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U.S. [ Ultimi Sospiri ] MILANO 1943-1945


di Orsola Puecher

Sono storie fra due guerre, di uomini, padri e figli, di donne: nonne, madri, sorelle, zie e nipoti, numeri di tombola estratti nella sequenza di un viaggio ideale attraverso una città, fra tracce e strade di un percorso cifrato.

THE HATEFUL EIGHT Quentin perché hai tagliato la parte di CEASER The CAT?


di Orsola Puecher

Un gatto, un bel soriano rosso, nel film appare solo per brevi istanti: seduto placidamente su una botte della cucina di Minnie si guarda intorno curioso e vago. Nella sceneggiatura originale invece ha un bel nome, CEASER The CAT e ben due scene da protagonista, che sono state tagliate.

I pantaloni di Victor Hugo


di Orsola Puecher

"I pantaloni di Victor Hugo" è una breve immagine dell’infanzia dello scrittore nel giardino misterioso del convento dei Feuillantines, un piccolo curioso aneddoto fra le altre favole scritte da Noor Inayat Khan nella raccolta King Akbar’s Daughter.

2°… come su una vetrata vacillante e momentanea.


di Orsola Puecher

"... essa sostituiva all’opacità dei muri impalpabili iridescenze, soprannaturali apparizioni multicolori, dove le leggende erano dipinte come su una vetrata vacillante e momentanea."

VISIONI in TRALICE [VIII] «… dimenticanze, e lunghi oblii.»


di Orsola Puecher

Dimenticare è un processo lento e aleatorio, i contorni dei corpi sfumano l'uno nell'altro e resta come una sensazione di pulito, di bucato di cenere e lisciva.

FRANCIS PONGE [ *ronron poétique ]


di Orsola Puecher

"Poco m’importa dopo che si voglia chiamare poesia ciò che ne risulta. In quanto a me, il minimo sospetto di ronron poetico mi avverte solamente che rientro nella truffa, e mi provoca un colpo di reni per uscirne."

Le BLOG est mort, vive le BLOB?!

La data simbolica di nascita dei blog [web+log *diario in pubblico] è il 18 luglio 1997...

… nella notte lo guidano le stelle…

Nella notte d’inverno le stelle scintillano, ancora più nitide, fredde nel freddo apogeo. Al fuoco del bivacco, appoggiato alle pietre, nude, del muro a secco, il dottore ('U Megu) non parla e dentro di sé sente la sventura vicina.