di Davide Morganti

Se si attraversa Licola mare si è risucchiati dentro un day after marginale, di borgata cresciuta sulla muffa, che porta nei muri le stimmate di una città scheletrica, consumata dalla deriva. Non a caso un ragazzo, lo chiameremo Renato, mi dice, ridendo, che “Stanno meglio a Bagdad!”. Le giornate lui, una volta uscito dalla scuola di Monterusciello, le passa sul lato opposto di Licola, alle spalle del Depuratore, nella zona denominata Reginelle. “Qua – interviene un suo amico – la sera se non fosse per la luce del tabaccaio non ci sarebbe illuminazione”. A Licola mare mancano segnaletiche, non tutti gli impianti fognari sono terminati, il risanamento delle strade è labile, l’evasione scolastica diffusa.








