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Institutional Critique

Si chiama Institutional Criticism la critica delle istituzioni artistiche come pratica artistica, rivolta di solito a musei e gallerie.

I. C. apparve  nei tardi Anni Sessanta, quando gli artisti cominciarono a creare opere in risposta alle istituzioni che acquistavano e esibivano il loro lavoro. In quegli anni le istituzioni artistiche erano spesso recepite come luoghi di ‘reclusione culturale’ e di conseguenza divennero oggetto di attacchi estetici, politici e teorici.

Il movimento è rappresentato in particolare da artisti come Michael Asher, Marcel Broodthaers, Daniel Buren, Andrea Fraser, Fred Wilson and Hans Haacke.

1 commento

  1. Come dare loro torto, è colpa proprio di queste stesse istituzioni il fallimento dell’Arte Pubblica degli anni Sessanta e Settanta negli U.S.A.. Per citare Kwon, MIT Press 2003, le gallerie proponevano negli spazi pubblici opere astratte la cui differenza tra quelle proposte nei loro spazi era la sola dimensione. Abbiamo un problema simile in Italia con la poesia: affidare a una élite di stabilire quale debba essere il gusto poetico di un tempo è accettare di buon grado un’estetica delle autorità…

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