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Bullismo editoriale

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di Lucio Angelini

braccio-di-ferro.jpgContinua la pubblicazione delle segnalazioni che ho ricevuto per la lista della spesa (vedi qui). In alcuni casi le schede erano seguite da domande da rivolgere all’autore o autrice segnalati; non tutti gli autori che ho contattato hanno risposto. (T.S.)

Scelgo un fenomeno: il bullismo editoriale, per il quale ho una testimonianza di prima mano:
Nei primi anni 1990 pubblico una manciata di titoli per Orietta Fatucci di Einaudi Ragazzi/Emme/EL di Trieste, fra cui Grande, Grosso e Giuggiolone e Quella bruttacattiva della mamma!. Quest’ultimo viene anche tradotto in francese per Flammarion/Castor Poche (Méchante Maman!).

Revangelo

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venerandi.jpgdi Fabrizio Venerandi

maria in visita da elisabetta

allora maria che ci crede e non ci crede
movendosi va da elisabetta e entra dentro
a elisabetta sente la pancia che si muove
e dice un altro pezzetto di ave maria
benedetta fra le donne e benedetto il frutto
e maria si guarda la pancia era pieno
di donne incinte che si guardano con
doloroso amore toccandosi le pance contro
le pance tra mano e mano con occhi dolci
pieni di figli piene le pance piene di donne
piene tutte di dio

Il testamento estorto

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di Sergio Garufi

borges.jpg
Andiamo per ordine: la copertina è molto bella. C’è una foto in bianco e nero, di Carlos Goldin, che ritrae il dettaglio di una mano anziana, di quelle che la pelle sembra carta velina tanto è sottile e impalpabile. E’ una mano che stringe il manico di un bastone di legno nodoso e irregolare; lo stesso che accompagnava il grande poeta cieco nei suoi viaggi per il mondo, che saggiava il terreno e lo avvertiva dei pericoli, gli faceva scansare gli ostacoli e gli inciampi della vita. Poi c’è il titolo, che promette grandi cose.
Testamento poetico letterario.
E l’autore, naturalmente: il mitico Jorge Luis Borges.
Insomma, un po’ ti commuovi. E’ uscito un suo nuovo libro, hanno rovistato nei cassetti e hanno trovato ‘sta chicca postuma, la sua opera definitiva.

Festival delle Letterature

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Pescara, 21-24 ottobre 2004. Qui di seguito trovate il programma.

Tolbiac di Beppe Sebaste

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di Valeria Trigo8884902592.jpg

Continua la pubblicazione delle segnalazioni che ho ricevuto per la lista della spesa (vedi qui). In alcuni casi le schede erano seguite da domande da rivolgere all’autore; non tutti gli autori che ho contattato hanno risposto. (T.S.)

Segnalo Tolbiac di Beppe Sebaste (Baldini Castoldi Dalai, 2003) perché è un romanzo che non c’entra niente con i romanzi di scrittori italiani che ho letto finora, e perché è un romanzo che riesce a farmi pensare a un incrocio tra Kerouac, Sebald, Frisch, Thompson e una manciata di poesie della Cvetaeva.

Dialettiche poetiche

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di Gianni Biondillo

gatto.jpg TENERA E LA NOTTE

not with a bang but a whimper (T. S. Eliot)

Avevamo un gatto chiamato Tenera
che ti morì fra le braccia, stupita
della propria morte. Io ogni tanto

sguardomobile.it

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testata.jpg

Segnalo questa ottima rivista-blog collettiva ricca di saggi, recensioni e materiali su letteratura, società e politica. (T.S.)

mp 3.1 – Professor Bad Trip

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di Andrea Raos

Da troppo amare, quanto amara
l’arte dei vecchi, alla quale non si arriva.
Si muore prima, non pensare che per sé
arriva.

Racconti divini

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raccontidiVINI.jpg1) L’Associazione Culturale Officina Cultura Onlus in collaborazione con la Libreria Il Pavone Nero bandisce la prima edizione del Concorso letterario “Racconti divini.

Un’ora sola ti vorrei

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Intervista a Alina Marazzi di Gabriella Fuschini

pagina_07.jpgSei mesi fa ho lanciato su Nazione Indiana l’iniziativa La lista della spesa (leggibile qui). Nelle settimane successive ho ricevuto alcuni contributi. Purtroppo, dopo poco tempo ho avuto gravi problemi informatici, che ho risolto soltanto alcuni giorni fa. Nel frattempo, in estate, ho ricevuto da parte di Alina Marazzi le risposte alle domande di Gabriella Fuschini. Sono in grado di pubblicarle soltanto ora. Nei prossimi giorni pubblicherò anche gli altri contributi. Mi scuso con Gabriella Fuschini, Alina Marazzi e tutti gli altri partecipanti per l’attesa. (T.S.)

