Tag: terra

Leggere la terra (autismi della terra # 3)

di Giacomo Sartori

Per capire meglio la terra, o forse  meglio nell’illusione di farlo, mi capita di leggere articoli scientifici che trattano di questo o quell’aspetto della matrice chiamata da moltissimi secoli così, ma che nei resoconti specialistici diventa più tecnologico suolo.… Leggi il resto »

La terra metafisica (autismi della terra # 2)

di Giacomo Sartori

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Quando sono in una delle mie buche qualche volta mi chiedo perché sono finito lì. Alzo gli occhi, e guardo il cielo, o insomma la fetta di cielo che posso vedere, se la buca è molto profonda, o anche lo strato più o meno denso di alberi, se sono in un bosco, o il merletto formato dai tralci, se mi trovo sotto una pergola di viti,

Humus

di Bianca Bonavita

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Io non ho nessuna storia da raccontare, non avrò mai nessuna storia da raccontare. Perché non so raccontare né tantomeno inventare storie. La maggior parte delle storie non sono necessarie ed io riesco a scrivere soltanto ciò che ritengo necessario.

Parole di terra

di Pierre Rabhi

(dall’introduzione dell’autore a “Parole di Terra”, per gentile concessione dell’editore Pentagora)

Il personaggio di Tyemorò è nato dalla mia immaginazione e rappresenta tutto ciò che provo, in termini di amore, compassione e ammirazione, per i contadini autentici.… Leggi il resto »

Pierre Rabhi, la terra, l’agroecologia, i Colibrì

di Massimo Angelini (sempre per gentilissima disponibilità di Pentagora, pubblichiamo la biografia di Rabhi, che chiude il volume “Parole di terra”)

Agricoltore, scrittore e pensatore, Pierre Rabhi nasce nel 1938 nel Sud dell’Algeria. Dopo la morte della madre, è affidato a una coppia francese; in seguito alla Guerra d’Algeria, lascia gli studi e, a vent’anni, si trasferisce a Parigi, dove lavora come operaio specializzato.… Leggi il resto »

La terra, il paesaggio, la letteratura

di Angelo Ferracuti

Girando parecchio l’Italia, negli ultimi periodi mi sono reso ancora di più conto di come il paesaggio marchigiano, fermano, mi appartenga interiormente in modo molto forte per intima consonanza. Come questo condizioni il mio umore, un’idea estetica in generale, persino lo stile, la scrittura che adopero, l’organizzazione dello spazio, e come non riesco a staccarmene, nonostante poi la vita di provincia sia in realtà abbastanza claustrofobica e fisiologicamente noiosa.… Leggi il resto »

I colori della terra

di Vincenzo Pardini

Aristide, d’estate, aveva preso a tornare nella sua terra. Calzati i vecchi scarponi che teneva nella casa nativa, si inerpicava lungo la mulattiera di infanzia e adolescenza. Era cambiata. Cespugli e alberelli si stavano impossessando dell’impiantito di sassi e di pietre, le selve dei castagni s’erano infittite, alcuni di quelli antichi erano crollati come guerrieri sconfitti.… Leggi il resto »

Maledetta la terra

di Erri De Luca

“Maledetta la terra”, dice la divinità a Adàm, ultima creatura uscita dai sei giorni dell’opera.

Maledetta la terra: non è una condanna, ma una dolente constatazione. Dopo il frutto della conoscenza di bene e di male, che ha accresciuto le facoltà umane, Adàm non si contenterà più del prodotto spontaneo del suolo.… Leggi il resto »

La mia terra

di Vincenzo Pardini

Con la terra ho sempre avuto un legame di viscere e di mente. Non potrei vivere in città; mi sentirei peggio di un orfano o di un recluso. Debbo guardare la terra ogni giorno, alla stregua di un volto e di un corpo che si ama.… Leggi il resto »

La fabbrica della terra

di Marino Magliani

Questa è la storia di un contadino ligure al quale se chiedete brav’uomo, cosa fate nella vita, non vi potrà neanche dire che fa il contadino, perché qui si sono rubati persino le parole. Vi dirà semplicemente che va in campagna.… Leggi il resto »

In mezzo alla terra

di Franco Arminio

Oggi ancora Puglia, ma è un viaggio muto, non voglio portare a casa impressioni particolari, non voglio trovare niente di nuovo. Vago tranquillamente nella campagna. Mi fermo davanti a una masseria semiabbandonata. Poi passo per Ordona, ma oggi i paesi non mi attirano, potrei andare a Stornara e a Stornarella, preferisco camminare un poco a piedi su queste strade tra i campi dove non passa nessuno.… Leggi il resto »

I muri di K.

di Giacomo Sartori

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Cari muri di K.
siete divenuti superflui
nei vostri marsupi di terra
prodiga e rossa
(importa a qualcuno?)
squatterano pini possenti
e lucenti corbezzoli

Minima ruralia – Contadini, dunque villani

di Massimo Angelini

Nel deposito delle parole che formano la nostra lingua, per dire di qualcuno che è rozzo, grossolano, o maleducato, o comunque per denigrarlo, si usa un termine che, se vai a vedere bene, vuole dire “contadino”: per esempio, “villano”, “burino”, “bifolco”, “terrone”, “cafone”, “buzzurro” e così andando.… Leggi il resto »

Nuovi autismi 13 – Baudelaire e le patologie della terra

di Giacomo Sartori

 Io per mestiere studio la terra. La terra sono le zolle lasciate dagli aratri e i campi desolati l’inverno, la  mota sotto le scarpe da lavoro, le pianure, le colline, i vigneti in pendenza, i fianchi delle montagne, i boschi, le torbiere d’altitudine, gli orti e i giardini: tutto quello che non è stato irrimediabilmente cancellato o abraso dall’uomo.… Leggi il resto »

TQ: Rocco Carbone

Ho incrociato Rocco Carbone a Parigi. Me ne aveva parlato poco tempo fa – era già avvenuto il fattaccio- Fortunato Tramuta della libreria italiana Tour de Babel. C’è gente del sud, i siciliani e i calabresi per esempio, che trasmettono il loro affetto insieme al calore della terra, però senza dispensarlo a pioggia come, per esempio, le genti delle Puglie o della Campania.… Leggi il resto »

♫ dei poeti le voci [3]: MARIA VALENTE

 




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Maria Valente
DISCONNECT THE MACHINE O LA BUONA MORTE

 

  DISCONNECT THE MACHINE O LA BUONA MORTE  

 

La vita? la morte?… succede come i fiori e il loro vezzo
di decorare il tritacarne, renderlo confortevole- così
farcito di metastasi – rosa determinante o piuttosto
grigio accogliente che si spalanca e inghiotte tutto:
braccia e busto, gambe e busto, bastone e carota,
bastone e carota, bastone e carota

nessuna indicazione sul senso di marcia

 

se abbiamo conservato i nomi è stato per
abitudine, unicamente per abitudine, perché è b…
 

ma più spesso, preferisco confinarmi nella più
piccola delle mie idee: una formula magica, le
prime parole. il resto: l’ho già scordato come
il mio indirizzo – ammesso pure che qualcuno
mi abiti, perché dovrei farne parte?

Il punto vulnerabile

di Nikos Kachtitsis

Non voglio l’eternità,
ho solo chiesto tempo
Demetrios Capetanakis

La pianta del loto e il loto

Tu sei la pianta mistica
che mi ha condotto fin qui
nel mezzo del crudele
febbraio.
La pianta che mi ha nutrito
con il suo latte innocente
l’anno scorso.… Leggi il resto »