27-31 / gherardo bortolotti
27. Seguivamo le vicende delle nostre settimane come storie di un’età parallela, come intrecci secondari in cui la merce era innocente, le immagini infinite. Nel corso delle giornate, alcuni accettavano di assistere alle cose dal punto di vista di chi non ha ragione, di chi riconosce al mondo le sue necessità, i suoi bisogni, anche crudeli. Non capivamo fino in fondo perché eppure eravamo in vita, in visita presso il reale, presso le notizie di cronaca, le fattispecie del capitale.
28. Come tracce di una civiltà scomparsa, ritrovavamo al mattino il senso delle nostre giornate, dei mesi a venire, mentre ascoltavamo in radio gli editoriali sull’accordo a Mirafiori, sulle rivolte tunisine. Sentivamo, nel petto, il peso di ciò che era in corso, di ciò che era vero, e guardavamo al futuro dalla cucina, quasi avendo il sospetto di un finale diverso.









