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Storie di arche e caravelle

di Antonio Sparzani

Sembra che d’estate ci si possa concedere di darsi anche a letture cosiddette leggere, non so perché, veramente, visto che appunto d’estate si ha più tempo anche per meditare su letture più impegnative. Io comunque mi dedico, per esempio, a Thomas Mann, ma, per variare, ho pensato di concedermi una lettura che, dal titolo, certo suonava più leggera: si tratta del volumetto Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio di Riccardo Ferrazzi (Fusta editore, 2016, € 13,00, ottima prefazione di Giuseppe Panella).… Leggi il resto »

Numanzia non può morire!

di Nicola Fanizza

 

La decisione del governo turco di chiudere la frontiera con la Siria mi ha fatto andare con la mente alla rivolta che nel 1863/64 investì il «Regno del Congresso» – così era chiamata quella parte della Polonia che nel 1815 si era deciso di assegnare ad Alessandro I.… Leggi il resto »

Satura contra quosdam

di Daniele Ventre

 

credimi certo è facile segnare il passo quando ti ricordi che

qualcuno ha sempre qualcosa da dire da scrivere da ben fantasticare

da commentare o demenziare -o da mal masticare malmostoso

per suo carattere ingiurioso -orlando curioso

i trini e i merletti del senso che per verba non dispenso

-e inhumanar significar per verba non mi verria

perciò càntatela da solo la tua epica moritura e (ri)nascitura… Leggi il resto »

Poesie edite da “L’alcova del sé”

di Antonio Maggio   Incipit   Non soltanto parole che, perdute, ritrovano nel tempo un’altra forma raccolgo tra le foglie qui cadute   già prima che l’idea si faccia norma e scavi nella mente come luce soffusa che il demiurgo plasma e informa.   Ma immagini racconto a chi m’induce a cercare nell’anima del mondo una traccia d’argento che riluce   nascosta dentro al cuore, nel profondo.  … Leggi il resto »

Poesie edite 2

di Daniele Ventre

1.

Ritornano involute le tue forme trasparenti da un velo di memorie covando sotto cenere le storie sommate lungo il caso ormai difforme. Vuoto l’abbaccio si richiude, dorme l’onda del tempo nel caos delle scorie: la paglia lungo le orbite aleatorie fluida per note di abbandono informe.… Leggi il resto »

Altre poesie inedite

di Daniele Ventre

1.

 

Non so se il giorno si compia nel tramonto che posa

sopra le case stanche un rosso manto d’ore,

o se la luce trovi qualche senso più nuovo

nella memoria dell’iride che animava la pioggia,

o nella memoria del vento che fugava le nuvole

rapide all’orizzonte.… Leggi il resto »

Elegie ritmiche inedite

di Daniele Ventre

1.

L’erba sussurra nell’ombra ai giardini delle delizie,
brezze di quieti ronzii lente la pettinano:
piano fra sponde di sassi parlottano liquide voci,
echi di futilità favole modulano:
musiche dietro pareti traslucide, grida di giochi,
ritmano riti e magie fragili d’intimità:
poi la parola ritorna con il chiacchierio degli incontri
callido di bisbiglii, dentro le sale da tè.… Leggi il resto »

Piccole Barbare

di Daniele Ventre

 

1.

 

Non vedi? La traccia dei segni è ancora inquinata

di tracce falsate. Qualcuno è passato a ritroso:

ha invertito il senso di marcia. Allora dovresti

davvero conoscerla, questa verde vita di ninfe,

offesa tra queste cortecce di rami spezzati

e tronchi abbattuti: le maschere t’hanno distolto.… Leggi il resto »

Jesi. La critica militante e la riflessione sull’uso politico del mito

(è in uscita FURIO JESI Mito, violenza, memoria, Carocci editore, l’autore ce ne regala un estratto, dal secondo capitolo, e noi lo ringraziamo. G.B.)

di Enrico Manera

Jesi muove dalla storia delle religioni allo studio delle sopravvivenze mitologiche nella cultura e del rapporto tra mito e politica; dopo aver metabolizzato la classicità con gli strumenti della filologia e dell’antropologia ha orientato la sua ricerca dall’antico verso la letteratura moderna e contemporanea.… Leggi il resto »

Morfologia della fiaba degli dèi

[Il filologo classico traccia una breve storia del sacro fra ambiguità di termini e di ideali. D. P.]

di Daniele Ventre

C’è stato un tempo, remoto, quasi coevo delle stagioni circolari del mito, in cui dietro la fiaba degli dèi, protagonisti delle enigmatiche e spesso disinterpretate leggende al centro delle diverse tradizioni fondative, si celavano in realtà forze naturali e sociali che esulavano dal controllo “tecnico” dell’uomo, dal campo del fungibile, e si imponevano agli occhi dell’uomo stesso come manifestazioni della potenza della natura e della storia (cratofanie, per usare un termine caro a Mircea Eliade), e perciò venivano percepite, sul piano culturale, come espressioni fenomeniche di una realtà retrostante e numinosa, sacra (ierofanie).… Leggi il resto »