Dialogo sull’entropia (#6). L’Aristogas.

di Antonio Sparzani e Dario Voltolini

Helium.gifCaro Antonio, rieccomi a tediarti con le mie richieste. Intanto ti dico che ho preparato un tè verde dello Yunnan che si presenta in una simpatica scatola cilindrica di cartone verde. Il contenuto è avvolto in una carta molto croccante, ed è una specie di nido fatto di foglie pressate. Molto piacevole. L’ho comprato in un negozio di fronte alla sinagoga, in piazzetta Primo Levi, qui a Torino.

Veniamo alle nostre molecole di gas. Magari puoi scegliere dal sistema periodico un elemento per gli esempi, così citiamo Levi una seconda volta!

Dicevi della temperatura, della velocità, della media e della direzione.

Ricominciamo? Vai!

Dario

Ma prendiamo l’elio, He, Helios, il Sole (che ne contiene quintalate), che è il secondo elemento della tabella periodica, e che è nobile e non si mischia con altri elementi, sta bene per conto suo, ha, intorno al proprio nucleo, fatto di due protoni e due neutroni strettamente impacchettati insieme, due elettroni, quelli che ci vogliono nel primo livello, o strato energetico, e due devono restare, non vogliono acquistarne altri, né vogliono abbandonare il proprio nucleo.

E poi l’elio è monoatomico, e sarebbe che l’elio gassoso è fatto di molecole costituite in realtà ognuna di un solo atomo, così che, se fosse solo per l’elio, non avrebbe senso distinguere tra atomo e molecola (invece, per dire, l’idrogeno è biatomico, gli atomi vanno a spasso in pacchetti di due, cioè a coppie, e ogni coppia si chiama molecola di idrogeno). E poi l’elio è praticamente sempre un gas, per poterlo liquefare bisogna maltrattarlo molto, sottoporlo a pressioni molto forti, e anche, guarda caso, è l’unico elemento che non solidifica mai, mai e poi mai, neanche a temperature vicinissime allo zero assoluto, e a pressioni spaventose. Insomma, è proprio un gas e ubbidisce molto all’equazione dei gas perfetti. Il che non è poco. Le sue molecole vanno in giro per il recipiente nel quale sono contenute liberamente e senza urtarsi a vicenda, o comunque è molto improbabile…

Questa è pura ambientazione. Alla prossima.

Antonio

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[6 – continua alla parte 7]

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