Presentato al festival di Locarno nel 2002, il film-documentario Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi (il sito dedidato al film è qui) circola da un anno in Italia e all’estero, raccogliendo elogi dalla critica e commosse reazioni dal pubblico. La regista cuce insieme un tessuto che è dei più fragili e delicati: la storia di una giovane donna, sua madre, che dopo esser caduta in depressione, si toglierà la vita.

Un convegno sulle leggende metropolitane

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CONTAMINAZIONI
Voci, bufale e leggende metropolitane nell’era di Internet

I° Convegno nazionale
TORINO, 6-7 novembre 2004
Centro Congressi TORINO INCONTRA, Via Nino Costa, 8

Per Jacques Derrida

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di Tommaso Giartosio

derrida.jpgQuando è arrivata su Televideo la notizia della morte di Jacques Derrida, subito dopo mi è arrivata dal cuore un’altra notizia, per me più sconcertante: provavo pena.

L’uomo aveva 74 anni. Era malato da tempo (e lo sapevo). Ho letto solo qualcuno dei suoi scritti, e non l’ho mai visto in faccia.

Eppure provavo questo sentimento di pena, che associo, personalmente, a una frase in francese. Durante i funerali di mio padre un uomo che aveva lavorato occasionalmente con lui, un vescovo nero dell’Africa centrale, salì sull’altare e spiegò così la sua presenza: Fratelli, la morte di Emanuele, devo dire, m’a quelque peu secoué. Mi ha un poco scosso.

Attuali tendenze della narrativa italiana (viste dal buco della serratura)

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di giuliomozzi

Il mio mestiere è leggere. Circa l’ottanta per cento delle pagine che leggo sono pagine dattiloscritte. Circa l’un per cento dei dattiloscritti che leggo vengono poi letti anche da qualcun altro. Circa l’uno o due per mille dei dattiloscritti che leggo vengono poi pubblicati da un editore che li manda in libreria. Il mio mestiere mi consente di osservare le attuali tendenze della narrativa italiana. Della narrativa reale, intendo: quella che esiste; non della sola narrativa pubblicata, che è una frazione insignificante (in termini quantitativi) della narrativa esistente.
Lo so: per conoscere davvero le attuali tendenze della narrativa italiana reale bisognerebbe prendere in considerazione anche la narrativa autopubblicata in carta (in proprio o presso editori a pagamento) e in rete. Mi difendo dall’obiezione proponendo l’ipotesi, che mi sembra accettabile, che non ci siano sostanziali differenze tra la narrativa del tutto inedita e quella autopubblicata, almeno per quanto riguarda le tendenze.
Infine: non ho mai tenuto un accurato schedario delle mie letture di dattiloscritti. Ciò che sto per dire può essere tranquillamente catalogato come “impressionistico”.

La definizione di tortura

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Dall’ultimo numero della della Rivista Anarchica (anno 34 n. 302, ottobre 2004, leggibile qui), riprendo un paragrafo dall’articolo “…reiterare è diabolico!” di Francesca “Dada” Knorr, che commenta la discussione del 22 aprile 2004 alla Camera dei Deputati sul reato di tortura. (T. S.)

(…) È appunto in “cose”, oggetti, corpi da abusare, che trasforma la tortura. E proprio la definizione di “tortura” ha causato un problema al governo Berlusconi, a causa della votazione di un emendamento alla proposta di introduzione del reato di tortura nel codice penale.

Cin cin

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di Dario Voltolini

Ricevo e volentieri segnalo che è in libreria questo libro pieno di tannino.

elogio sbronza.jpgEnrico Remmert & Luca Ragagnin

ELOGIO DELLA SBRONZA CONSAPEVOLE (Piccolo viaggio dal bicchiere alla luna)

Prefazione di Bruno Gambarotta

Marsilio – Specchi della memoria – ottobre 2004

Due scrittori divoratori di libri alle prese con un tema che inzuppa la letteratura di tutti i tempi e di tutte le geografie: l’alcol.

