Roberta Durante – Club dei Visionari

Club dei Visionari

di Roberta Durante

Roberta Durante, se vuole, frequenta la festa della lingua, e lo sa fare: ne ha dato prova nella piccola raccolta d’esordio (Girini), e in modo ancora più torrentizio in quelle che lei definisce «clipoesie» (al momento s’intitolano Livelli), alcune delle quali si possono fortunatamente ascoltare in rete, nella nenia avvolgente in cui lei stessa le dice. Sono radioechi, le «clipoesie», ci danzano intorno per identificare la sfoglia di carne che dovrebbe supporci contenuti, quando invece siamo imbozzolati altrove. La festa della lingua che ripercorre la soglia fra la veglia e il sonno è sempre una poesia del «tu», e se ripete «io» è perché ricerca nel «tu» il soggetto della sensazione. Vuole insomma ridestare il corpo, ricordandogli che è embricato a un altro. Qui, invece, c’è poco da dire: si punta al rebus del linguaggio (nel quale l’«io» puntualmente si smarrisce), al «bruco perfetto» (27), e si frequenta dunque più sfacciatamente il silenzio del sogno, quello che ci scorge ogni volta desti nel mare del senso, e armati di quell’unico remo che al più ci farà girare in tondo (29).

Dalla postfazione di Gabriele Frasca

6

vedo mille cavalli correre
corrono verso di me tutti bianchi e veloci
una macchia veloce di luce
io sono in mezzo alla strada immobile
con due cestini
pieni di carote

11

ero ferma immobile
quasi crocifissa
l’unico movimento dentro
il mondo che scorreva dal collo al piede
senza forza di gravità

15

mentre tiravo il sipario
un imprevisto un incubo
il rosso si era sciolto e il pubblico vedeva tutto:
non ci credeva più nessuno

34

forse di notte oppure una volta ch’ero stanca
fingevi di baciarmi forte
invece mi cucivi la bocca
ma bene senza mostrare il filo
37

di notte la luna e le stelle
si staccavano dai pinnacoli della Sagrada
quando tornavamo a casa
stavano tutte in cielo:
e i pinnacoli bastoncini di lecca-lecca finiti

53

riuscire a guardarti dentro
mi aveva tolto l’essenziale (la voce le mani)
ti aprii ancora un poco la bocca
in cerca del cuore: batteva!
mentre tu mi rubavi colle dita il nasino

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Di scuole, tendenze, antologie e volumi miscellanei di poesia geograficamente connotati, sono pieni i più remoti angoli dello spazio letterario nazionale, fra scuole liguri, poeti lucani e piccole lineette lombarde.
daniele ventre
daniele ventre
Daniele Ventre (Napoli, 19 maggio 1974) insegna lingue classiche nei licei ed è autore di una traduzione isometra dell'Iliade, pubblicata nel 2010 per i tipi della casa editrice Mesogea (Messina).
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