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Aforismi e dintorni

di Damiano Sinfonico

La cosa più snob è vivere a Parigi per poter dire “io non ci vivrei”.

Una casa è più grande di poche stanze e più piccola di un’idea.

Una tesi è un’opera di finzione ben documentata.

I poeti hanno un bel ritratto.

Le sensazioni più minute (la tazzina che tocca le labbra, il tappo che si stacca dalla penna, il fruscio del giornale) allietano la giornata.

Tutti gli ieri è sbagliato, che peccato.

Le posate in fondo al cassetto dimostrano che la cucina vive di vita propria.

Partenza con cinismo: sei nella rete dei miei affetti, uno snodo di provincia, un paese lontano, al limite dello sconosciuto.

La poesia è un genere che non smette di morire.

Quando piove le giornate si trasformano in una vasca di acqua stagnante.

I paesaggi non danno tregua.

Non incontrare nessuno per giorni è come trascinare un carro.

Gli epitaffi sono anarchici.

Alle due di notte i ladri si sono introdotti nel palazzo e hanno rubato l’ascensore – panico tra i condomini, che ora dovranno fare le scale a piedi.

Le telefonate inutili sono dei punti neri nella giornata.

La lenta, pacata osservazione delle cose è uno sport noioso.

Fare bene qualcosa, solo qualcosa, al resto ci pensano gli altri.

Incontrare un conoscente, e chiedersi come va, per gentilezza.

L’atelier del pittore è un bozzolo da cui escono quadri.

Gli occhi sono quieti come il letto di un fiume.

Quasi tutti hanno un amore alle spalle, e uno nella testa.

Chi non sa stare in silenzio trattiene il respiro e dice: “ho un segreto”.

Ciò che manca nel deserto sono gli orologiai.

Una casa è un luogo dove abbiamo le ciabatte.

Le spiagge d’inverno sono tristi.

I clochards portano le loro case a passeggio come cani, si salutano nei giardini la mattina e la sera.

3 Commenti

  1. Gli aforismi di Damiano hanno la malizia in corpo. Potrebbero apparire in superficie semplici, ma poi tendono in realtà all’inganno. Sono allora taglienti, perfino cattivelli. Sono anche profondi, calcolati in funzione della noia, di un cupo essere lieti e d’una sorta di amore per l’esistenza (mente, quando afferma che: “la lenta, pacata osservazione delle cose è uno sport noioso”?). Non credo!In realtà, Damiano è un insaziabile osservatore di cose, pensieri e finissimi oggetti. Ripone, nell’osservare il tappo della penna che si apre e nel fruscìo delle pagine del quotidiano, un senso mal celato di erotismo tattile e oculare. I sensi sono veicoli fluidi del suo sentire. Parlerei a lungo della scrittura e della disposizione alla vita del mio autore. Ma rischierei di realizzare qualche banalità. Buona vita, Damiano. Come editore, ti dico: mi piacerebbe effettuare un lungo e conoscitivo viaggio editoriale con il tuo talento creativo. Con stima ed affetto. Tuo Gianfranco.

    • E io, come lettore, già non vedo l’ora di leggere il prossimo lavoro di Sinfonico dopo “Storie”, il miglior debutto del 2015 e uno dei più bei libri di poesia contemporanea che abbia mai letto.

  2. Cari Gianfranco e Jacopo, grazie per le vostre parole. È una gioia avere dei compagni di strada così attenti. Grazie!

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