Sto quasi dormendo, ma il vecchio riesce a sorprendermi sempre. Appena prima del sonno, sbuca fuori con la sua faccia giallastra, i capelli bianchi e stopposi, le occhiaie da grande onanista. Non so come faccia, chi possa avergli dato le chiavi di casa mia, non so davvero come, eppure puntuale, quando credo ormai di dormire, lui si presenta, si siede in fondo al letto, e quasi mi storce un piede, poggiandovi sopra noncurante il suo culo appiattito. Vecchia faina, volpe, donnola, felino avvelenato da chissà che lussuria, o risentimento, o smania di parassitare le menti.
Porca miseria!
di Andrea Bajani
Chi non ha il senso dell’orientamento non riesce e mettere insieme le cose. Tende a ragionare per piccoli frammenti topografici, costruendosi delle geografie ridotte, dei piccoli spazi di manovra. È sempre alla mercé di qualcuno che, custode della visione d’insieme, si prenda carico del suo disorientamento e lo traghetti altrove, in un’altra sezione topografica. Chi possiede la visione d’insieme è in una posizione di potere, nei confronti del disorientato. Mantenere il disorientato nel suo disorientamento è garanzia di predominio, di egemonia.
Juke box (Françoise Hardy vs Adriano Celentano)
Quand je me tourne vers mes souvenirs,
je revois la maison où j’ai grandi.
Il me revient des tas de choses:
je vois des roses dans un jardin.
Là où vivaient des arbres, maintenant
la ville est là,
et la maison, les fleurs que j’aimais tant,
n’existent plus.
Il ragazzo della via Gluck
Questa e’ la storia
di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
in una casa fuori città
gente tranquilla che lavorava.
Là dove c’era l’erba ora c’e
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà
In visita a Mehdi

di Annet Henneman (Teatro di Nascosto – Hidden Theatre)
Da aprile 2006 Mehdi Zana non può lasciare la Turchia, nonostante sia in possesso di un passaporto svedese. Probabilmente una reazione del governo turco alla partecipazione al teatro reportage “Rifùgià-ti” (con la partecipazione di 9 parlamentari, attori e rifugiati) in cui Mehdi racconta la sua storia personale e insieme la storia del popolo curdo. Nella replica di Roma erano presenti alcuni giornalisti turchi che hanno scritto articoli critici su questa partecipazione: Mehdi è stato accusato di aver offeso lo stato turco parlando dei curdi. Lunedì 5 febbraio si è svolta la prima fase del processo che ha come atto d’accusa l’articolo 301.
MagiK moments
di Franz Krauspenhaar
1. SERA
Stati di eccitazione e depressione, forme maniacali ed ipomaniacali, avanti con il rimbombo del cuore, il run accelera la sua corsa lunga ma alla velocità di un centometrista del dolore; nuove sindromi maniaco depressive, psicosi depressive croniche, posologia di un lamento dilungato, la macchia di nero petrolio all’orizzonte che fa sparire di netto il sole, luttuosamente nero; nelle profilassi delle recidive maniacali e depressive, allungato contro un muro di periferia, incapace di andare a destra, a sinistra, da qualunque parte, con l’esterno temporale destro che si gonfia, una specie di soufflè tumorale che bombarda la tua faccia incrinata e rinserrata nella tua nuca triturata come in un dattero tunisino della V.G. Fruits al Cameo d’Olanda, avanzo con la mia cefalea a grappolo, e rido, perfettamente coadiuvante nelle leucopenie da farmaci.
Il signor figlio
di Severino Colombo
Alessandro Zaccuri, Il signor figlio, Mondadori, 2007, 336 pag.
«Meglio è tacere una Storia, che narrarla ingombrata di fole». Il precetto del conte Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, vorrebbe essere il sigillo su un vaso di Pandora che ha le sembianze di uno scatolone pieno di libri trovato in soffitta. Vorrebbe essere la parola «fine» che chiude per sempre una faccenda di eredità che non riguarda, però, titoli o monete piuttosto gloria e sapere.
