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Parlando di poetiche – cioè, al momento, di quasi nulla

di Daniele Ventre

L’oscillazione pendolare fra sperimentalismo di rottura e ritorno all’intimismo e alle forme ricompattate, fra impegno e gioco, era già in atto nei novissimi e nel gruppo ’63. Oggi, fra scritture non assertive (o se si vuole di ricerca) e nuovi vecchi lirici (o se si vuole, tradizione), e poeti giocosi (o se si vuole, il caos), assistiamo a un permanere scisso dei novissimi e del gruppo ’63, con qualche inserzione di neo-dada (asemantici & affini), meno il potere accademico (salvo qualche caso) e meno i quadri del partito di massa (storicamente defunto).… Leggi il resto »

Il punto di vista di Dio

di Gian Piero Fiorillo

 

Non riesco a cogliere il tuo punto di vista, Bechterev. stiamo parlando di compatrioti! Qui non si tratta più di compatrioti, queste categorie non contano più niente. Ma… Qui si tratta di chi sopravvive e chi no.… Leggi il resto »

Raffaela Fazio, L’ultimo quarto del giorno

Nota di lettura di Giorgio Galli

Non è facile parlare della poesia di Raffaela Fazio, perché è una poesia intimamente autosufficiente, che si compie in se stessa e sembra refrattaria alla sovrapposizione di parole che non siano le sue. Eppure occorre che io ne parli, almeno per rendere conto della gioia che ho ricevuto dalla lettura de L’ultimo quarto del giorno (La Vita Felice, 2018).… Leggi il resto »

Radiodays: Abissi

Alone II SUONO: Gianni Maroccolo SCRITTURA: Mirco Salvadori
IMMAGINI: Marco Cazzato
VIDEO: Michele Bernardi e Marco Cazzato

L’abisso

racconto di Mirco Salvadori

Nero, spumante denso catrame, spalanca le fauci e ingoia, spezza, annichilisce, ghermisce il respiro e lo accartoccia nel sibilo atroce della resa alla morte.… Leggi il resto »

Discorrere di case

di Gianni Biondillo

La prima volta che andrò a San Francisco so già che passerò un’intera giornata a perdermi fra i corridoi e gli scaffali della William Stout Architectural Books, alla ricerca di libri introvabili, di tavole misteriose, di scoperte inattese: architettura e libri in un solo luogo, per me praticamente il nirvana.… Leggi il resto »

da “La stagione della strega” di JAMES LEO HERLIHY

Belle Woods, Michigan
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Nel mio letto, 2 settembre 1969
A volte credo che mia madre ci azzecchi proprio quando mi definisce un biscotto freddo. Ho appena passato cinque minuti interi a osservare gli oggetti nella mia stanza sforzandomi di pensare a cose tristi tipo: oddio, quanto mi mancherà la bambola della principessa, oppure a ripetermi: “Gloria, questa sarà l’ultima notte che passerai qui” e cose così.… Leggi il resto »

Torturarli a casa loro? Io sto con Samed

di Andrea Inglese

Certo che vorrei essere un rappresentante della classe media durante le sue due settimane ufficiali di vacanza da passare in modo spensierato e certo che vorrei mantenere lo spirito anarchico che non vuole né patria né padroni, ma le notizie che inevitabilmente leggo sulle nuove strategie messe in opera dallo Stato italiano con il solidale sostegno dell’Unione Europea per risolvere il problema del flusso di migranti dalla Libia all’Italia mi procurano un voltastomaco ben superiore rispetto a tutti i disagi della canicola epocale.… Leggi il resto »

L’umanità non è reato. Considerazioni su Riace e dintorni

di Sergio Violante

L’arresto di Mimmo Lucano e la probabile fine dell’esperienza di Riace, caduta sotto i colpi ancora una volta coincidenti di Minniti (candidato segretario pd?) e l’attuale Ministro degli Interni Salvini avrà ripercussioni forti su tutto il mondo che si definisce genericamente di “sinistra”, che mette in primo piano i concetti di libertà e uguaglianza in maniera sostanziale, non propagandistica.… Leggi il resto »

