4 comments for “Su Enea

  1. carlo carlucci
    5 agosto 2018 at 11:36

    Contrattissima sintesi di Ventre col merito di toccare non in distratta superficie i referenti, gli archetipi, le ramificazioni, le componenti di un poema della letteratura universale redatto all’apice della pax augustea. Altro merito quello di averci dato tutte le proiezioni che….la Squola non trasmise e forse ancora non trasmette….(la ‘q’ é ampiamente meritata)….E poi promana dal testo di Ventre qualcosa, l’aura forse e non a caso….della Magna Grecia nella Napoli crocevia…

  2. Domenico Lombardini
    5 agosto 2018 at 18:50

    Al netto della filologia e della ricostruzione del mito del nostro Ventre, rimane l’uso strumentale, degli uni e degli altri, quindi anche del nostro Ventre, del mito, della poesia, per dar legittimità a idee che di per sé avrebbero bisogno di ragionamento, di dati, dell’empiria, come dicono i dotti come il nostro Ventre, per essere supportate, non di ricostruzione filologica né di poesia né di mito. L’Europa, oggi, non esiste in quanto impero, in quanto continente unito, in quanto megastato: è solo un’accozzaglia invereconda di Stati, uniti solo da un’unione doganale, assai utile solo ai trafficanti di merci, ai capitalisti, alle grosse banche d’affari, non di certo al cittadino minuto, quello che guadagna poco, non sa le lingue, fa lavori relativamente umili, si arrabatta per far quadrare le spese; insomma, il cittadino tipo di ogni paese aderente alla ridente unione europea. L’unione doganale e monetaria tra paesi diversi, per giunta fintamente federati, come quelli della zona euro, per funzionare deve prevedere anche la libera circolazione delle persone, per questo gli organi di propaganda unionisti sono così teneri con gli immigrati; crederete mica che gente come Juncker sia filantropa? Non potete essere così sprovveduti… Non vedere ciò che è intimamente diviso non giova a nessuno: uno che ignori ancora, e così sfacciatamente, in barba alle evidenze, in modo così insipiente, questa realtà, così chiara, così evidente, così lampante, si rende un inutile idiota, uno che si balocca con la poesia, con la letteratura, con la visione ombelicale di cui si è imbevuto sicuramente in anni di poco profittevole studio universitario, anni in cui le sue meningi hanno trovato modo di asfissiare i pochi neuroni funzionanti. La maggior parte degli immigrati regolari in Italia guadagna meno di 800 euro (fonte Istat), in Europa, e segnatamente in Italia, Grecia, Spagna, e paesi del Sud, compresa la Francia, ci sono milioni di disoccupati, gli stessi paesi in cui siamo ormai oltre la crisi demografica, ma abbiamo decisamente preso la via dello spopolamento: in Italia, ad esempio, nell’ultimo anno, dati Istat, abbiamo perso circa 100.000 persone. Secondo voi l’Europa ha bisogno di altra forza lavoro, che non sia, ovviamente, una forza lavoro a buonissimo mercato, molto competitiva, molto concorrenziale nei confronti del suddetto cittadino minuto? Non saranno gli immigrati neri a rimpolpare una demografia ben oltre lo stadio del declino, dell’agonia. Persuadetevi: la realtà ha un’impassibile, granitica pazienza: aspetterà fino all’ultimo lento di testa, fino all’ultimo filologo.

  3. carlo carlucci
    8 agosto 2018 at 09:50

    Guai a parlare due diversissimi linguaggi. Ventre riplasma nella poesia e nel mito l’Eneide. Quanto all’Europa accozzaglia di….questo é ben altro discorso. L’Europa politica non a caso fu esigenza (a posteriori) dopo il disastro della seconda guerra mondiale e dell’allora sottaciuto Olocausto. Due piani diversissimi che non possono toccarsi o contaminarsi. Non le pare Lombardini?

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