Tag: massimo bonifazio

La pioggia

di Massimo Bonifazio

tutto questo per dire: non funziona, non riesce, non
è questo che intendevo. (la pioggia non aiuta; la pioggia
è un dato di fatto che si interseca con curiose
disposizioni d’animo, di ordine genetico? la pioggia
è il resto, e infatti c’è chi si avvicina a una finestra,
guarda il cielo. l’ultima volta a me è capitato
nella famosa città del sud, con l’elefante, e ho pensato
che cielo è, questo cielo che nell’altro
posto non è lo stesso cielo, stillicidio è l’unica parola

Morgantina

di Massimo Bonifazio

che qui non ci fossero: svolte, pensieri bastanti
a pensare il vasto campo lavico che dalla sua,
o poco distante, avesse: una più mite, un’altra:
logica, luminosa di foglie e di erba che nessuno,
per millenni, aveva calpestato; e rocce rimosse,
altari, gradini di un unico grande teatro
dal cui omphalos mancante la tua voce
potesse finalmente arrivare, spezzarsi
contro l’ammasso di tufi, calcari;… Leggi il resto »

work in progress, elegiaco

di Massimo Bonifazio

oppure – da nessun luogo. dal fondo più neutro di un pioppeto,
canale di scolo o gora; dai solchi senza nome, ortiche, pareti
di rovi lungo il muro di cinta, e un là dentro di storie, un oltre
negato.… Leggi il resto »

Rolf Dieter Brinkmann: Roma, sguardi.

di Massimo Bonifazio

Ho ripreso in mano Rolf Dieter Brinkmann in un momento di entusiasmo e bisogno d’ordine, insieme ad altri vecchi progetti e debiti da saldare (tradurre una parte consistente di Rom, Blicke è un conto ‘indiano’, in sospeso da quasi un anno e mezzo).… Leggi il resto »

intorno alle locande

di Massimo Bonifazio

furono altre guardie di frontiera a farmi il verso,
a deporre i legni bianchi sopra ai fossi:
orpelli, o ponti necessari, sfuggiti al gracidare
del cemento. solo dopo arrivarono alle travi
rune a sciami, scolpite da mani meno esperte
di quelle che lisciavano i lenzuoli.… Leggi il resto »

finis terrae

di Massimo Bonifazio

freddo: spasmo delle reni. alla fine della terra, sulla piazza.
ridotta dell’elmo, ridotta carlo alberto, coperte dalla neve:
che cade sui lumini: sulle torce, le lanterne.
…………………………………………………………non
ci aspettava qui, sverna al pignerol, il governatore:
corteo dei dannati, in ceppi.… Leggi il resto »

sartorius

di Massimo Bonifazio

che mi arrivi con crepitii di radio a galena: la sua voce,
dal fondo di depositi calcarei, tufi, che giustifica a fatica
il suo ritorno qui; come se fosse più facile,
esaurita la spinta dell’ossigeno, trasformato
quel poco di carbonio e scissa ogni sua cellula
in elementi estranei, corpi; come se fosse più facile,
così: esplorare, prendere visione.… Leggi il resto »

salita al monte tauro

di Massimo Bonifazio

quanta strada, si dice, e per ritrovare qui quanta lordura:
lattine dentro ai vicoli, cartacce, pozze di benzina,
i rivoli di sangue delle offerte che arrossano i solchi dei canali
scavati nel nero della pietra; li leccano i cani,
presi a calci dall’uomo che avanza con la palma
salmodiando un inno marinaro; all’altezza dell’arco
lo sorpassa, lo sfiora con l’orlo della veste,
intrisa di un presagio di riarso: residuo della festa, odore
dei cadaveri smembrati, gettati sul fuoco delle grate:
che i vivi presto mangeranno, all’ombra delle tende.… Leggi il resto »

diana, tre momenti

di Massimo Bonifazio

I

ma lo smarrirsi? ma i cani, sul sentiero inesistente,
lungo recinzioni di ruggine e ramaglie, edere: rovi senza more,
eccetera, dispersi sul pendio, fra i castagni: ma nemmeno così
parlare della linea, dei capelli: riesce. non riesce.… Leggi il resto »

fabbrica in disarmo con mannequin

di Massimo Bonifazio

sono i tetti di lamiera, i loro bordi: le colombe primo novecento,
le manfrine e le ringhiere screpolate, polverosi ghirigori tinta legno;
sulle rampe di cemento incastrate alla sezione dello stabile, in direzione est:
e i vetri spaccati dalla grandine, il piombo che sfila le finestre
minaccia lo spazio di apertura, il vento dolciastro verso l’alto, ora scomparso.
Leggi il resto »