Atarassia, o l’età dello scioglimento (letteratura e ambiente)

di Benny Nonasky

In fin dei conti un mondo senza di noi rappresenterebbe l’ideale. Sarebbe un finale sconvolgente, forse lieto per qualcuno o qualcosa, ma è un’infondata conclusione. Se ci soffermiamo sulle singole azioni o su determinate situazioni, effettivamente siamo degli esseri sgradevoli: noi uccidiamo, noi deprediamo, noi costruiamo delle dinamiche che comportano ecocidi e dolore, sia per il genere umano sia per tutto quello che intorno ci abita e ci compone.… Leggi il resto »

Tre risposte allo specchio (quand’è storto)

di Danilo Laccetti

 

Però, suonare così bene e nello stesso tempo sapere 

che non hai nessuno intorno capace di apprezzarti 

Čechov, Tre sorelle

 

Postilla pacifica e necessaria

Diritta, coerente, rispettosa vorremmo l’immagine di noi che negli altri si riflette, così come l’abbiamo vista riflessa nei nostri occhi per tanto tempo.… Leggi il resto »

Auto-antologia-6. Giovanna Frene

di Giovanna Frene

 

Castore e Polluce, in prospettiva aerea

L’ultima fioritura del corpo sarà                      eterea.

 

Il semprenero sempreverde sbuca e fiorendo                      fiorisce

e s’addice alla sua sorte che il virgulto adduca la sua                      morte.

 

Ma qui quale pietra serba il nome e come nel suo                   progressivo

inceneritosi decedere fissare nell’aria la perenne                      memoria

tra astri alternativamente semprevivi                    sempremorti?… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #11 – Andrea Inglese

Sono testi questi di non so bene cosa. Perfetti per “Prove d’ascolto”, quindi. Esperimenti. Ma con un’idea abbastanza chiara di fondo. Sono testi performativi, o installativi, nel senso preciso del termine, ossia possono divenire parte di un progetto d’installazione sonora. Lettura performativa e installazione sonora sono modalità che ho già combinato assieme, e che mi interessa combinare ancora.… Leggi il resto »

Il bacio di Puig

di Francesca Fiorletta

Recentemente le Edizioni SUR hanno ripubblicato “Il bacio della donna ragno”, un brillante e commuovente romanzo-dialogo dello scrittore argentino Manuel Puig, già tradotto da Angelo Morino, con la prefazione di Alan Pauls, tradotta da Martina Testa.
I due protagonisti, Valentín e Molina, sono due detenuti, alle prese coi piccoli grandi demoni della loro vita.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #4 – Elisa Davoglio

Tormenta

 

Le prime, efficienti e strutturate macchine da guerra si chiamano Tormenta.

Quelle più pesanti funzionano per lanciare oggetti a caduta libera, pesanti, capaci di forare spesse mura e creare fuochi.

In forma più leggera, ma sempre efficace, denominate scorpioni, possono essere trasportate su navi, affondare insieme ai marinai, fare luci con le esplosioni per avvertire dei pericoli in arrivo dal mare, ripetutamente segnalare perdite e l’avanzamento di danni.… Leggi il resto »

L’esecuzione di mia madre

di Giacomo Sartori

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Qualche mese fa ho ammazzato mia madre. Mai più avrei immaginato che avrei potuto freddare qualcuno a bruciapelo, e tanto meno mia madre, però l’ho fatto. Non ho agito da solo, ma insomma l’ho fatta fuori.

Passione per il western

di Ugo Cornia

La passione per il film western è un fenomeno che accomuna molti genii. Notissimo il caso di Ludwig Wittgenstein e di John Maynard Kejnes, insieme all’amico Pietro Sraffa, che grazie ai soldi di Wittgenstein avevano rilevato un piccolo cinema di Cambridge, dove proiettavano esclusivamente e continuamente i film western che poi andavano a guardarsi, mangiandosi dei sacchetti di carne di maiale fritta.

Quel silenzio assordante che copre tutti i naufragi

Giovanni Accardo intervista ALESSANDRO LEOGRANDE

Alessandro Leogrande, giornalista e reporter, da alcuni anni racconta le tragedie dell’immigrazione, lo ha fatto con “Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud” (Mondadori 2008) e con “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo” (Feltrinelli 2011), lo fa col nuovo libro, “La frontiera” (Feltrinelli 2016), un’inchiesta che si può leggere come un romanzo e che in parte si svolge anche a Bolzano.… Leggi il resto »