Da “Canti di un luogo abbandonato”

di Azzurra D’Agostino

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Chi era qui, chi zappava e mungeva
chi insomma c’era non l’avrebbe voluto
il crollo del fienile e neanche, inutile dire,
questo scrostarsi di pareti, la gramigna
tra le fessure del selciato e tutto sommato il mondo
l’intero mondo spopolato. Il mondo quello lì, che c’era
e pensava alla primavera come a una promessa,
la terra del campo spessa come una preghiera.

*

 

Tutto questo verde, le foglie piccole, i gambi, i fili d’erba
e poi pistilli e corolle che nell’alba sono ancora tutti bagnati
di buio e tengono gli occhi chiusi, nel fermo di un silenzio
come dopo una febbre. Saperli che esistono. Che si ammorbidiscono
nella luce che schiara, che riconoscono il volto della primavera,
dell’estate. Il verde, le piante, come una pittura, come essere ancora
e sempre nella giovinezza, delicati della delicatezza di uno stelo, di una gemma.

 

*

 

Sui crinali dice nei posti segreti e laterali le dorsali dei monti prima dei ponti e dei ponteggi
dei vagheggi e delle parole in quel tempo senza ancora cenno di parola o di senno o di giusto
là sotto il fusto del nespolo, del nocciolo. Dice che là, tutto solo, s’è trovato un osso di balena
cavo e liscio, misteriosissima polena di questa prua del mondo, qui dove quello che adesso svetta
e emerge che si sparge come fecondo bosco o frutteto, qui che è una vetta da cui lontano
se c’è il sole se è terso si può vedere il mare si può immaginare di saltare e salpare con lo sguardo
dalle nevi al bordo dell’adriatico. Acquatico, subacqueo anzi, era quello che ora ci si para dinnanzi.
Questo monte a cui salire era fondale buio, disabitato. Qualche creatura dell’abisso forse l’ha visitato
in un silenzio assoluto, e freddo, in quel mare primordiale, in quel tempo a noi inospitale
in quel mondo inabitabile e micidiale. Troppa, troppa vita. La storia del mondo in potenza.
Tutto che succedeva e che poteva fare senza di noi. Se c’era un tuono era la voce degli dei.

 

————————————-

Il libro Canti di un luogo abbandonato (Sassiscritti, 2013) e notizie del progetto completo si possono trovare qui:

www.azzurradagostino.wix.com

1 commento

  1. Un lavoro compatto e coerente, ma soprattutto di altissima qualità.
    E’ bello che ci sia qualcuno che saricordare in questo modo, anche per chi invece dimentica.

    Francesco t.

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francesca matteonihttp://orso-polare.blogspot.com
Sono nata nel 1975. Curo laboratori di tarocchi intuitivi e poesia e racconto fiabe. Fra i miei libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Acquabuia (Aragno 2014). Ho pubblicato un romanzo, Tutti gli altri (Tunué, 2014). Come ricercatrice in storia ho pubblicato questi libri: Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014) e, con il professor Owen Davies, Executing Magic in the Modern Era: Criminal Bodies and the Gallows in Popular Medicine (Palgrave, 2017). I miei ultimi libri sono il saggio Dal Matto al Mondo. Viaggio poetico nei tarocchi (effequ, 2019), il testo di poesia Libro di Hor con immagini di Ginevra Ballati (Vydia, 2019), e un mio saggio nel libro La scommessa psichedelica (Quodlibet 2020) a cura di Federico di Vita. Il mio ripostiglio si trova qui: http://orso-polare.blogspot.com/