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RADIOBAHIA: racconti per canzoni [011]

di Marco Ciriello

RADIOBAHIA: suona

“Sunday Morning”
dei Velvet Underground

11.
Sognando in modo percettibile, Bull Montana si vide davanti all’oceano, sembra la California, «sta succedendo davvero?» su e giù nell’ombra, «quale è il livello successivo?» Il sole splende a tutta forza, nessuno gli tiene la mano, lui si sente ancora una volta perduto. È davvero curioso come accumulando fatti lontani fra loro uno possa costruire una storia. Pensa. Puoi metterci un pugile messicano che fugge da Tepito, il dramma di Boulahrouz, le origini di Sarkozy, le vergini del deserto, la piccolezza di Montevideo, o infilarci una tua convinzione: solo per amore si può ammettere una tomba condivisa, «e tutto ci sta», ripete, immergendosi in acqua. «L’importante è lo stile».

Radiobahia suona ogni venerdi all’alba sul quotidiano IL MATTINO

RADIOBAHIA: [ 001 ] [ 002 ] [ 003 ] [ 004 ] [ 005 ] [ 006 ] [ 007 ] [ 008 ] [ 009 ] [ 010 ]

[ The Velvet Underground&Nico, Sunday Morning, track 01, Verve, 1967 ]

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3 Commenti

  1. Senza nulla togliere, questa serie di Radiobahia mi sembra una trovata abbastanza stucchevole. Non provo alcuna emozione; l’accoppiamento testo-musica mi è incomprensibile. Non riesco a capire che cosa sto leggendo.

    Ma è comunque un esperimento e per questo meritevole di attenzione.

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Colfiorito
(qualcosa di bianco)
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e penombra
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orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.
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