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Golazo

di Renata Morresi

che mondiale
memorabile
che mondiale, gente
che mondiale di gran
classe
che golazo
è solo l’inizio
un mondo di mondi
un mondo di finali

di sponsor
di stadi pieni
di genti proprio
pop
& popolo
che popopopopopo
che
mondo oh
oh

c’è stato tutto
quanto:
l’episodio
il triangolo
la legittima
difesa
l’attacco
l’espulsione
il var

ci vuole un grande campione
per battere un grande campione
ci vuole un grande evento
a unire tutto quanto
un evento globale
sul luogo
che tutti si
collegano
ci vuole
una grande squadra
per fare uno squadrone
ci vuole fegato
per battere un fegato
ci vuole un ginocchio
o un cappio o una faccia
sull’asfalto

che contatto
non l’han mollato
un
attimo
non si è staccato
un sec
olo
due uomini
addosso
tre uomini
quattro
mezz’uomo
mezzo
uncino
non si è distratto
un secondo
che pericolo
hai visto
che squadra
che marchio
marcatura
stretta
uno-due
l’affondo
il brivido

ci vuole ogni tanto però
basta poco
ci vuole proprio
ogni venticinquesimo anno
ogni giorno
allenamento
per fare posto a
un grande evento
una grande squadra
una grande star
ci vuole
l’episodio
peccato
la difesa
l’attacco
fortuna
il var

il fallo
ci sta
è il gioco
si gioca
così
una partita
alla volta
anche se
ogni partita
alla fine
è una finale
e questa
una bella
occasione
mancata
per uno
rimasto
sul campo
lungo
la linea
una bella
pressione
dentro l’area
il fuorigioco
proprio a filo
fine vita

oh oh
che mondiale
globale
internazionale
sistemico
episodio
triangolo
espulsione
var

e va va
battila tu la
punizione
batti batti
la punizione
l’emozione
è inevitabile
basta un po’
di fischio
di spray
di ghiaccio
sintentico
taser
tso
gamba tesa
fallaccio
così è il gioco
l’errore
sull’ultimo
uomo
basta poco

così vuole
il tifo
lo sponsor
il libero
arbìtrio
un pensiero
liscio liscio
un bel calcio
a punire
sulla fascia
le fascette
un gran fascio
a centrocampo
a fondocampo
all’angolo
dove passa
è passato
un pensiero
tipo
un muscolo
quando scatta
non ce n’è
per nessuno
basta uno
una volta
un uomo
addosso
chi perde
è perduto

è il gioco
è un episodio
un triangolo
un peccato
quando fa caldo
sale il nervoso
il ritardo
va punito
il raddoppio
è d’uso
il rosso
scaduto
il recupero
mancato
il cross
ha perso
il visto
l’ha preso
il palo
non idrata
finito

l’andata
senza ritorno
senza fiato
senza l’aiuto
dell’arbitro

oh ma
una finale
è sempre
una finale
tutta la società
la dirigenza
la preparazione
la dieta
la difesa
il life coach
lo vuole
mica è colpa
di nessu
no
oh

pensiamo ora
ai nostri ragazzi
questi ragazzi
delusi per quattro anni
otto anni
dodici anni
venticinque anni
buttati fuori
ogni tot
di anni
episodi
triangoli
estintori
espulsioni

a illuderli ogni
tutto, pippo
infanti
l’emo
zione
chi batte
la punizione
ci vuole
il catenaccio
il tatuaggio
lo stinco
non serve
altro che
chi serve
il servo
e il suo marchio
di gioco
non ha visto
o non sa

daje
guardate qua
imparate
come si diventa
un grande campione
un grande squadrone
come si va
dalla panchina
dalla stampella
dal campetto
dalla stradina
alla medaglia
al primo miliardo
alla giocata dell’anno
che gli vuoi dire?
ti danno la maglietta
omaggio
ci vuole impegno
ti danno
lo stipendio
a cottimo
lo sponsor
il tric trac

lo diceva
mourigno
ci vuole una gara
perfetta
per battere la
partita
è finita
senza l’aiuto
del var

per chiudere
la notte
il commento
di adani
il cielo non era
nel modulo
qualcosa è mancato
domani
è un altro giorno
chi vuole dio
se l’è pregato
o lo paga
nel duro
il tempo
è scaduto
dispiace soprattutto
per
l’angelo
di Diego

per chiudere la notte
un grande campione
al microfono
purtroppo yo creo
que estamo viviendo
por lo mismo
so pero che ho pasado
qualcossa de verdadero
magnana pensaremo a dopo
depende siempre de noi
mas revale somo nos

è un ragazzo davvero
un campione
di ragazzo
da prendere
ad esempio
ricorda
golazo
è solo
l’inizio

4 Commenti

  1. abbiamo la fortuna della poesia, In un tempo che rende difficile parlare ed essere comprese, dove la violenza si riversa addosso ovunque a partire dal linguaggio, almeno possiamo scrivere e leggere poesie. Quelle cose economiche, di poco conto e poco impegno che non richiedono di capire ma di stare. Grazie Renata.

  2. Domenico, guardi, per me questo testo non ha alcun bisogno di essere una ‘poesia’, possiamo benissimo chiamarlo parodia, detrito, carabattola, trash, bava verbale, sputo tipografico, polpetta di tic, rospo metrico, centrino epilettico, starnuto semantico, rutto lirico, spasmo, scoria, stramboide, golazo, forse è semplicemente una nevrotizzazione dello sfibramento che si prova a vedere ancora una volta un uomo ammazzato ‘per sport’. Una cosa è certa: non è un testo di occasione. Sul mio computer porta la data 2021, e se è cambiato è solo in piccoli segmenti (per esempio: siamo a 25, non più a 20 anni da Genova). La foto, sì, è dell’occasione recente dell’omicidio di un uomo che chiedeva aiuto, Abderrahim Fakir, ucciso dal presente. Grazie Davide per il link che ci ricorda che Fakir aveva la sua vita e storia, desideri e amici, paese e lavoro, come il resto di noi.

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Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.
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