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Fuori dal raccordo c’è l’Italia

di Gianni Biondillo

E così, anche in questo nuovo romanzo, non ho parlato del Duomo. Sono anni che scrivo di Milano, la studio, la racconto, e mai una pagina, mai una riga dedicata alla cattedrale. È l’unico imperativo che mi sono posto: supera il luogo comune, Milano è molto di più.… Leggi il resto »

Il gusto pieno della vita

di Helena Janeczek

Domenica novembrina da queste parti. Una piccola risata cattiva non può far male

Due bambini belli e biondi, un cane di razza, una grande automobile, un tailleur con camicetta. Solo un dettaglio rivela che lo spot è molto vintage.… Leggi il resto »

E ora, pubblicità

Care lettrici e cari lettori, da oggi su Nazione Indiana trovate una piccola novità. Sono le inserzioni pubblicitarie che abbiamo deciso di ospitare sul sito, dopo lunghe e travagliate riflessioni e non poche esitazioni.

Siamo convinti infine che sia un servizio utile: a noi, che contiamo di finanziare le attività della nostra associazione, a voi lettori, che potrete trovare informazioni affini ai vostri interessi, e agli inserzionisti che possono incontrare un pubblico attento e vivace.… Leggi il resto »

Verso il capitalismo linguistico. Quando le parole valgono oro

[Pubblichiamo su concessione di “Le Monde diplomatique / il manifesto” questo articolo che appare nel numero di novembre, in edicola dal  15.]

Di Frédéric Kaplan*

Il successo di Google si regge su due algoritmi: il primo, che permette di trovare delle pagine che rispondono a determinate parole, lo ha reso famoso; l’altro, che assegna a queste parole un valore commerciale, l’ha reso ricco.… Leggi il resto »

Che barba, l’otto marzo!

di Helena Janeczek

Da sempre soggetto ispiratore per il linguaggio dell’arte: corpo e spirito, passione e sentimento, amor sacro e amor profano, madre e amante, la Donna è stata nei secoli rappresentata in tutte le sue sfaccettature, passando nei secoli da primigenia musa ispiratrice a protagonista attiva nella stessa produzione e committenza artistica.… Leggi il resto »

Kurriculum

 

di Franz Krauspenhaar

1967 Gli anni Sessanta hanno svelato quanto la forma, in tutte le sue forme, sia mutevole come l’umore di un ciclotimico. (Renato Serra Tavassi – Memorie di uno psicolabile torinese.)

“Gottverdammt!” Con questa consistente ma ben poco soave parola andava urlando la voce conica visigotica nella cornetta nera.… Leggi il resto »

La città dell’entusiasmo e l’arte dello snooker

 

di Michele Riccardi

Fece scalpore lo scorso dicembre l’abbandono del tavolo da biliardo di uno dei più grandi giocatori di snooker di tutti i tempi, Ronnie O’Sullivan, durante i quarti di finale del campionato britannico. O’Sullivan si alza dalla sedia, passa il gesso sul cuoietto, va a stringere la mano ad arbitro ed avversario e si avvia negli spogliatoi, bofonchiando: “I had enough of it, mate”.… Leggi il resto »

On advertising #2

di Raul Montanari

Esistono quattro categorie di pubblicitari:

1. Quelli che sono più o meno soddisfatti del mestiere che fanno, e non ci trovano nulla di particolare, né nel bene né nel male.

2. Quelli che hanno un atteggiamento problematico verso il mestiere che fanno, si sentono in contraddizione con le proprie idee politiche, con la propria visione del mondo, e cercano soluzioni e compromessi intelligenti per ridurre queste dissonanze.… Leggi il resto »

La Guerra del Pulito

di Marco Senaldi

Volevo aspettare che trascorressero i giorni del lutto nazionale per pubblicare questo articolo di Marco Senaldi, scritto in tutt’altra situazione, e per una destinazione completamente diversa: una rivista che si occupa di confezioni, packaging, consumi, merci.

A qualcuno questo scritto potrebbe apparire frivolo o immorale, se commisurato a ciò che è accaduto l’altroieri in Iraq.… Leggi il resto »