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Alexanderplatz

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di Helena Janeczek
Alex2

“Sono a Berlino, sto entrando in Alexanderplatz”, mi sento dire all’amica che chiama da Roma dopo mesi, come se fosse abituale essere qui. Invece mentre attraverso la strada, “Alexanderplatz” è ancora un nome e basta, titolo di un libro che l’amica romana non conosce, refrain di una canzone ignota all’amico di Berlino che mi guida. “Te la puoi risparmiare”, aveva detto, “è bruttissima”. Non avevo obiettato.

Parigi è un labirinto

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di Vincent Raynaud

(Pubblico in ritardo questo pezzo di Vincent Raynaud scritto a caldo nei primi giorni degli scontri parigini. Me ne scuso anche con l’autore, ma sono stato a zigozago per l’Italia. AB)

Da qualche giorno, un sacco di gente, amici e non (tutti italiani però), mi fa più o meno la stessa domanda: cosa sta succendendo nel tuo paese? Devo dire che all’inizio non ero molto informato: sentivo delle cose alla radio, scorgevo una foto su un quotidiano, tutto qua. E non mi sembrava granché: non è la prima volta e non sarà l’ultima che succede qualcosa nelle periferie, purtroppo c’è poco da stupirsi.

La vie en noir

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di Franz Krauspenhaar

Comincio ad essere stufo di sentire il fruscio, nel dibattito letterario tutto italiano senza fine né inizio su chi ce l’ha più duro (e casomai anche puro) di chi pensa che il noir è paraletteratura, roba di serie B, o – grazie per l’interessamento- artigianato di classe quando va bene, quando si vuole essere magnanimi.

Il mio Golem

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e altre poesie di Günter Kunert

tradotte da Vincenzo Gallico

golem

MEIN GOLEM

An manchen Tagen
höre ich deutlich
seinem Schritt. Überflüssig
der Blick aus dem Fenster
der Blick in die Zeitung.

Una funzione sociale

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da Jean-Paul Sartre

Noi non vogliamo aver vergogna di scrivere, e non abbiamo voglia di parlare senza dire niente. Del resto, anche se ce lo augurassimo non ci riusciremmo: nessuno può riuscirci. Ogni scritto possiede un senso, anche se assai diverso da quello che l’autore aveva creduto di infondergli. Per noi, in realtà, lo scrittore non è né Vestale né Ariele: è “implicato”, qualsiasi cosa faccia, segnato, compromesso, sin nel suo rifugio più appartato.

Ragazzo X [estratto]

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di Flavio Santi

Andrea Pazienza

La vita quotidiana in Italia dal Settecento al Duemila

Intanto qui il tramonto è una fila
di fucili dritti al petto.
Lontana suona una sirena,
l’allarme o l’antincendio è scattato:
la vita è fatta per lo più (e per di più)
di gastroenteriti, pulsioni basse e banali,
eredità familiari: l’ansia di mio padre
mi è scesa dentro, come
aceto ha fatto effetto,
e adesso proiettato fuori, in mezzo a vipere
in tutto questo ambaradàn
manca qualcosa, mi sono detto,
e non di poco: manco io
com’ero nel 1819
quando scrissi l’Infinito.

Gilles Deleuze (Versione Italiana, trad. effeffe)

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Contre le nouveaux philosophes

Intervista a Gilles Deleuze

Che ne pensi dei nouveaux philosophes » ?

Niente. Credo che il loro pensiero non valga niente. Vedo due ragioni possibili a questo non valere nulla. Innanzitutto il loro procedere per grossi concetti, tanto grossi quanto vuoti. LA legge, IL potere, IL padrone, IL mondo, LA ribellione, LA fede. Possono perfino arrivare a fare dei mix pazzeschi , dei dualismi sommari, la legge e il ribelle, il potere e l’angelo.

Arminio uno-due

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di Franco Arminio

uno)
CONZA, NEL VENTICINQUESIMO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO

nel centro di conza nuova
ancora fervono i lavori,
ci sono giochi per bambini che non ci sono
e poi sculture d’arte moderna
senza ammiratori.

Quando il prete va in fabbrica
Un’intervista a Luisito Bianchi

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di Andrea Bajani

“Ho capito che i quadri dirigenti non richiedono di apprendere qualche cosa ma solo di chiudere gli occhi, eseguire gesti una volta, due volte, cento volte, finché sei ammaestrato per bene, come succede con gli animali del circo”. È il 5 febbraio del 1968 e don Luisito Bianchi fa il suo ingresso in fabbrica, alla Montecatini di Spinetta Marengo, come operaio turnista addetto alla lavorazione dell’ossido di titanio. Quando ne uscirà saranno passati tre anni, e la sua conclusione amara sarà: “i tre anni di fabbrica m’hanno persuaso che oggi, nella situazione attuale, l’evangelizzazione non è possibile”.

