Saffo – due frammenti finora sconosciuti*

trad. isometra di Daniele Ventre

1.

[…]

ἀλλ’ ἄϊ θρύλησθα Χάραξον ἔλθην
νᾶϊ σὺμ πλέαι· τὰ μέν̣, οἴο̣μα̣ι, Ζεῦς
οἶδε σύμπαντές τε θέοι· σὲ δ᾽οὐ χρῆ
ταῦτα νόεισθαι,

ἀλλὰ καὶ πέμπην ἔμε καὶ κέλ⟦η⟧εσθαι
πόλλα λίσσεσθαι̣ βασί̣λ̣η̣αν Ἤρ̣αν
ἐξίκεσθαι τυίδε σάαν ἄγοντα
νᾶα Χάραξον,

κἄμμ’ ἐπεύρην ἀρτέ̣ μ̣ εας· τὰ δ’ ἄλλα
πάντα δαιμόνεσσι̣ν ἐπι̣τ̣ρόπωμεν·
εὐδίαι̣ γὰ̣ρ̣ ἐκ μεγάλαν ἀήτα̣ν̣
αἶψα πέλ̣̣ο̣νται·

τῶν κε βόλληται βασίλευς Ὀλύμπω
δαίμον’ ἐκ πόνων ἐπάρ{η}ωγον ἤδη
περτρόπην, κῆνοι μ̣άκαρες πέλονται
καὶ πολύολβοι.

κἄμμες, αἴ κε τὰν κεφάλαν ἀέρρῃ
Λάριχος καὶ δήποτ᾽ἄνηρ γένηται,
καὶ μάλ’ἐκ πόλλ⟦η⟧`αν ́ βαρ̣υθύμ̣ιάν̣ κεν
αἶψα λύθειμεν.

Trad.

[…]

Sempre vai dicendo “Carasso torna
con la nave piena” ma questo credo
Zeus lo sa, con tutti gli dèi: non serve
che tu ci pensi,

ma che mi congedi e mi esorti invece
a far molte suppliche ad Era augusta
che Carasso torni e riporti indietro
salva la nave,

e ritrovi salve noi pure: il resto
tutto quanto si affiderà agli dèi;
sì, poiché d’un tratto a una gran tempesta
segue il bel tempo:

quelli a cui il sovrano d’Olimpo voglia
dopo le fatiche mandare un dio
a difesa, ricchi di molti beni
sono e beati.

Anche noi, se mai di pensiero muti
Larico e alla fine diventi uomo,
subito dal cuore un enorme peso
ci toglieremo.

 

2.

πώ {ϲ̣} κε δή τιϲ οὐ θαμέω̣ϲ̣ ἄϲαιτ̣ο,
Κύπρι δέϲ̣π̣ο̣ι̣ν̣’̣, ὄτ̣τ̣ι̣ν̣[α δ]ὴ̣ φι̣λ̣[είη
καὶ] θέλοι μάλιϲτα π̣ά̣λ̣ι̣ν̣ κάλ̣[εϲϲαι;
θυμ]ὸν ἔχηϲθα

παρ]κ̣άλοιϲα̣ μ’ ἀλεμά̣τ̣ω̣ϲ̣ δ̣αΐ̣ϲ̣δ̣[ην
ἰμέ]ρω λύ{ι̣}ϲαντι γ̣όν̣ω̣[ι] μ̣ ⏑̣ ε ̣‒̣ [ ×
̣‒̣ ̣] ̣α ̣α ̣ ̣[ ̣ ̣] ̣ ̣μ ̣ ̣ ̣ ̣ο[ ]πέρηϲ[θα
̣‒̣ ̣]νε̣ερ ̣[ ‒̣ ̣ ] ‒̣ ̣

Trad.**

Chi non si vorrebbe saziare spesso,
Cipride signora, chiunque uno ami
e più d’altri a sé richiamare voglia?
Hai desiderio

di sedurmi e di macerarmi invano
con genia di brama che scioglie…

 

 

