di Massimo Bonifazio
oppure – da nessun luogo. dal fondo più neutro di un pioppeto,
canale di scolo o gora; dai solchi senza nome, ortiche, pareti
di rovi lungo il muro di cinta, e un là dentro di storie, un oltre
negato.…
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di Massimo Bonifazio
oppure – da nessun luogo. dal fondo più neutro di un pioppeto,
canale di scolo o gora; dai solchi senza nome, ortiche, pareti
di rovi lungo il muro di cinta, e un là dentro di storie, un oltre
negato.…
di Massimo Bonifazio
Ho ripreso in mano Rolf Dieter Brinkmann in un momento di entusiasmo e bisogno d’ordine, insieme ad altri vecchi progetti e debiti da saldare (tradurre una parte consistente di Rom, Blicke è un conto ‘indiano’, in sospeso da quasi un anno e mezzo).…
di Massimo Bonifazio
furono altre guardie di frontiera a farmi il verso,
a deporre i legni bianchi sopra ai fossi:
orpelli, o ponti necessari, sfuggiti al gracidare
del cemento. solo dopo arrivarono alle travi
rune a sciami, scolpite da mani meno esperte
di quelle che lisciavano i lenzuoli.…
di Massimo Bonifazio
freddo: spasmo delle reni. alla fine della terra, sulla piazza.
ridotta dell’elmo, ridotta carlo alberto, coperte dalla neve:
che cade sui lumini: sulle torce, le lanterne.
…………………………………………………………non
ci aspettava qui, sverna al pignerol, il governatore:
corteo dei dannati, in ceppi.…
di Massimo Bonifazio
L’Africa più interna, ma anche la più intima: è un’Africa come realtà organica, quasi corpo stesso dell’io, a fare da punto di partenza per questa lirica. Volker Braun l’ha scritta nel 1982, ma non ha perso smalto.…
di Massimo Bonifazio
che mi arrivi con crepitii di radio a galena: la sua voce,
dal fondo di depositi calcarei, tufi, che giustifica a fatica
il suo ritorno qui; come se fosse più facile,
esaurita la spinta dell’ossigeno, trasformato
quel poco di carbonio e scissa ogni sua cellula
in elementi estranei, corpi; come se fosse...
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di Massimo Bonifazio
quanta strada, si dice, e per ritrovare qui quanta lordura:
lattine dentro ai vicoli, cartacce, pozze di benzina,
i rivoli di sangue delle offerte che arrossano i solchi dei canali
scavati nel nero della pietra; li leccano i cani,
presi a calci dall’uomo che avanza con la palma
salmodiando un inno marinaro;...
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di Massimo Bonifazio
I
ma lo smarrirsi? ma i cani, sul sentiero inesistente,
lungo recinzioni di ruggine e ramaglie, edere: rovi senza more,
eccetera, dispersi sul pendio, fra i castagni: ma nemmeno così
parlare della linea, dei capelli: riesce. non riesce.…
di Massimo Bonifazio
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