Sono sempre convinto che “il miglior commento ad un classico sia un altro classico” (G. Steiner). Non è facile naturalmente decidere quale classico estrarre dal cappello. Azzardo la scelta di commentare Pasolini con un altro, meno noto ma non meno dirompente, classico del nostro tempo,
Pubblico qui le prime nove tesi del suo testo fondamentale, La società dello spettacolo.
Il libro è pubblicato in italiano ora dalla Baldini-Castoldi-Dalai, in una buona traduzione, quella di cui mi servo qui. Il libro ha subìto in passato storie di traduzioni orripilanti, anche in altre lingue. I film di Debord invece non credo siano mai circolati in Italia, ma stanno ora per uscire su DVD in Francia.
Incipit:
1. Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.
2. Le immagini che si sono staccate da ciascun aspetto della vita si fondono in un corso comune, in cui l’unità di questa vita non può più essere ristabilita. La realtà considerata parzialmente si afferma nella sua propria unità generale in quanto pseudo-mondo a parte, oggetto della sola contemplazione. La specializzazione delle immagini del mondo si ritrova, compiuta, nel mondo autonomizzato dell’immagine, in cui il menzognero ha mentito a se stesso. Lo spettacolo in generale, come inversione concreta della vita, è il movimento autonomo del non-vivente.

di Sergio Garufi

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Una delle prime presentazioni critiche sull’opera di Giorgio Caproni è stata fatta da Pier Paolo Pasolini che lo definisce “uno degli uomini più liberi del nostro tempo letterario”. Pier Paolo Pasolini è stato il promotore forse della migliore Poesia che sia stata fatta nel Novecento in Italia: da Giorgio Caproni a Sandro Penna, a Amelia Rosselli… per citarne alcuni. Ci sono moltissimi modi per parlare bene (o male!) di Pasolini. forse uno potrebbe essere questo, di ripubblicare dei versi a lui dedicati dal poeta livornese in occasione della sua morte.


