di Sergio Garufi
Non ho alcuna intenzione di partecipare alla meschina polemica su Gomorra, che vede contrapposti da un lato Tiziano Scarpa e Carla Benedetti e dall’altro i Wu Ming, Giuseppe Genna e Loredana Lipperini, ma qualcosa mi sento in dovere di dirla. Ecco, questa dichiarazione è un perfetto esempio di Verneinung. Freud si servì di questo termine nell’omonimo saggio del 1925 per spiegare come “il contenuto rimosso di un pensiero può penetrare nella coscienza a condizione di farsi negare”. In sostanza, la mia reale intenzione è proprio il contrario di quanto vado affermando. Parente prossima della excusatio non petita e della “proiezione”, il concetto psicanalitico per il quale si attribuiscono ad altri dei propri pensieri o desideri, la negazione freudiana copre e insieme tradisce un sì legato alle pressioni dell’inconscio. Gli indizi più evidenti di Verneinung sono l’insistenza sospetta di espressioni – tipo “mi creda”, “davvero” ecc. – volte a garantire l’interlocutore circa la propria sincerità.




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