Mikrokosmos

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due poesie di Edoardo Sanguinetisanguineti.jpg

Radiosonetto

il mio libro sei tu, mio vecchio amore:
ti ho letto le tue vertebre, la pelle
dei tuoi polsi: ho tradotto anche il fragore
dei tuoi sbadigli: dentro le tue ascelle

ho inciso il mio minidiario: il calore
del tuo ombelico è un tuo glossario: nelle
xilografie delle tue rughe è il cuore
dei tuoi troppi alfabeti: alle mammelle

dei tuoi brevi capitoli ho affidato,
mia bibbia, le mie dediche patetiche:
questo solo sonetto, io l’ho copiato

dalla tua gola, adesso: e ho decifrato
la tua vagina, le tue arterie ermetiche,
gli indici tuoi, e il tuo fiele, e il tuo fiato:

da: Thérèse (HC2738B)

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di Florinda Fusco

ora che sono il tempo non ho più memoria

chorus:

Thérèse dipinse il suo nome sulla bocca

l’eredità del giogo premeva la testa già pesante
tra due legni che opprimevano il suono e segnavano
due cerchi sulle guance. La pietra cadde sul cranio
che mangiavo pane e frutta. E vidi i re cadere
dalle sedie e i lazzari tornare nelle tombe.

Dante e i maestri omosessuali

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CONSIDERAZIONI DI FRANCO BUFFONI SU INFERNO XV

Nel canto XV dell’Inferno due parrebbero essere i punti fermi relativamente al rapporto tra Dante e Brunetto Latini:
– Dante mostra rispetto e affetto per il maestro (gli dà del “voi”; si rivolge a lui come a “ser Brunetto”);
– Dante condanna Brunetto alla pena eterna in quanto omosessuale. 1)
Il mio obiettivo in questo scritto è di mostrare come entrambi questi assunti possano essere messi in discussione, e persino radicalmente contraddetti.

Il tradimento dei critici, due anni dopo #2

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di Carla Benedetti

tradimento dei critici.jpgE ora vorrei dire, in breve, le ragioni per cui ho scritto quel capitolo “Il potere che ognuno conosce e nessuno racconta”, sulla vicenda delle dimissioni di Mario Martone dal Teatro di Roma, e perché stava all’interno di un libro che parlava della paralisi della critica in Italia.

Ovviamente, dato il tema del libro, mi interessavano i rapporti tra critica e potere. Volevo mettere a fuoco ciò che inibisce la critica in Italia, e non tramite censura o limitazioni della libertà di parola imposte dall’esterno, ma per via indiretta e dall’interno, cioè cioè per credenze condivise (o ideologie), per autocensura e per vincoli introiettati dalla critica stessa e da chi la esercita.

Il tradimento dei critici, due anni dopo #1

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di Carla Benedetti

daumier4b.jpgDue anni fa, subito dopo l’uscita del Tradimento dei critici, fui denunciata per diffamazione a mezzo stampa assieme all’editore Bollati Boringhieri, con una richiesta di riparazione di un milione di euro. Incriminato era l’ultimo capitolo del libro, “Il potere che ognuno conosce e nessuno racconta”, dove ripercorrevo gli avvenimenti che avevano portato alle dimissioni di Mario Martone dalla direzione del Teatro di Roma, ricostruiti attraverso articoli apparsi su giornali e riviste, e altri documenti di dominio pubblico. A querelarci fu l’allora presidente del consiglio d’amministrazione del Teatro, Walter Pedullà, di cui avevo riportato alcune dichiarazioni pubbliche, mettendole a confronto con altri fatti.

Lo Spettacolo. Gli occhi. Il cuore.

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di Marco Rovelli

Simona-Ken.jpg1. Ero in auto, quando mi ha chiamato la mia compagna per dirmi che avevano liberato Simona e Simona. Non ho esultato, non ho detto ‘evviva’, non mi si è aperto niente, dentro. Dal cuore non si è levata croce, per parafrasare maestro Eckhart. Una notizia come un’altra. Tra le (tante) altre. Niente più che due nomi, in fondo, confusi tra milioni di altri nomi a me ignoti – che non conosceranno mai liberazione. Comincio a pensare a quale saranno le conseguenze politiche di questa liberazione, come il governo ne potrà trarre vantaggio, cosa cambierà nello scenario irakeno. Le due simone sono già passate. Non sono altro che pedine in un risiko interminato. Sono già passate, dicevo: in realtà, non ci sono mai state.