Tag: racconti

Panopticon

di Michele Mari

Io penso che una scienza nuova nascerà un giorno, non una scienza della
vista, ma delle visioni, che spieghi i sogni, le immagini, le apparizioni,
gl’incantesimi della pupilla e della memoria con la stessa precisione con
cui le leggi della riflessione e della rifrazione, e le ultime teorie sulla natura
della luce, rendono conto ormai della magia degli apparecchi naturali
Leonardo Sinisgalli, Furor mathematicus

 

L’idea mi venne a teatro, una ventina di anni fa.… Leggi il resto »

Ilio (o il bar dell’incrocio)

di Gabriele Drago

Quel pomeriggio mi ritrovai a camminare scalzo sulla vecchia mulattiera abbandonata.

La strada percorre tangente il paese e arriva precisa all’incrocio dove avrei dovuto incontrare Ilio per il caffè della domenica. È ormai chiusa al traffico e tra le pietre incastonate a terra è germogliata l’erba.… Leggi il resto »

Pensieri & pensioni ( una bagatella)

di Giorgio Mascitelli

Giunto alla per certi versi ragguardevole età di anni ventotto, Guido della Veloira si trovò a passeggiare e a ponderare passeggiando il proprio avvenire. La diffusione delle famiglie mononucleari e l’ormai prossima definitiva estinzione di qualsivoglia forma di stato sociale rendevano assolutamente tempestiva la fondazione di una famiglia con prole numerosa, che una volta cresciuta avrebbe abbondantemente compensato i costi di svezzamento ed educazione coi vantaggi del numero di fronte ai singoli.… Leggi il resto »

La riviera dei fiori

di Orso Tosco

La pittura è spessa e viscosa. Sembra bitume, forse lo è. Va data in modo uniforme ma di corsa, perché la pioggia è in agguato, e la pittura nera deve impedire che l’acqua filtri nei vecchi muri della casa.… Leggi il resto »

L’assedio

di Cristiano Denanni

Mentre fuori spiove.

E ogni volta che nel mondo è giovedì.

Mi siedo al pianoforte.

E suono.

Avevo preso lezioni da bambino, mi mandava mia madre da una signora che aveva fatto il conservatorio e per vivere faceva la parrucchiera e poi insegnava a suonare il pianoforte a casa sua, naturalmente allora non me ne importava nulla, ma siccome a scuola avevo risultati sconsolanti, una soddisfazione, una qualunque, una a caso dovevo pur dargliela a mia madre.… Leggi il resto »

Le fotografie che non ho scattato

di Cristiano Denanni

Ad Antonella

In dialetto
Abbandonasti la tua terra vent’anni prima che io nascessi e abbandonasti questa terra fra le mie mani un pomeriggio d’estate attraverso il quale transitò la linea circolare che chiuse la storia più importante di quelle dentro la mia.… Leggi il resto »

L’amore di un Padre

di Orso Tosco

Padre M odiava volare.

Prendere l’aereo gli era sempre sembrata un’occupazione da gente che imbocca barboncini, un gesto frivolo, indegno della tonaca preziosa con cui era solito abbigliarsi. Il passaporto diplomatico rilasciato dallo Stato Vaticano ispirava immediata soggezione nei vari addetti aeroportuali, è vero.… Leggi il resto »

T or C

di Romano A. Fiocchi

Marco Reali, Verità o Conseguenze, La Vita Felice, 2014, 128 pag.

Scrivere ma soprattutto pubblicare racconti è di per sé una sfida. Nessun editore si vuole arrischiare, tutti ti dicono: i racconti non vanno. Ma come.… Leggi il resto »

Dalle memorie di un insonne/5

di Giorgio Mascitelli

Un amico, un sedicente amico, mi ha propinato delle strane bustine color fucsia che mi dovrebbero far dormire come un angioletto, visto che i metodi naturali hanno fallito al pari di quelli sociali. Ma per me qui c’è puzza di bruciato, non mi convince la sua affabilità, la sua gentilezza un po’ melensa.… Leggi il resto »

Dalle memorie di un insonne/4

di Giorgio Mascitelli

Non sempre giova una vita densa di contatti umani, apparentemente cordiali, ma in fondo superficiali; non sempre giova abusare del proprio successo in società, come se un mondo che soffre non esistesse; non sempre posso addormentarmi alle cinque del mattino, dopo essermi coricato alle due e mezza, per essere svegliato alle sette dalla sveglia.… Leggi il resto »

Dalle memorie di un insonne/3

di Giorgio Mascitelli

Modestamente, e non me ne vanterò mai abbastanza, sebbene mi avveda di quanto questa informazione possa apparire sorprendente in uno così sconnesso e inabissato, io conduco una vita sociale intensa nel suo genere. Soffrendo un po’ d’insonnia o sarebbe più giusto dire di metainsonnia, ossia di insonnia da paura dell’insonnia, per quanto abbia sviluppato una serie di tecniche di addormentamento aggiornate e pressoché infallibili in un’ottica statistica di lungo periodo, ho deciso utilitaristicamente di far diventare questo inconveniente un atout o per meglio dire un asset per migliorare le mie relazioni sociali e nel contempo facilitare al postutto le operazioni di inoltramento nel sonno.… Leggi il resto »

La piantagione

di Orso Tosco

L’uomo lungo, che alcuni chiamavano l’uomo lisca di pesce, aveva l’abitudine di intingere cotton fioc nello sciroppo d’acero, per poi lasciarli congelare nel freezer, durante la notte.

Al mattino, durante le sue lunghe passeggiate, era solito succhiarli con gusto, come certi bambini fanno con le dita.… Leggi il resto »

Dalle memorie di un insonne

di Giorgio Mascitelli

Mia nonna diceva che girarsi e rigirarsi nel letto insonni dopo essersi svegliati nel corso della notte era segno di coscienza che rimorde: a me, fin dall’età in cui potevo ascoltarla dal vivo,  è sempre sembrata una solenne sciocchezza.… Leggi il resto »

I fantasmi di Luca Ricci

 

di Ornella Tajani

Domestici, familiari, quasi innocui. È il ritratto dei Fantasmi dell’aldiquà che popolano i racconti di Luca Ricci (Napoli, La scuola di Pitagora, 2014), fantasmi d’intérieur che si aggirano in paesaggi privi di una connotazione geografica precisa. L’io narrante e polimorfo mangia sandwich e dipinge staccionate, prende il sole sul prato e sogna piscine in stile David Hockney, prepara biscotti di Halloween e descrive pomeriggi dal sapore di provincia americana.… Leggi il resto »

Dieci dicembre

di Gianni Biondillo

George Saunders, Dieci dicembre, minimum fax, 2013, 222 pag., traduzione di Cristiana Mennella

 

Perché la letteratura più cool angloamericana fa a gara per lodare l’opera di un autore di short stories come George Saunders? Che siano Jonathan Franzen o Zadie Smith, Thomas Pynchon o Dave Egger, il giudizio non cambia: l’autore texano è unanimemente considerato un talento immaginifico potente e originale.… Leggi il resto »