di Gianluca Veltri
Non lo chiamavano ancora Myanmar, quando vi nacque il cantautore Nick Drake. Né Yangoon. Nel 1948 era ancora Birmania, era ancora Rangoon. Nick era il rampollo di una famiglia britannica benestante, papà ingegnere. Il suo destino era una privilegiata vita coloniale, in quel lembo di Sudest asiatico post-bellico gravido di futuri conflitti. Ma il destino si diverte a invertire le rotte, a sparigliare le giocate, e Nick si ritrovò ancora bambino, con la sua famiglia – daddy Rod, mamy Molly e la sorella maggiore Gabrielle – nell’Inghilterra culla dei genitori. I Drake ripararono lì, in Birmania non tirava più buona aria. Warwickshire, campagna in stile Miss Marple, Tanworth-in-Arden. Un villaggetto signorile e discreto, la cattedrale trecentesca intitolata a Maria Maddalena e un’atmosfera che sembrerebbe fatta apposta per attutire i conflitti. Non fu così per Nick, che amò e odiò quel borgo, ne fuggì lontano e sempre lì tornò, fino a morirvi a soli 26 anni, nel 1974.



















