VISIONI in TRALICE [I] I can’t hide you the rock cried out

[ da NUOVOMONDO di Emanuele Crialese]

di Orsola Puecher

Questa è la terra di latte e miele,
che gli animali nascon senza fele,
un fiume di tal sorta qui si trova,
sei hore acqua scorre, poi se ne renova,
quattro fiate si muta alla giornata,
in dolce vin e in latte e poi gioncata.
1

SINNERMAN [ traditional spiritual ]
Nina Simone [ 1933 – 2003 ] live 1965


 

Oh sinnerman where you gunna run to
Sinnerman where you gunna run to
Where you gunna run to
All on that day

Well I run to the rock
Please hide me I run to the rock
Please hide me I run to the rock
Please hide me Lord
All on that day
 
Well the rock cried out
I can’t hide you the rock cried out
I can’t hide you the rock cried out
I ain’t gunna hide you God
All on that day
 
I said rock what’s a matter with you rock
Don’t you see I need you rock
Don’t let down
All on that day
 
So I run to the river
It was bleedin I run to the sea
It was bleedin I run to the sea
It was bleedin all on that day
So I run to the river it was boilin
I run to the sea it was boilin
I run to the sea it was boilin
All on that day
 
So I run to the Lord
Please help me Lord
Don’t you see me prayin
Don’t you see me down here prayin
But the Lord said
Go to the Devil
The Lord said
Go to the Devil
He said go to the Devil
All on that day
 
So I ran to the Devil
He was waiting
I ran to the Devil he was waiting
I ran to the Devil he was waiting
All on that day
 
Oh yeah
Oh I run to the river
It was boilin I run to the sea
It was boilin I run to the sea
It was boilin all on that day
So I ran to the Lord
I said Lord hide me
Please hide me
Please help me
All on that day
 
Said God where were you
When you are old and prayin
Lord Lord hear me prayin
Lord Lord hear me prayin
Lord Lord hear me prayin
All on that day
 
Sinnerman you oughta be prayin
Oughta be prayin sinnerman

 

________________ ,\\’ ________________

 

O peccatore dove stai correndo?
Peccatore dove stai correndo?
Dove stai correndo?
Per tutto il giorno
 
Bene, corro dalla roccia
Ti prego nascondimi, corro dalla roccia
Ti prego nascondimi, corro dalla roccia
Ti prego nascondimi Signore
Per tutto il giorno
 
Allora la roccia gridò
Non posso nasconderti, gridò la roccia
Non posso nasconderti, gridò la roccia
Non ti nasconderò Dio
Per tutto il giorno
 
Dissi alla roccia qual è il problema con te roccia?
Non vedi che ho bisogno di te, roccia?
Non buttarti giù
Per tutto il giorno
 
Così corsi al fiume
Esso sanguinava corsi al fiume
Esso sanguinava corsi al fiume
Esso sanguinava per tutto il giorno
Così corsi al fiume, stava ribollendo
Corsi al mare, stava ribollendo
Corsi al mare, stava ribollendo
Per tutto il giorno
 
Così corsi dal Signore
Ti prego aiutami, Signore
Non mi vedi pregare?
Non mi vedi qui giù a pregare?
Ma il Signore disse
Vai dal Diavolo
Ma il Signore disse
Vai dal Diavolo
Disse vai dal Diavolo
Per tutto il giorno
 
Così corsi dal Diavolo
Lui stava aspettando
Corsi dal Diavolo, lui stava aspettando
Corsi dal Diavolo, llui stava aspettando
Per tutto il giorno
 
Oh, Sì
Oh, corsi al fiume
Ribolliva e corsi al mare
Ribolliva e corsi al mare
Ribolliva per tutto il giorno
Così corsi dal Signore
Dissi Signore nascondimi
Ti prego nascondimi
Ti prego aiutami
Per tutto il giorno
 
Dissi: Signore dov’eri?
Quando sarai vecchio allora pregherai
Signore Signore ascoltami pregare
Signore Signore ascoltami pregare
Signore Signore ascoltami pregare
Per tutto il giorno
 
