di Marco Belpoliti
In copertina una fotografia scattata da Daniel Mordzinski. L’autore del libro vi stringe in mano un piccolo specchio in cui si vede una parte del suo viso: gli occhi e gli occhiali, la fronte e le sopracciglia. Il ritratto di José Saramago ci appare così: parziale, un frammento della sua immagine generale, in cui anche il viso, la parte più importante del corpo umano, non è un intero, bensì, a sua volta, un frammento. Eppure Saramago c’è tutto, e soprattutto c’è quella mano, appena sfuocata che regge lo specchietto. Narciso fatto a pezzi? Uno scrittore è quasi sempre quello che scrive. La sua vera immagine – il suo self – è dato dalle pagine del libro che abbiamo in mano. Non c’è altro. O forse sì, ma è una questione da biografi, qualcosa che viene dopo l’opera e che cerca la vera immagine dello scrittore non nelle sue pagine scritte ma nella sua vita.















di Severino Colombo