[Si è svolto a Genova tra il 18 e il 20 novembre un convegno dal titolo “Io sono molte. L’invenzione delle personagge”. Il 17 sul “manifesto”, assieme a un articolo di Francesca Serra, è apparso anche questo breve contributo.]
Di Andrea Inglese
Nel testo di presentazione del convegno “L’invenzione delle personagge” si legge: “Insomma, sono anni che le personagge – vogliamo chiamarle così, con un gesto di arbitrio creativo della lingua – della letteratura come del teatro e del cinema sono state decostruite, pezzo per pezzo. Osservarle quasi con una lente d’ingrandimento in una sorta di laboratorio della lettura e della scrittura, ha svelato come in uno specchio molti misteri dell’identità femminile, compresa una possibilità di liberazione non sempre evidente (…)”. L’occasione mi pare talmente importante e proficua, che vorrei rivolgere un invito particolare alle animatrici di un tale laboratorio sul “personaggio-donna” o, come qui si dice, sulla “personaggia”. Il tema scelto e il taglio dato a questi incontri permettono anche di toccare un discorso di metodo e soprattutto di ampliare la visuale angusta di cui molta critica letteraria accademica è vittima, quando tratta del rapporto tra letteratura e ideologia, o tra paradigmi narrativi e identità sociali. È proprio la vicenda del personaggio-donna che richiede di compiere questo passo radicale dal punto di vista teorico.