Peccatore dovresti pregare
Dovresti pregare, peccatore

 

_____________ *** _____________

 

VISIONI in TRALICE

 
VISIONI in TRALICE I can’t hide you the rock cried out
VISIONI in TRALICE [II] But doth suffer a sea-change…
VISIONI in TRALICE [III] … e abito sempre nel mio sogno…
VISIONI in TRALICE [IV] Cum dederit dilectis suis somnum

 
 
 

  1. da Lo aviso et vision venuto olii Berberi [1500] poemetto anonimo citato da Giuseppe Cocchiara ne Il paese di Cuccagna e altri studi di folklore P. Boringhieri, 1980, pag. 162 []

7 Commenti

  1. mah… così, solo per dire che la realtà non è obbligatoria e che si possono deh scrivere [ e comporre e dipingere e filmare ] visioni di un anelato fiume di latte del Paese di Cuccagna
     

     
    oppure di un fiume Stige sanguinante e ribollente di peccatori:
     

     
    o persino:
     

    Il mare a perdita di vista, senza una terra all’orizzonte, sotto la cappa affocata del cielo, appariva nero come l’inchiostro, e di una lucentezza funebre; una quantità sterminata di blatte, tanto fitte da non lasciar occhieggiare l’acqua di sotto, lo copriva per tutta la sua distesa. Nel gran silenzio s’udiva distintamente il rumore dei loro gusci urtati dalla prua. Lentamente, a fatica, la nave poteva avanzare, e subito le blatte si richiudevano sul suo passaggio.

    [ Il mar delle blatte, T. Landolfi, 1939]

     
    ,\\’
     

  2. certo il mare più comprensibile di tutti è quello rappresentato dalla mappa comperata dal capitano Bellman (Lewis Carroll, The Hunting of the Snark, Fit the second) per farlo capire bene a tutti i suoi marinai:

    He had bought a large map representing the sea,
    Without the least vestige of land:
    And the crew were much pleased when they found it to be
    A map they could all understand.

  3. “What’s the good of Mercator’s North Poles and Equators,
    Tropics, Zones, and Meridian Lines?”
    So the Bellman would cry: and the crew would reply
    “They are merely conventional signs!

    ,\\’

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

25 aprile 2021 Canteremo ancora… [tracce di un’altra vita]

La piccola targa di ottone è ancora là, incastonata nel marciapiede, lo è stata nel silenzio e nella solitudine delle strade deserte e del lockdown. Testimonia lo stesso e rende onore a chi tomba e sepoltura non ha potuto avere.

Cucina campagnola dell’Azerbaigian

Come un video trovato per caso possa aprire un mondo, dove si cucina all'aperto, anche se fuori nevica, fra cagnolini, galline e galli baldanzosi, pecore, fiori e steccati degni di un quadro di Chagall.

Dante, che barba!

di Giovanni Boccaccio ... nelle spalle alquanto curvo, e gli occhi anzi grossi che piccoli, e il color bruno, e i capelli e la barba crespi e neri, e sempre malinconico e pensoso.

da “La stagione della strega” di JAMES LEO HERLIHY

Belle Woods, Michigan _______ Nel mio letto, 2 settembre 1969 A volte credo che mia madre ci azzecchi proprio quando mi definisce...

cinéDIMANCHE #30 JOSEPH LOSEY Mr Klein [1976]

  IL BILICO DELL'IDENTITA' Divagazioni da “Mr Klein” di Joseph Losey di ⇨ Anna Tellini Abbiamo un sacco di debiti nei confronti di...

U.S. [ Ultimi Sospiri ] MILANO 1943-1945


di Orsola Puecher

Sono storie fra due guerre, di uomini, padri e figli, di donne: nonne, madri, sorelle, zie e nipoti, numeri di tombola estratti nella sequenza di un viaggio ideale attraverso una città, fra tracce e strade di un percorso cifrato.
orsola puecher
orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.