______________________________________

*Si pubblica qui un tentativo di traduzione isometra di due frammenti di Saffo finora sconosciuti, scoperti dal dr. Dirk Obbink, fellow dell’univ. di Oxford, capo dell’équipe che si occupa del progetto di ricerca relativo alla conservazione e alla lettura dei papiri di Ossirinco. L’articolo originale di Obbink in PDF è stato rimosso dall’autore per le polemiche sull’eccessiva tempestività della sua diffusione in rete, che esso ha suscitato nell’ambiente papirologico.

http://www.grecoantico.it/home/filologia-classica/se-larico-diventasse-finalmente-uomo/

http://resgerendae.wordpress.com/2014/02/01/new-sappho-poems/

http://newsappho.wordpress.com/2014/01/29/discussing-the-two-new-sappho-poems/#comments

http://a-v.livejournal.com/225365.html

 

** Lo stato del testo ne rende assai incerta la resa a partire dall’adonio finale della prima strofa. Dal v. 4 in poi il risultato è più simile a “…Spring… So long… Gongula…” che a una vera traduzione.

 

10 Commenti

  1. L’inizio della seconda strofe del secondo frammento prometterebbe bene, se il testo non fosse compromesso.

  2. il combinato disposto del tutto avrebbe potuto fungere da motivo ispiratore per un frammento tratto da “una questione particolare” di Beppe Fenoglio(e,diciamo,del romanticismo pre e postmoderno):
    —-

    Sogguardo` Milton che stava a testa bassa e distolta,rivolta al fiume lontano,acqua grigia tra sponde sbianchite.
    “Mica varco l`oceano”,gli mormoro`.
    Ma lo varcava,se lui sentiva affondarglisi nel cuore i becchi di tutti i gabbiani.(ok,c`e` un filologo in sala?)

  3. E’ come se in quel “mai di pensero muti” si sentisse assieme e il silenzio e il trillo (oggi sarebbe probabilmente il trillo di un cellulare).

  4. Mi sono riferito a Lei a proposito della mia traduzione in lingua russa del primo frammento, per la quale mi ero appoggiato alla Sua versione del testo. Grazie mille per il Suo lavoro! Cordialmente, Anatoli

  5. Ricevo oggi dall’amico Yorgos Blanas, poeta fra i migliori di oggi, la sua traduzione in greco moderno dei due frammenti. Ne faccio omaggio a Daniele Ventre, che spero vorrà apprezzarli:

    Όσο γι’ αυτές τις φήμες που μου λες -πως τάχα φτάνει
    απ’ ώρα σ’ ώρα ο Χάραξος με φορτωμένο πλοίο-
    εγώ σου λέω πως είναι υπόθεση του Δία και των θεών.
    Πάψε, λοιπόν. Καλύτερα
    να με προτρέπεις να προσεύχομαι συχνά στην Ήρα
    τη βασίλισσα να φέρει σώος σώο το καράβι
    ο Χάραξος και σώους να μας βρει.
    Τ’ άλλα ας τ’ αναθέσουμε στην εύνοια των θεών·
    γιατί μετά την μπόρα, έρχεται αμέσως ξαστεριά.
    Κι αυτοί, που θέλουν οι ολύμπιοι θεοί
    να βγάλουν απ’ τις συμφορές,
    μακάριοι γίνονται, πανευτυχείς.
    Όσο για μας, αν [βάλει
    μυαλό] ο Λάριχος και γίνει κάποτε άντρας,
    μεγάλο πρόβλημα θα έχουμε λύσει.

    *

    Πώς να μην τρελαθεί,
    βασίλισσά μου Κύπρις,
    αυτός που προσδοκεί
    να ’ρθει κοντά του πάλι
    το πλάσμα που ποθεί;

    • Ci ho messo un po’ per leggere quelli in greco antico, ma alla fine ce l’ho fatta. Un po’ significa tre giorni. Mi sono aiutato con il greco moderno. E’ sorprendente quanta continuità vi sia fra le due lingue, quanto una sia davvero pronipote dell’altra. E’ emozionante. Per questo essere greci significa anzitutto appartenere a una lingua.

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Daniele Ventre (Napoli, 19 maggio 1974) insegna lingue classiche nei licei ed è autore di una traduzione isometra dell'Iliade, pubblicata nel 2010 per i tipi della casa editrice Mesogea (Messina).