Guy Debord 3

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S e p a r a z i o n e

In questa terza tranche della Società dello Spettacolo, di Guy Debord, emerge la parola separazione. Passa di qui un filo, o forse una matassa di fili, che avvolge – per come li leggo io – in qualche modo sia Pasolini che Deleuze. E anche quel che sta succedendo a Parigi in queste settimane. Ecco qua:

20. La filosofia, in quanto potere del pensiero separato, e pensiero del potere separato, non ha mai potuto da se stessa superare la teologia. Lo spettacolo è la ricostruzione materiale dell’illusione religiosa. La tecnica spettacolare non ha dissipato le nubi religiose in cui gli uomini avevano deposto i loro poteri staccati da loro stessi: le ha soltanto riallacciate a una base terrena. Così è la vita più terrena che diviene opaca e irrespirabile. Essa non respinge più nel cielo, ma alberga presso di sé il suo ripudio assoluto, il suo ingannevole paradiso. Lo spettacolo è la realizzazione tecnica dell’esilio dei poteri umani in un al di là; la scissione compiuta all’interno dell’uomo.

21. Quanto più la necessità viene a essere socialmente sognata, tanto più il sogno diviene necessario. Lo spettacolo è. il cattivo sogno della società moderna incatenata, che non esprime in definitiva se non il suo desiderio di dormire. Lo spettacolo è il guardiano di questo sonno.

Catena di Sanlibero 310

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riccardo orioles
La Catena di San Libero
14 novembre 2005 n. 310
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Sgombero di senza-casa in una citta’ italiana. Due lettere in
redazione.

Un mar de sueños

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segnalazione di Silvio Mignano

Un mare di sogni-Un mar de sueños è al tempo stesso una piccola casa editrice e un progetto di cooperazione culturale a favore dei paesi dell’America Latina. Nato nel 2001, prevede la pubblicazione di opere della letteratura italiana tradotte in spagnolo. Ogni titolo viene stampato in almeno 20.000 esemplari, in edizione tascabile con estrema cura nella grafica, nella stampa, nella scelta della carta. I libri vengono regalati alle popolazioni dell’America Latina e consegnati – grazie alle ambasciate, ai consolati e agli istituti di cultura – a enti e organismi che ne garantiscano una capillare distribuzione alle fasce più deboli della società: scuole, biblioteche, università, perfino penitenziari. Il progetto è finanziato dal Ministero dei beni e attività culturali e da varie Regioni italiane e patrocinato dal Ministero degli affari esteri. Ideatore dell’iniziativa è stato Loris Romagnoli, che è purtroppo mancato all’inizio del 2005. Sono stati finora prodotti i seguenti volumi:

Emilio Villa: L’anti-Edipo e il primordiale

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di Davide Racca

DI LEGGE NON SI VIVE
DI LEGGE SI MUORE
LA LEGGE E’ MINACCIA
LA LEGGE E’ASSASSINIO
LA LEGGE E’ INGANNO
NESSUNO HA BISOGNO DELLA LEGGE
LEGGI SEMPRE QUESTA LEGGE

Tavola della legge del futuro testamento (opera visiva di Emilio Villa, Napoli 1974)

Emilio Villa è stato un uomo del desiderio, un anti-Edipo?

Appunti su roghi e coprifuochi (2)

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Di Andrea Inglese

(Questo testo prosegue una riflessione iniziata qui.)

7. Chiamo la polizia!
2 novembre. Suonano alla porta del mio appartamento, situato in un edificio popolare. Non attendo visite. Guardo dallo spioncino, ma non vedo nessuno. Apro comunque la porta e m’inoltro nel corridoio che conduce agli altri appartamenti. A questo punto sento delle voci, e dei tonfi. M’incuriosisco, e accelero il passo.