I sei minuti più belli della storia del cinema
Sancho Panza entra in un cinema di una città di provincia. Sta cercando Don Chisciotte e lo trova che sta seduto in disparte e fissa lo schermo. La sala è quasi piena, la galleria – che è una specie di loggione – è interamente occupata da bambini chiassosi. Dopo qualche inutile tentativo di raggiungere Don Chisciotte, Sancho si siede di malavoglia in platea, accanto a una bambina (Dulcinea?), che gli offre un lecca lecca. La proiezione è cominciata, è un film in costume, sullo schermo corrono dei cavalieri armati, a un tratto appare una donna in pericolo.
Pro editore
di Christian Raimo
Sandro Veronesi qualche anno fa in un convegno sui Classici del Domani, quasi del tutto fuori contesto, parlava con veemenza male dell’editing. E fece un esperimento con il pubblico. Aveva preso un pezzo di V di Pynchon, a cui aveva previamente tolto molti degli aggettivi e degli avverbi, l’aveva fotocopiato e dato da leggere ai noi che lo stavamo ad ascoltare insieme al pezzo originale. “Ecco come mi sento quando mando il mio manoscritto alle case editrici”.
Sette brevi
“Il miele” disse
All’età di nove anni, nell’estate dell’’83 a voler essere precisi, mi è cresciuto un alveare dietro la testa.
Ho incontrato molti problemi soprattutto a scuola e quando andavo a giocare a basket con gli amici, poi un giorno (nell’’89 credo) – era primavera perché ricordo l’affollamento intorno alla mia testa – mia madre sorridendo mi ha annunciato che non dovevo più andare a scuola.
“Il miele” disse “sarà la tua risorsa!”.
Siamo sempre stati separati. Nono quadro: Carmen, le carte
di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
***Special Guests: Jan (tastiere) così&come (cori)***
– Non lo sai?
– (respiri)
– Qui, ho due nove. Non va bene.
È la morte, no?
È come nella Carmen: “Pique, carreau, j’ai bien vu la mort.”
– Ah! beh la cantavo questo pomeriggio!
– Davvero? Dài, cantamela! Com’è?
– Com’è che era?
– (Aria di Carmen) “La mort, d’abord moi ensuite lui, j’ai bien vu la mort…”
– Ah! sì, sì.
– “La mort…”
– “…toujours la mort. En vain pour éviter les réponses amères, la carte se retourne, et nanana… se retournera, les cartes nanana… et ne mentent jamais…”
(silenzio)
Oh! la cantavo questo pomeriggio, pensa un po’.
Energico, vitale, praticamente kafkiano…
di Francesca Serafini
‘Assurdo, angoscioso, allucinante, paradossale, inquietante’. È con questi sinonimi che nei vocabolari si trova variamente definito l’aggettivo kafkiano, con riferimento ovvio all’atmosfera che aleggia in tutte le opere di Kafka. Nondimeno, a prestare attenzione ad alcuni passi della Lettera al padre, i lessicografi potrebbero comprensibilmente vacillare. In essa infatti si legge:
Il Nobel a Celati
di Franco Arminio
Ogni volta che mi arriva a casa un libro del mio amico Gianni Celati io mi sento bene. L’economia della paura, l’animaletto sempre con le orecchie tese, lascia il posto alla voglia di libertà, di meraviglia. Celati è uno scrittore in cui il gesto della scrittura si cancella per diventare semplice lettura. Lettura di quello che c’è fuori, dentro le strade o dentro i libri, poco importa.
Acromatopsia
di Christian Raimo
A me fanno ridere certe canzoni sulla droga tipo perché lo fai oppure lilli perché si vede che c’è gente che non ha mai pensato nella vita che cos’è farsi, non ha l’idea minima di perché ti sale una botta e non capisce soprattutto che il problema non è il disagio, l’incomprensione, il problema sono i soldi. Se hai soldi puoi fare un certo tipo di vita. Se non hai i soldi, quel tipo di vita non la puoi fare. Le differenze tra le persone sono tutte qui.
