TU, SE SAI DIRE, DILLO (incontri allo Spazio Ostrakon Milano)

a cura di Biagio Cepollaro

Tre incontri nel dire

tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno. Giuliano Mesa

A quasi un anno dalla scomparsa del poeta Giuliano Mesa (Salvaterra, 1957-Pozzuoli, 2011), lo Spazio Ostrakon di Milano intitola la sua prima edizione di Tu, se sai dire, dillo con un verso dell’autore del Tiresia. Tu, se sai dire, dillo: la poesia è sia un talento coltivato, come qualsiasi altra arte, sia una necessità. Nel tempo della povertà, come direbbe Hölderlin, talento e necessità reali scarseggiano a fronte della facilità con cui spuntano i facitori di versi. Ostrakon prova ad offrire uno spazio adeguato all’arte della parola poetica avvicinando in tre incontri autori molto diversi tra loro per generazione e formazione ma accomunati dalla sicurezza e dalla forza dello stile.

SPAZIO OSTRAKON

Via Pastrengo, 15 – Milano *  info@spazioostrakon.it, tel. 331 2565640

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Mercoledì 13 giugno

ore 19 – Giancarlo Majorino, Giulia Niccolai, Italo Testa

 Aperitivo-intervallo  

 ore 21- Conversazione su Le Qualità  di Biagio Cepollaro a cura di Italo Testa     

Con Alessandro Broggi, Giancarlo Majorino, Giorgio Mascitelli, Giulia Niccolai, Paolo Zublena

 °

Giovedì 21 giugno

ore 21 – Andrea Inglese, Angelo Lumelli, Pino Tripodi

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 Giovedì 28 giugno

ore 21 – Giusi Drago, Francesco Forlani, Giorgio Mascitelli

Lettura di testi di Giuliano Mesa a cura di Biagio Cepollaro

 

Alle pareti opere del maestro Costantino Guenzi (Milano, 1926 – 1989) grande interprete della cultura italiana e milanese del dopoguerra.

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Giuliano Mesa, scomparso prematuramente a Pozzuoli (Napoli) il 15 agosto del 2011, era nato nel 1957 a Salvaterra (Reggio Emilia). Tra i poeti della sua generazione, è stato uno dei pochi che ha intrecciato nel suo fare poesia sia le esigenze della letteratura (la ricerca formale, la coerenza dello stile) sia quelle del pensiero critico, la necessità storica della visione etico-politica del mondo e, cosa più rara, il rigore concreto del proprio comportamento, l’incarnazione quotidiana dei propri valori senza compromessi. E’ stato uno dei pochissimi della sua generazione a sottrarsi sia ad una certa idea accademica dell’avanguardia letteraria,sia ad una sua ideologica negazione, restando immune rispetto alle trappole delle sterili opposizioni e fedele a qualsiasi costo all’esperienza diretta della storia, senza narrazioni posticce e ‘innamorate’ e senza illusioni palingenetiche. La poesia come forma di conoscenza: per lui questo voleva dire assegnare alla poesia qualcosa di molto più importante di qualsiasi funzione decorativa, consolatoria e narcisistica a cui troppo spesso è stata ridotta e si riduce. Ma voleva anche dire sottrarre la poesia al manierismo di una tecnica fine a se stessa. La poesia di Mesa è la poesia che vive e fa vivere il presente, al di fuori di ogni conformistica e obbligata attualità, è la presenza di un’emozione legata strettamente ad un pensiero e a un giudizio. La poesia ha per oggetto la condizione umana, se è meno di questo, se è mero esercizio di stile o peggio di non stile, non può importare molto. (Biagio Cepollaro)

Le sue opere poetiche sono raccolte in volume Poesie. 1973-2008, Camera verde, Roma, 2010. Notizie che lo riguardano sono reperibili sul sito www.giulianomesa.netsons.org

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