Di Gilles Deleuze/ V.O. (version originale)

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Questo testo di Gilles Deleuze è stato pubblicato come supplemento al n°24, mai 1977, della rivista Minuit, e distribuito gratuitamente . Ve lo propongo, nella sua totalità in lingua francese. A questo post ne seguiranno un paio con delle traduzioni in italiano. E’ un testo importante. I Nouveaux Philosophes sono, tanto per intenderci , quelli che intervengono una volta al mese su Repubblica per spiegare le ragioni dell’intervento americano in Iraq, la necessità di bombardare Belgrado, usare o no il preservativo quando piove, ecc. insomma Biasceelle B.H. Lévy e André Glucksmann. Questo testo di Gilles Deleuze si impone secondo me come un testo chiave per un’interpretazione del lavoro intellettuale oggi (a trent’anni di distanza). Se Nazione Indiana avesse un programma di azione questo ne farebbe parte sicuramente. Almeno per qualcuno di noi (giusto per non dire sempre, secondo me). Ma per fortuna Nazione Indiana non programma.

Monadi e autisti

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di Franco Arminio

L’epoca che passa nel mio corpo è un’epoca triste e affannata. La vita è una noiosa agonia, noiosa perché segue la morte piuttosto che precederla. Non so come si faccia a fare finta di niente, ma qui si ama e si odia per finta. Ci sono uomini di tutti i tipi, ma non c’è più nessun uomo in giro. Possiamo benissimo continuare con le solite manfrine, attaccare briga con la storia o con dio, non cambia niente. Davanti a ognuno, ignoto o famoso che sia, c’è uno specchio buio.

NEUROPA: viaggio per intervalla insaniae

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di Daniele Poccia

“I migliori medici o i migliori scrivani che ci sono al mondo non riusciranno a trascriverlo in bella copia dal confuso abbozzo della sua follia: è un pazzo misto, con molti intervalli di lucidità.”
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte

“La grande comica è sempre stata una specie di encomium moriae, di elogio della pazzia.”
Ernst Cassirer, Saggio sull’Uomo

1. Che cosa può cercare di svelarci sull’Uomo, sulla Storia, una opera di finzione che faccia della stultitia un vero e proprio principio formale? In che modo la coscienza scissa dello squilibrato può fungere da asse intorno al quale costruire una narrazione? Domande che sembra lecito evocare in merito a Neuropa di Gianluca Gigliozzi, questo poema epicomico in prosa che affronta l’ambizioso tentativo di inscenare sub specie insaniae un’autentica indagine genealogica sulle radici della nostra civiltà europea.

La coscienza delle cose

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di Franz Krauspenhaar

Camminava dopo trent’anni per quelle strade: una vita, pensò attraversando la cortina fumogena dei ricordi che erano balzati d’improvviso da spazi imprevisti e ora fulmineamente rivisti ma molto diversi. Non erano solo gli anni trascorsi, era stato proprio quel lunghissimo assentarsi dal suo primo mondo. Rivide quel piccolo parco, una O di ripida erba nel centro della piazza, attorno rumoreggiavano le auto come trent’anni prima.

E’ bello non morire

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un microracconto di Elena Stancanelli

Grazie alla legge che dice che si muore
Ho smesso di fumare.
In dieci giorni sono ingrassata sette chili.
Ma quando diventerà obbligatorio dimagrire, mi metterò a dieta.
Gli uomini dovrebbero fare in fretta le leggi.
Perché secondo me
E’ bello non morire.

L’estinzione

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un microracconto di Gianluca Morozzi

“Scusa?” disse lei mordendosi il labbro. “Sì?” disse lui fumando una sigaretta. “Sei sicuro che…?” mormorò lei “…che sei uscito in tempo, vero?” “Uh?” bofonchiò lui mascherando il dubbio “Certo, bimba, certo. Ora però devo scappare”.
E ancora una volta l’umanità scongiurò il rischio estinzione.

Libertà di stampa, astrologia ed il bisogno di “sapere già tutto”

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di Andrea Arrighi

Ad inizio estate (maggio-giugno) leggo sul settimanale “D” di Repubblica un articolo a proposito di una proposta di legge che vuole far scrivere, all’inizio di ogni oroscopo, che ciò che si sta per leggere “non è scientificamente provato, non bisogna crederci” o qualcosa del genere. Negli articoli che ne parlavano si diceva che allora un simile avvertimento sarebbe da mettere anche all’inizio di molti altri contributi “presunti scientifici”, come ad esempio quelli relativi al cibo ed alle diete, al benessere in generale, alle leggi di mercato ed a molte altre tematiche. Veniva detto anche che sono ben pochi quelli che “credono ciecamente all’oroscopo”. Moltissimi, a quanto pare, lo leggono, dato che quasi tutte le riviste, più o meno serie, si preoccupano di tenerne un’apposita rubrica.