[Cosimo Argentina ha da poco pubblicato questo libro. Se andate sul link avrete maggiori delucidazioni. Qui di seguito uno stralcio che ci regala l’autore. G.B.]
di Cosimo Argentina
Alle otto di sera tornai a casa mia e lì trovai l’allegra brigata seduta a tavola.
«Lui è Paride Vorca, Dànilo, te lo ricordi vero? Ha un appartamento sopra di noi.»
Come no. Me lo ricordavo sì, il moscone. Come non ricordarsi di un uomo alto un metro e sessantacinque che pesava cento chili,f accia da mastino napoletano e occhi da bue muschiato: questo era, il signor Vorca. Un incrocio tra un cane e un bue muschiato con un alito da fuga nei campi e occhiali con la montatura in osso che cercava di usare il meno possibile ma che gli erano necessari, al bighino 88.
Lui mi strinse la mano e me la stritolò per farmi capire un po’ di cose. Quella stretta era: “Bello, qui le cose sono cambiate, come vedi… ormai ci sono nuovi equilibri… come vedi… qui la situazione è sotto controllo e anche quella rompicoglioni di tua sorella s’è adeguata… come potrai intuire… perciò se sei venuto a rompere questo idillio è giusto che tu sappia…” ecco cos’era quella stretta di mano.










di Gianni Biondillo