Da: Hairesis – (2004-2005)
di Francesco Marotta
MANIBUS DATE LILIA PLENIS
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È un maestro che parla alle ombre – Virgilio
i suoi gigli sono colpi di luce
nel buio della specie dentata
nei suoi fragili
specchi di umori
di assenza
Il fattore C. La comunicazione del governo alla prova dei sei mesi #6
di Edoardo Novelli
Con l’intervista a Silvio Sircana, portavoce di Romano Prodi, si conclude lo studio di Edoardo Novelli sulla comunicazione del governo. Qui e qui le due prime parti analitiche; seguono l’intervista a Gianluca Luzi, a Giovanni Floris, e a Valerio Saffirio.
Onorevole Sircana, la comunicazione del governo, prima ancora della sua politica, sembra essere finita nell’occhio del ciclone.
Francamente mi sembra esagerato: la comunicazione che parla della comunicazione e che discute sulla comunicazione, che si autocomunica. È un paradosso. Recentemente il Corriere della Sera ha dedicato una pagina intera alla mia intervista al programma di Lucia Annunziata.
Contro gli scrittori civili
di Christian Raimo
Ad un certo punto, giusto a venti pagine dalla fine del suo libro Il ponte, Vitaliano Trevisan enuncia senza volerlo qual è il peccato originario di questo romanzo. Dice: “Se Pasolini si fosse scagliato anche contro la madre, probabilmente non sarebbe stato fatto oggetto del processo di beatificazione al quale è sottoposto ormai da anni, cosa che in fondo sortisce l’effetto di disinnescarlo e renderlo inoffensivo”.
L’altare della specie, e altre
di Maria Grazia Calandrone
L’ALTARE DELLA SPECIE
Era facile amarla ma era destinata
ad andarsene frettolosamente e insieme ad aderire
a certi preparativi che gli indizi rivelano
meticolosi. Di pomeriggio si prendeva cura del giardino
in silenzio. Non capivamo quello che pensasse, era
tranquilla. Oppure
trafficava su un notes. Tutte le notti – rivestitosi
l’ultimo cliente – comprava un dolce per la colazione della madre.
‘A67: Voglie parla’


Voglie parla’. Contro la camorra e tutte le mafie.
Un progetto di divulgazione scolastica con il patrocinio di “Regione Campania”, “Libera” e “Amnesty International” e la partecipazione di Amato Lamberti, Nando Dalla Chiesa e Roberto Saviano.
Siamo sempre stati separati. Ottavo quadro: Le donne
di Sarah Kéryna
traduzione di Andrea Raos
– Tu manifestavi per le donne?
– Sempre.
Ah, quando era per le donne, non mancavo mai, eh!
È così importante,
sono così dimenticate, le donne,
sono dimenticate con tutti i loro problemi,
i loro bambini,
il lavoro a casa, il lavoro fuori.
Ah!… sapessi.
E poi ce ne sono che non sono felici.
Ce ne sono tante.
Tante.
– Lo so.
Il fattore C. La comunicazione del governo alla prova dei sei mesi #5
di Edoardo Novelli

Quinta parte dello studio di Edoardo Novelli sulla comunicazione del governo Prodi. Qui e qui la prima e la seconda parte di analisi, qui l’intervista a Gianluca Luzi e qui a Giovanni Floris. Questa volta viene intervistato Valerio Saffirio, pubblicitario e a.d. di Orange Comunicazione. gv.
Cos’è Orange Comunicazione?
È una agenzia di comunicazione che ha la fortuna di lavorare per grosse aziende private ed enti pubblici, come Martini & Rossi, Lavazza, Goodyear, Ministero delle Politiche Agricole, Fiera di Rimini, e molte altre aziende che sviluppano il loro business sul mercato mondiale.
Montalbano e la Sirena
di Linnio Accorroni
“Ma poi che gambe, che classe, che gambe! Anche se ce l’ha storte, è troppo sexy e bello! Che mi frega a me se non ce l’ha i capelli. Me lo porterei a casa e butterei via le chiavi: soli io ed il mio Montalbano bello.” Così, dietro a me, mugolava tra il deliquio e la trance erotica, una signora senz’altro âgée, con pelliccia rigorosamente da prima ( così faceva anche la sua mamma, del resto): ‘A teatro sempre con la pelliccia’ anche quando, fuori dal teatro, come quella sera, lo scirocco appiccicoso segnalava l’incongruente dolcezza di una primavera in pieno gennaio).
