaneo e popolare. Che attira aggettivi come fossero ciliegie e così, per...
di Chiara Valerio
C’è un istante tra il quindicesimo e il sedicesimo sorso di champagne, in cui ogni uomo è un aristocratico. Causa di Forza Maggiore di Amélie Nothomb (Voland, 2009) è una storia di personalità liquide. E non solo per i fiumi di champagne.
Un sabato mattina Baptiste Bordave apre la porta a un uomo che entra, afferra la cornetta del telefono, compone un numero e muore. Baptiste Bordave,...
di Darien Levani
“Ma ti pago 50 euro.” Dice Ilir alzando la voce. “Se non vuoi farlo per me, fallo per i soldi.”
“Non è una cosa immorale?” risponde lei. Si chiama Mara e si tira indietro i cappelli. Come gli hanno insegnato cerca di capire...
di Chiara Valerio
Scrivete qualcosa. Non vuol essere un suggerimento intimidatorio. Non fa differenza se scrivete cinque paragrafi per un blog, un articolo per una rivista di settore o una poesia per un gruppo di lettura. Ma scrivete. Non c’è bisogno che scriviate qualcosa di perfetto. Serve solo per aggiungere qualche piccola osservazione sul vostro mondo. Il mondo di Atul Gawande è fatto di uomini. Ma non come quello di...
di Chiara Valerio
Non ho niente in mano. Fossi un illusionista sarebbero cinque parole sorprendenti, di più, sarebbero un sipario, avrei addosso gli occhi di tutti, lucidi e pronti a stupirsi per la comparsa di un coniglio o di un mazzo di fiori, magari di una colomba. Io preferirei i fiori. Rossi gialli e bianchi, grandi e callosi, niente rose, niente verde. Le rose si sciupano e il verde imbrunisce....
È impossibile prevedere chi sarà, o che cosa ci porterà,
ma qualunque cosa sia, è sempre esattamente quello che ci vuole.
Carne, R.L. OZEKI
di Chiara Valerio
Quando entri in casa sei già morto.
Non puoi saperlo perché non lo sa nessuno. E se fino a ieri sera eri speciale, adesso che è mattina, sei come gli altri. Ma non sai nemmeno questo. Tuo figlio ha sei anni e i capelli biondi. Mentre lasci...
di Darien Levani
Se stai passeggiano per la tua città ci vedi dal solito bar ci vedrai forse gridare ad alta voce. Saremmo in quattro o cinque giovani, presumibilmente studenti ma fuori corso o presumibilmente operai ma irregolari. Distanti nella nostra lingua che non ti è stato concesso di capire.
E se, imprudente come sei, come lo sei sempre stato prendi posto nel tavolo accanto forse capirai un paio di parole...
di Chiara Valerio
Ho sempre letto i libri come gli oroscopi e ora so perché.
Marco Pesatori ha scritto una guida zodiacale per tutti quelli che guardano le pagine dei libri, ascoltano musica, contemplano un quadro, interrogano una legge fisica, stupiscono a una forma matematica e cercano divinazioni. Astrologia per intellettuali è una guida in senso stretto. Potrebbe stare in una collana LonelyPlanet, o Routard. E se non ci avesse pensato...
di Leonardo Colombati
5.
Il rischio dell’allegoria
Quando leggiamo la storia per la prima volta, è come se aprissimo un romanzo intonso.
Nel 1751, all’età di quattordici anni, Edward Gibbon entrò nella biblioteca scolastica e gli capitò sottomano un volume della storia romana di Echard in cui venivano narrate le vicende dell’Impero dopo la caduta di Costantino. Mentre leggeva della traversata del Danubio da parte dei Goti, la campana del pranzo lo costrinse...
di Leonardo Colombati
1.
Ombre in cammino
In un gelido pomeriggio invernale del 1841 una folla si radunò al porto di New York per chiedere ansiosamente ai passeggeri di una nave proveniente da Londra se una certa Nelly fosse morta. In America non era ancora stata pubblicata l’ultima puntata del feuilleton La bottega dell’antiquario di Dickens e il pubblico fremeva per le sorti della patetica orfanella. Il fatto che Nell Tent non...
di Chiara Valerio
Tutti hanno idee sulla scuola e sui professori.
È qualcosa di più feroce del mondiale di calcio. Dove in un batter d’occhio tutti sono in grado di poter effettuare, in una partita a eliminazione diretta, cambi migliori dell’uomo con la cravatta in panchina. Io so perché. L’esperienza scolastica è l’unica esperienza sociale condivisa da ogni cittadino italiano o no. Tutti almeno una volta, tra i sei e i...
Vorrei morire a questa età
Vorrei star fermo mentre il mondo va
Ho quindici anni
BAUSTELLE, Charlie fa il surf
di Chiara Valerio
Io non vi vedo e non vi sento. Certe volte quando cammino per i corridoi controllo di non avere le orecchie piene d’ovatta e i paraocchi. Non parlo delle chiacchiere intorno ai distributori di snack o dei gruppi variopinti che, al cambio dell’ora, si assiepano agli infissi delle porte. E nemmeno...
di Chiara Valerio
Comunque sia, adesso il pianeta è saturo. Ciò significa, fra l’altro, che i processi tipicamente moderni, come la costruzione di ordine e il progresso economico, si svolgono ovunque: quindi i “rifiuti umani” sono prodotti e sfornati ovunque in quantità sempre maggiori, ma stavolta in assenza di discariche “naturali” idonee al loro magazzinaggio e al loro potenziale riciclaggio.
