di Stefano Savella
“Qui non si tratta di smascherare l’imperizia o superficialità di questi pretendenti a un premio Pulitzer nostrano, ma di rilevare come le cronache siano situate naturalmente all’interno del frame “stranieri e immigrati delinquenti come nostri nemici”.
A. Dal Lago, Non-persone. L’esclusione dei migranti in una società globale, Feltrinelli, Milano 2005 (1999), p. 70.
D’estate, si sa, la sorveglianza viene meno un po’ ovunque, e con la minore attenzione del pubblico e dei supervisori (se ve ne sono), anche ai giornalisti capita di fare emergere, più o meno inconsapevolmente, i pregiudizi razzisti insiti nel loro linguaggio. E come ogni estate, come sempre, come il 19 agosto scorso, tutto ha inizio con l’“emergenza immigrazione”, con altri morti senza nome nel Canale di Sicilia.
Il GR1 delle ore 13 di sabato 19 agosto apriva con questo servizio dell’inviato da Lampedusa, Alfredo Ponti: “Il naufragio sarebbe avvenuto per l’euforia esplosa a bordo quando gli extracomunitari hanno visto arrivare la nave dei soccorsi. Si sono spostati sul fianco del barcone di dieci metri che ha cominciato così ad ondeggiare fino a rovesciarsi” (trascrivo fedelmente dal servizio, link)



Al V Incontro Internazionale della Famiglia di Valencia non c’è stato il temuto pronunciamento di Benedetto XVI contro Zapatero.