Tag: racconti

La condizione estiva ( una bagatella per le vacanze)

di Giorgio Mascitelli

 

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso accendono l’aria condizionata. Un intero anno trascorso trastullandosi nella nostalgia del tepore e un’intera primavera per avvezzarsi poco a poco al suo arrivo e subito bisogna armarsi di golfino e di sciarpina e di calze con i trenta gradi centigradi fuori dall’abitacolo o dal negozio o dall’ufficio.… Leggi il resto »

Miti Moderni/19: ritorni

di Francesca Fiorletta

Il mare era calmissimo, agitato.
Le nuvole alte nel cielo, pesanti, si aprivano su un pomeriggio assolato di fine estate.
Nelle orecchie il mugolio delle cicale, l’abbaiare dei gatti in calore dentro i vicoli deserti del centro storico, le terrazze di vetro, abbandonate, coi panni stesi ad asciugare, le tovaglie del giorno prima.… Leggi il resto »

La coda di Ferragosto

di Luca Ricci

L’uomo, mettendosi in macchina a Ferragosto- benché avesse programmato con largo anticipo una partenza a un orario cosiddetto “intelligente”-, sapeva che sarebbe stato vittima di un evento ineluttabile: la coda per raggiungere il mare. Gli era già capitato un migliaio di volte di restare imbottigliato, eppure sul suo volto si dipinse uno stupore infantile mentre scalava le marce dalla quarta alla prima.… Leggi il resto »

Domenica pomeriggio sul ponte (un racconto)

di Giacomo Sartori

à Gilles Weinzaepflen

Un poeta con un corpo leggero e come sospeso nell’aria da poeta camminava su un ponte che scavalcava un fiume tranquillo ma anche greve di marrone determinazione, perché nelle settimane precedenti aveva invaso le rive, quasi scavallando nelle vie della cittadina.… Leggi il resto »

I passeggeri invisibili

di Jacopo La Forgia

I sogni esagerano sempre.

La notte prima ho sognato la capitale di uno stato molto povero, e la guerra civile. I combattenti arrivavano a mangiarsi a vicenda, per quanto si odiavano, o per altre motivazioni che non conosco.… Leggi il resto »

Panopticon

di Michele Mari

Io penso che una scienza nuova nascerà un giorno, non una scienza della
vista, ma delle visioni, che spieghi i sogni, le immagini, le apparizioni,
gl’incantesimi della pupilla e della memoria con la stessa precisione con
cui le leggi della riflessione e della rifrazione, e le ultime teorie sulla natura
della luce, rendono conto ormai della magia degli apparecchi naturali
Leonardo Sinisgalli, Furor mathematicus

 

L’idea mi venne a teatro, una ventina di anni fa.… Leggi il resto »

Ilio (o il bar dell’incrocio)

di Gabriele Drago

Quel pomeriggio mi ritrovai a camminare scalzo sulla vecchia mulattiera abbandonata.

La strada percorre tangente il paese e arriva precisa all’incrocio dove avrei dovuto incontrare Ilio per il caffè della domenica. È ormai chiusa al traffico e tra le pietre incastonate a terra è germogliata l’erba.… Leggi il resto »

Pensieri & pensioni ( una bagatella)

di Giorgio Mascitelli

Giunto alla per certi versi ragguardevole età di anni ventotto, Guido della Veloira si trovò a passeggiare e a ponderare passeggiando il proprio avvenire. La diffusione delle famiglie mononucleari e l’ormai prossima definitiva estinzione di qualsivoglia forma di stato sociale rendevano assolutamente tempestiva la fondazione di una famiglia con prole numerosa, che una volta cresciuta avrebbe abbondantemente compensato i costi di svezzamento ed educazione coi vantaggi del numero di fronte ai singoli.… Leggi il resto »

La riviera dei fiori

di Orso Tosco

La pittura è spessa e viscosa. Sembra bitume, forse lo è. Va data in modo uniforme ma di corsa, perché la pioggia è in agguato, e la pittura nera deve impedire che l’acqua filtri nei vecchi muri della casa.… Leggi il resto »

L’assedio

di Cristiano Denanni

Mentre fuori spiove.

E ogni volta che nel mondo è giovedì.

Mi siedo al pianoforte.

E suono.

Avevo preso lezioni da bambino, mi mandava mia madre da una signora che aveva fatto il conservatorio e per vivere faceva la parrucchiera e poi insegnava a suonare il pianoforte a casa sua, naturalmente allora non me ne importava nulla, ma siccome a scuola avevo risultati sconsolanti, una soddisfazione, una qualunque, una a caso dovevo pur dargliela a mia madre.… Leggi il resto »

Le fotografie che non ho scattato

di Cristiano Denanni

Ad Antonella

In dialetto
Abbandonasti la tua terra vent’anni prima che io nascessi e abbandonasti questa terra fra le mie mani un pomeriggio d’estate attraverso il quale transitò la linea circolare che chiuse la storia più importante di quelle dentro la mia.… Leggi il resto »

L’amore di un Padre

di Orso Tosco

Padre M odiava volare.

Prendere l’aereo gli era sempre sembrata un’occupazione da gente che imbocca barboncini, un gesto frivolo, indegno della tonaca preziosa con cui era solito abbigliarsi. Il passaporto diplomatico rilasciato dallo Stato Vaticano ispirava immediata soggezione nei vari addetti aeroportuali, è vero.… Leggi il resto »

T or C

di Romano A. Fiocchi

Marco Reali, Verità o Conseguenze, La Vita Felice, 2014, 128 pag.

Scrivere ma soprattutto pubblicare racconti è di per sé una sfida. Nessun editore si vuole arrischiare, tutti ti dicono: i racconti non vanno. Ma come.… Leggi il resto »

Dalle memorie di un insonne/5

di Giorgio Mascitelli

Un amico, un sedicente amico, mi ha propinato delle strane bustine color fucsia che mi dovrebbero far dormire come un angioletto, visto che i metodi naturali hanno fallito al pari di quelli sociali. Ma per me qui c’è puzza di bruciato, non mi convince la sua affabilità, la sua gentilezza un po’ melensa.… Leggi il resto »

Dalle memorie di un insonne/4

di Giorgio Mascitelli

Non sempre giova una vita densa di contatti umani, apparentemente cordiali, ma in fondo superficiali; non sempre giova abusare del proprio successo in società, come se un mondo che soffre non esistesse; non sempre posso addormentarmi alle cinque del mattino, dopo essermi coricato alle due e mezza, per essere svegliato alle sette dalla sveglia.… Leggi il resto »

Dalle memorie di un insonne/3

di Giorgio Mascitelli

Modestamente, e non me ne vanterò mai abbastanza, sebbene mi avveda di quanto questa informazione possa apparire sorprendente in uno così sconnesso e inabissato, io conduco una vita sociale intensa nel suo genere. Soffrendo un po’ d’insonnia o sarebbe più giusto dire di metainsonnia, ossia di insonnia da paura dell’insonnia, per quanto abbia sviluppato una serie di tecniche di addormentamento aggiornate e pressoché infallibili in un’ottica statistica di lungo periodo, ho deciso utilitaristicamente di far diventare questo inconveniente un atout o per meglio dire un asset per migliorare le mie relazioni sociali e nel contempo facilitare al postutto le operazioni di inoltramento nel sonno.… Leggi il resto »