Z. BAUMAN, Vite di scarto
Marginalizzazione dalla attività lavorativa?
In effetti sì.
Svuotamento delle...
di Chiara Valerio
Vado convincendomi di essere molto più forte di quanto mai potessi credere, perché, a differenza di tutti, me la sono cavata con la semplice stanchezza. (…)
lo spiritello che mi porta a cogliere il lato comico e caricaturale di tutte le scene era sempre attivo in me e mi ha mantenuto giocondo nonostante tutto.
A. GRAMSCI, ECCO USTICA, 9 XII, 926
Gen.mo sig. Ministro della Pubblica Istruzione,
sono una docente...
di Chiara Valerio
(...) se non che arrecava sconforto il doverci allontanare dalle usanze,
le quali tengon luogo di legge, quando vengon fermate dal giro de' secoli.
N. SANTANGELO, Discorso inaugurale del VII Congresso degli Scienziati Italiani, Napoli, 1845
Gent.mo Signor Ministro della Pubblica Istruzione sono una docente di scuola secondaria superiore e vorrei sottoporle una questione che, se io insegnassi retorica, potrebbe apparire davvero oziosa e un esercizio per studenti brillanti, ma...
di Chiara Valerio
Mario Desiati, Il paese delle spose infelici, romanzo, Mondadori (2008), pp. 227.
Ciascuno di noi poteva contare nel proprio albero genealogico una sposa infelice. Una zia, una bisnonna, un’ava con le stimmate dell’insoddisfazione. La depressione per reazione o ribellione ai destini di nozze e dunque di morte. La ragnatela di relazioni che ci univa tutti era in quell’insondabile maledizione: ho conosciuto, ho saputo, ho visto, ho stretto il...
di Chiara Valerio
La dismissione di Ermanno Rea e Vita precaria e amore eterno di Mario Desiati sono due romanzi assai distanti ma accomunati da una miriade di particolari. Quasi i fili con i quali sono tessuti provengano dalla medesima fabbrica. Fabbrica è un buon termine per cominciare questo discorso. La dismissione e Vita precaria e amore eterno sono romanzi successivi al duemilauno, al crollo di quelle enormi meridiane segnatempo...
di Chiara Valerio
Come un uomo, non poté fare a meno di pensare prima di addormentarsi.
Ma non era un uomo; e molto tempo infelice sarebbe passato prima che lo fosse.
La prima volta che ho letto Agostino era estate, il millenovecentonovantuno e sulla spiaggia vendevano il cocco fresco e fiorivano molti ombrelloni multicolori ma nemmeno una cabina. In due parti del mondo e del tempo differenti io e Agostino detto Pisa...
Con una sosta delle cose, intorno ad esso, l’illusione di un guasto nel tempo…
di Chiara Valerio
I. È l’unico con un paletot chiaro. Se non ci fosse, qualcuno, uno qualsiasi, io pure, guardando dal basso, quasi dall’acqua, penserebbe che non ci sia vento. L’immobilità delle quattro figure in abiti scuri farebbe dimenticare le increspature delle acque del fiume. Cammina veloce, con i libri sottobraccio e l’aria dello studente che sta...
di Chiara Valerio
Da bambina temevo che sotto al letto si annidassero esseri mostruosi. Demoni non meglio identificati ma assolutamente sanguinari con lunghi denti a sciabola occhi di bragia e artigli acuminati. Non sapevo quanti erano o da dove venivano ma sapevo che stavano sotto al letto in attesa del mio sonno. O di una distrazione. Quando sei bambina i demoni sono cose di cui avere paura, loro hanno i...
di Chiara Valerio
Su Le Benevole di Jonathan Littell
Noi, gli uomini, chi siamo? Siamo veri, siamo dipinti? Tropi di carta, simulacri increati, inesistenze parventi sul palcoscenico d’una pantomima di cenere, bolle soffiate dalla cannuccia di un prestigiatore nemico?
G. Bufalino, Le menzogne della notte
I Lemmings (DMA design, 1991) cadono da una botola. Non sono cattivi, non sono buoni, non sono intelligenti e nemmeno stupidi. Sono indistinguibili gli uni dagli altri, indossano...
di Chiara Valerio
Flush è il nome del cane di Elizabeth Barrett Browning, poetessa, nata nel 1801 a Durham.
Se Elizabeth Barrett Browning, poetessa, fosse nata cinquanta anni più tardi, se dunque il giovane cane le fosse giunto invece che nel 1842, nel 1886, anno in cui la Beaufort Works di Chelsea, Londra, aveva brevettato il primo bagno dotato di scarico automatico appellandolo Flush toilet forse, forse ma i poeti si...